Verso Cannes: Moretti, Bellocchio e la carica degli italiani in un festival ricchissimo
a cura della redazione Spettacoli , a cura della redazione SpettacoliA pochi giorni dalla presentazione ufficiale – la conferenza giovedì 13 aprile a Parigi – si va delineando il cartellone del Festival di Cannes edizione 76, interessante e ricco sotto molti punti di vista: autori, divi e una compagine italiana forte. I titoli certi sono quelli di Martin Scorsese, Killers of the flower moon, con Leonardo DiCaprio, attore e regista avevano espresso il forte desiderio di essere sulla croisette, e il ritorno di Indiana Jones, dai tempi di Il teschio di cristallo, questa è l’ultima volta in cui Harrison Ford indosserà cappello e frusta dell’archeologo, in compagnia della 'nipote' Phoebe Waller-Bridge.
Opportuna, prevedibile, anche la scelta del direttore Thierry Frémaux del film di apertura (la rassegna si svolge dal 16 e il 27 maggio), grandeur francese coniugata a una presenza divistica importante – seppure ancora controversa: Maiwenn porta la sua rilettura di Du Barry, storica favorita di re Luigi XV, di cui indossa Johnny Depp ornamenti e belletti.
Frémaux quest’anno si è trovato davanti a una offerta di film italiani a cui era impossibile dire di no e l’unico motivo per cui qualche nome annunciato potrebbe non essere in selezione è perché l’autore in questione può aver preferito la Mostra di Venezia. Molto atteso il ritorno di Nanni Moretti con Il sol dell’avvenire, film che uscirà comunque prima in Italia, il 20 aprile.
'Il sol dell'avvenire', il nuovo film di Nanni Moretti dal 20 aprile al cinema
E poi Marco Bellocchio, premiato lo scorso anno per una carriera più viva e formidabile che mai. Porta La conversione, il film sul rapimento del giovane Edgardo Mortara da parte del Papa, un progetto a lungo accarezzato da Steven Spielberg e per questo atteso con curiosità anche a livello internazionale.
Alice Rohrwacher è più che amata a Cannes, come pure nei festival di tutto il mondo, Chimera, storia di un archeologo interpretato da Josh O’Connor, Isabella Rossellini e Alba Rohrwacher.
Ma ci potrebbero essere anche altri titoli italiani nelle sezioni collaterali del festival. Da Finalmente l'alba di Saverio Costanzo, ambientato negli anni Cinquanta, Rossosperanza di Annarita Zambrano, La bella estate di Laura Luchetti (tratto da Cesare Pavese), Another end di Piero Messina, Truly, madly, deeply di Carlo Sironi, El paraíso di Enrico Maria Artale e Patagonia, opera prima di Simone Bozzelli.
Sul fronte internazionale si fanno i nomi di grandi autori. Da Ken Loach con The old Oak a Wim Wenders con Tokio toilet, il ritorno di Aki Kaurismäki con Dead leaves, Kore'eda con Monster, Yorgo Lanthimos con Poor things, il maestro turco Nuri Bilge Ceylan con About dry grasses. E sul fronte americano Wes Anderson con la sua famigia di divi in Asteroid City, Todd Haynes con May/December, Richard Linklater con Hitman, Sean Durkin con The iron claw. Dall’Argentina Lisandro Alonso, Eureka, i messicani Alonso Ruizpalacios, La cocina, Michel Franco, Memory e Amat Escalante, El estado de imperio.
Nei rumors ci sono anche Catherine Breillat con L'été dernier, Robin Campillo con Red island, Quentin Dupieux con il Mockumentary daaaaaaali!, Michel Gondry con The book of solutions, Bertrand Bonello con The beasy, Bruno Dumont con The empire, Ladj Ly che dopo Les miserables firma stavolta Les indésirables e, infine, potrebbe approdare sulla Croisette uno dei due film postumi di Jean-Luc Godard. È invece annunciata ufficialmente da Variety la presenza nella selezione ufficiale di Strange way of life di Pedro Almodóvar.