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David di Donatello, il vincitore è 'Le otto montagne'. Trionfano anche Bellocchio e Andò

Quattro premi, tra cui quello maggiore, al film dal romanzo di Paolo Cognetti, con Luca Marinelli e Alessandro Borghi. Ma quattro premi anche a 'La stranezza' e a 'Esterno notte'. Barbara Ronchi dal palco: "Amleta ha il mio totale sostegno"
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Sulla vetta ai David 68 c'è Le otto montagne della coppia di autori belgi Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch: miglior film. Quattro premi in tutto, tra cui la fotografia, alla storia d'amicizia, dal romanzo di Paolo Cognetti, che molto deve alla sintonia degli interpreti Alessandro Borghi e Luca Marinelli, una grande produzione internazionale, che allo scorso Cannes si era aggiudicato il premio della giuria.

Alessandro Borghi e Luca Marinelli sulle otto montagne: "Siamo legati da una cosa grande"

Ma altrettanti premi, quattro, hanno vinto Esterno notte, tra cui quello alla regia tributato a Marco Bellocchio e all'attore protagonista Fabrizio Gifuni, e La stranezza di Roberto Andò, che si aggiudica il David per la sceneggiatura, "il mio è un film sulla scrittura, sui fantasmi di chi scrive", dice dal palco Andò. Fabrizio Gifuni, che in Esterno notte è uno straordinario A…

Sulla vetta ai David 68 c'è Le otto montagne della coppia di autori belgi Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch: miglior film. Quattro premi in tutto, tra cui la fotografia, alla storia d'amicizia, dal romanzo di Paolo Cognetti, che molto deve alla sintonia degli interpreti Alessandro Borghi e Luca Marinelli, una grande produzione internazionale, che allo scorso Cannes si era aggiudicato il premio della giuria.

Alessandro Borghi e Luca Marinelli sulle otto montagne: "Siamo legati da una cosa grande"

Ma altrettanti premi, quattro, hanno vinto Esterno notte, tra cui quello alla regia tributato a Marco Bellocchio e all'attore protagonista Fabrizio Gifuni, e La stranezza di Roberto Andò, che si aggiudica il David per la sceneggiatura, "il mio è un film sulla scrittura, sui fantasmi di chi scrive", dice dal palco Andò. Fabrizio Gifuni, che in Esterno notte è uno straordinario Aldo Moro, sul palco, al secondo David.

'Esterno notte'. Bellocchio rilegge il dramma di Moro

Sono un risultato figlio di un ricambio generazionale anche i due premi per Settembre, firmato da Giulia Louise Steigerwalt, che vince come migliore regista esordiente e consegna un discorso a braccio che emoziona la platea, a Matteo Rovere, compagno di lavoro e di vita che saluta i tre figli dal palco, l'ultimo di appena sei mesi. E per l'attrice protagonista, Barbara Ronchi, che ha battuto Penelope Cruz e Margherita Buy e che vedremo al Festival di Cannes con Marco Bellocchio, in concorso con Rapito. Nel film, delicato e poetico, che racconta tre storie intrecciate, interpreta una madre di famiglia che decide di cambiare la propria vita. "Mi viene da ridere e piangere", poi rigrazia l'autrice, "ti ho sempre sentita vicina ed è stato un piacere vedere lo sbocciare di una regista. Dedico il premio a due uomini che illuminano la mia vita", si rivolge alla telecamera: "Amore, mamma ha vinto il David". Poi si fa seria: "Voglio anche dire che Amleta (il collettivo che raccoglie le denunce di molestie delle attrici, ndr.) ha il mio totale sostegno".

Brilla per allegria, sul palco, Isabella Rossellini, omaggiata con un video che ne ripercorre la carriera, premiata con il David, che gli consegna Matt Dillon: "I miei genitori (Roberto Rossellini e Ingrid Bergman ndr.) sono stati meravigliosi, non solo al cinema. Erano buffi, allegri, grande senso dell'avvenura e una grande passione per il cinema. Io ho cercato di seguirli, in quest'allegria e nell'avventura. Al cinema, ma nella vita di più".

(ansa)
E poi: "Mi chiedono sempre della bellezza, Richard Avedon, grande fotografo di moda mi disse, quando esitavo: essere modella è come un'attrice del cinema muto, non parli ma io fotografo le emozioni, non c'è bellezza senza emozione". Quando le chiedono delle sue galline "sono speciali - risponde - perché nella mia fattoria ci sono solo razze in via di estinzione. Cerco di mantenere la biodiversità".

La serata scorre piacevole, sottofondo morriconiano e conduzione ritmata di Carlo Conti, dagli studi Lumina di Cinecittà, con lui sul palco Matilde Gioli che si rivolge ai ragazzi: "Abbiamo bisogno dei giovani, delle vostre idee, della freschezza di un nuovo linguaggio e della vostra visione del mondo". La festa del cinema italiano era iniziata al mattino al Quirinale, con il presidente Sergio Mattarella. "Il cinema è immaginazione e storia, emozione e cultura e anche sogno e libertà - aveva detto il Capo dello Stato - ha impresso segni indelebili nella memoria di ciascuno. Abbiamo una sfida davanti. Il cinema è parte di noi e lo è nel progettare il suo futuro".