Contratti in scadenza e migliaia di posti di lavoro a rischio: Hollywood si prepara a scioperare
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Hollywood è a un passo dal tornare in lockdown, ma stavolta la pandemia da Covid non c’entra. I sindacati degli autori televisivi e cinematografici hanno affidato a larga maggioranza un pacchetto di scioperi da attuare in qualsiasi momento allo scadere dell’attuale contratto, che termina l’1 maggio. Le rappresentanze di categorie, affiliate alla Writers Guild of America, contano più di novemila iscritti, che hanno votato la linea dura con il 98 per cento dei ’sì’. Hollywood, uscita a pezzi da tre anni di pandemia, non può permettersi di fermarsi di nuovo, ma i produttori devono mettere più dollari sul tavolo se vogliono avere contenuti originali e di qualità.
Gli autori contestano la stagnazione dei compensi in un mondo in cui i guadagni di attori, registi e produttori si moltiplicano. Negli ultimi anni molti sceneggiatori sono stati utilizzati come macchine, spremuti e scaricati. Ora dicono basta. A r…
New York - Hollywood è a un passo dal tornare in lockdown, ma stavolta la pandemia da Covid non c’entra. I sindacati degli autori televisivi e cinematografici hanno affidato a larga maggioranza un pacchetto di scioperi da attuare in qualsiasi momento allo scadere dell’attuale contratto, che termina l’1 maggio. Le rappresentanze di categorie, affiliate alla Writers Guild of America, contano più di novemila iscritti, che hanno votato la linea dura con il 98 per cento dei ’sì’. Hollywood, uscita a pezzi da tre anni di pandemia, non può permettersi di fermarsi di nuovo, ma i produttori devono mettere più dollari sul tavolo se vogliono avere contenuti originali e di qualità.
Gli autori contestano la stagnazione dei compensi in un mondo in cui i guadagni di attori, registi e produttori si moltiplicano. Negli ultimi anni molti sceneggiatori sono stati utilizzati come macchine, spremuti e scaricati. Ora dicono basta. A rischio stop gran parte della produzione cinematografica e delle serie televisive, programmi culto come il Saturday Night Live e i talk show condotti da Stephen Colbert, Jimmy Fallon e Jimmy Kimmel. Dai primi giorni di maggio, se non ci sarà un accordo last minute, tutto è possibile.
“E’ sempre stato il loro obiettivo - hanno commentato in una dichiarazione scritta - lo avevano annunciato ancora prima che le parti potessero mettere sul tavolo le proposte”. “Il nostro obiettivo - hanno aggiunto - è trovare un accordo, che è possibile solamente se il sindacato si impegna a concentrarsi, avviando discussioni su tutti i temi e alla ricerca di compromessi ragionevoli”. Sull’assenza di sorpresa da parte degli Studios nessuno aveva dubbi: con l’avvicinarsi della scadenza del contratto, i produttori avevano chiesto ai dipendenti di alzare il ritmo di lavoro. Scene e sceneggiature sono state accumulate nelle ultime settimane, per anticipare qualsiasi blocco. Ma la preoccupazione resta. David Zaslav, presidente di Warner Bros. Discovery, la compagnia proprietaria di studi televisivi e della Hbo, ha ammesso che uno “scioperò rappresenterà una sfida per tutta l’industria”. L’ultima volta che gli autori hanno scioperato è stato nel 2007. Quello stop portò a una paralisi della produzione durata cento giorni: vennero persi 37 mila posti di lavoro e l’economia di Los Angeles perse più di due miliardi di dollari.