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Walter Veltroni: "Citto Maselli e l'equilibrio tra lotta e introspezione"

L'ex segretario del Pd ricorda il regista scomparso oggi all'età di 92 anni
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"Citto Maselli evoca il momento più bello del cinema italiano, tutto il cinema del dopoguerra, dalla seconda metà degli anni 40 passando per gli anni 50, 60, 70. Un cinema straordinario di cui Citto ne è stato protagonista". Walter Veltroni ricorda il regista con cui ha condiviso una lunga storia di amicizia e collaborazione nell'organizzazione di festival, iniziative, momenti politici.

Era un intellettuale battagliero.
"Di tutti registi è stato, forse, quello che per tutta la vita più si è impegnato in difesa di qualcosa in cui credeva veramente, ricordo la sua lotta in difesa del cinema, e del cinema italiano".

Che autore è…

"Citto Maselli evoca il momento più bello del cinema italiano, tutto il cinema del dopoguerra, dalla seconda metà degli anni 40 passando per gli anni 50, 60, 70. Un cinema straordinario di cui Citto ne è stato protagonista". Walter Veltroni ricorda il regista con cui ha condiviso una lunga storia di amicizia e collaborazione nell'organizzazione di festival, iniziative, momenti politici.

Era un intellettuale battagliero.
"Di tutti registi è stato, forse, quello che per tutta la vita più si è impegnato in difesa di qualcosa in cui credeva veramente, ricordo la sua lotta in difesa del cinema, e del cinema italiano".

Che autore è stato?
"Era uno strano equilibro tra un regista che non nascondeva le sue idee ma allo stesso tempo, anche quando raccontava storie in cui si percepiva questa sua collocazione, c'era sempre un punto di vista critico, basta pensare a Il sospetto, a Lettera aperta a un giornale della sera, film che hanno dentro quel senso critico che Citto applicò anche nell'introspezione umana, non dimentichiamo il suo rapporto con Antonioni".

Che cosa rimane, di quell'attitudine, nel cinema italiano?
"Tutto, e non solo in quello italiano: in quello mondiale. De Sica, Fellini, Bertolucci, Pasolini, Scola, Antonioni hanno pesato e continuano a pesare, e così sarà per le generazioni a venire. Dobbiamo credere che domani ci saranno ragazzi che si ispireranno a Sorrentino, a Garrone. Non ci sarà una cesura di memoria. La cosa bella del cinema è che è un film in cui non muore mai nessuno".