'Era ora', Barbara Ronchi in una commedia sul senso del tempo: "Fermiamoci per non perdere i momenti che contano"
di Arianna Finos , di Arianna FinosBarbara Ronchi e Edoardo Leo sono i protaognisti di una commedia sentimentale sul tempo: Era ora di Alessandro Aronadio. Presentato all'ultima edizione della Festa del cinema di Roma, dove avevamo incontrato l'attrice, e ora su Netflix dal 16 marzo, il flm racconta le vicende di Dante (Leo) che, assorbito da mille impegni, arriva sempre in ritardo e ha l'impressione che la sua vita stia scorrendo troppo velocemente. Quando compie quarant'anni quell'impressione si trasforma in realtà e l'uomo si ritrova a saltare di anno in anno, vivendone solo un giorno, senza avere più il controllo della realtà. Il regista lavora su un format di commedia e paradossi temporali che si può far risalire a Ricomincio da capo. Ma, a differenza di Bill Murray, in questo caso il protagonista non torna indietro nel tempo sempre allo stesso giorno, ma fa un salto in avanti di un anno ed è l'unico a non sapere che cosa è successo nel frattemp…
Barbara Ronchi e Edoardo Leo sono i protaognisti di una commedia sentimentale sul tempo: Era ora di Alessandro Aronadio. Presentato all'ultima edizione della Festa del cinema di Roma, dove avevamo incontrato l'attrice, e ora su Netflix dal 16 marzo, il flm racconta le vicende di Dante (Leo) che, assorbito da mille impegni, arriva sempre in ritardo e ha l'impressione che la sua vita stia scorrendo troppo velocemente. Quando compie quarant'anni quell'impressione si trasforma in realtà e l'uomo si ritrova a saltare di anno in anno, vivendone solo un giorno, senza avere più il controllo della realtà. Il regista lavora su un format di commedia e paradossi temporali che si può far risalire a Ricomincio da capo. Ma, a differenza di Bill Murray, in questo caso il protagonista non torna indietro nel tempo sempre allo stesso giorno, ma fa un salto in avanti di un anno ed è l'unico a non sapere che cosa è successo nel frattempo. Scritto da Alessandro Aronadio e Renato Sannio, Era ora è una co-produzione Bim Produzione, Palomar e Vision Distribution. Barbara Ronchi è una delle attrici emergenti più interessanti nel panorama italiano, per anni in ruoli secondari, grazie al talento ha iniziato ad avere parti da protagonista. In tv è la paziente assistente di Imma Tataranni - Sostituto procuratore.
'Era ora' è una riflessione anche sul senso del tempo: sul modo in cui noi investiamo il nostro tempo e anche sul modo in cui noi lo perdiamo.
"Ci sembra spesso di essere sempre delle vittime del tempo, che il tempo passa e non te ne accorgi che il tempo vola. In realtà c'è sempre un po' di dolo in questo, perché quando non riesci a fermare i ricordi, quando non riesci a esserci nei momenti importanti nella vita, che poi non sono così tanti e dai una colpa a qualcos'altro in realtà, se ti fermassi capiresti che individuare i momenti che contano davvero ti regalano una vita vissuta meglio e più intensamente".
Il meccanismo somiglia a 'Ricomincio da capo' o al racconto di Natale di Qui, Quo, Qua, in cui qualcuno si ritrova a rivivere la stessa situazione cercando di migliorarla.
"Qui il meccanismo è che non vivi solo un giorno all'anno ma anche che quel giorno fai i conti con tutto quello che non ricordi. Tanto che il mio personaggio ricorda all'altro che lui di suo fa questa cosa, un giorno all'anno fa i conti con quello che ha fatto. Non funziona così. Il film è una commedia che, però, poi scivola nel'horror, perché se tu non sai quello che ti è successo, devi scoprirlo, ti trovi in una sorta di thriller".
Lei è stata protagonista di 'Settembre', bellissimo film di Giulia Steigerwalt, ora questo, e l'aspettano altri film importanti. È un bel momento della sua carriera.
"Penso che il talento stia anche nelle scelte che fai. Ho cercato di non farmi prendere dalla smania, ho provato a capire quali fossero le cose che più mi si addicevano, che mi sarebbe piaciuto fare. Settembre per me è stata una bella opportunità perché per la prima volta ho fatto la protagonista e non quella che sostiene i protagonisti, Giulia mi ha dato la possibilità di avere una storia tutta mia e da lì si sono aperte altre strade. Ho girato con Marco Bellocchio La conversione e adesso con Maria Sole Tognazzi un altro film che è tutto mio, 10 minuti".
Se dovessimo stabilire i giorni che sono stati importanti, i giorni metaforici della sua carriera, che l'hanno portata fin qui, le hanno fatto scegliere la recitazione?
"La prima volta che sono andata a teatro a vedere Le lacrime amare di Petra von Kant, mi aveva incantato l'idea che io potessi entrare così tanto in empatia con questa attrice che mi raccontava la sua vita. Io tifavo per lei, piangevo per lei, mi disperavo per lei. E poi quando sono entrata in Accademia, ci speravo ma avevo anche paura. Credo che sia cominciato proprio lì il mio percorso, anche mentale, seriamente, del voler fare l'attrice. Adesso posso dire che sono un'attrice, che questo è il mio lavoro e che vorrei che fosse questo per tutta la vita".