Ci voleva il Maligno per richiamare pubblico al cinema: L’esorcista del diavolo è secondo al box office in Italia, e dire che non è esattamente un film per famiglie. Prodotto “de paura” per gli amanti del genere, si ispira alla figura di padre Amorth, il celebre sacerdote italiano che eseguì oltre centomila esorcismi per il Vaticano. Protagonista il premio Oscar Russell Crowe, e questa volta si può dire davvero: a un suo segnale si scatena l'inferno.
Siamo nel 1987, padre Amorth da capo esorcista del Vaticano viene chiamato a “liberare” un giovane posseduto. Che in realtà soffre di problemi psichici ma si ritrova nel mezzo di una disputa interna alla Congregazione per la dottrina della fede, animata da una parte dal cardinale Sullivan (Ryan O’Grady), esponente della nuova generazione ecclesiastica, dall’altra dal cardinale Lumumba (Cornell John), difensore del vecchio ordine. Il Papa, interpretato da Franco Nero, intraprende un’opera di mediazione e invia Amorth in Spagna, presso l’abbazia di San Sebastiano, dove sarebbe in corso un’altra possessione demoniaca. Ma in realtà in quel luogo si cela ben altro segreto che affonda le radici in un passato dimenticato.
Diretto da Julius Avery, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, nel cast ci sono anche Daniel Zovatto (Penny Dreadful: City of Angels, Man in the Dark), Alex Essoe (Doctor Sleep, Midnight Mass) e l’italiano Alessandro Gruttadauria nel ruolo di padre Gianni, sacerdote di una piccola cittadina calabrese con un caso di possessione tra i fedeli. Un passato nelle fiction (La piovra, Butta la luna, Aldo Moro – Il presidente, Un posto al sole), alcuni passaggi al cinema (Mia madre di Nanni Moretti), Gruttadauria vive a Londra e al momento è impegnato nella preparazione della Symphony of sorrowful song per la Royal Opera House, un’opera moderna dedicata all’Olocausto.
“Al primo incontro con tutto il cast, per la lettura del copione, ero piuttosto in imbarazzo, ma appena abbiamo letto i nostri dialoghi ho sentito subito una grande affinità. Alimentata anche dalla professionalità di tutto il cast, anche quello tecnico, che ha avuto gran parte in un film come questo, pieno di effetti speciali e momenti un po’ tosti… Per chi ama il genere, è il film dell’orrore perfetto. Ed è anche un film su come a volte la nostra anima si divida tra l’interpretazione dogmatica di alcuni eventi e una riflessione più razionale che, nel caso del mio personaggio, porterà anche a fare scelte difficili nel confronti di una figura temibile come quella di padre Amorth”.