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"Così ti amiamo noi francesi". Applausi a Cannes per Nanni Moretti

Per la nona volta al festival, il regista incassa giudizi calorosi sul nuovo film in concorso, 'Il sol dell'avvenire'
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CANNES - Bentrovato Nanni Moretti. La critica francese saluta il ritorno a Cannes del regista italiano con l'entusiasmo di chi abbraccia un amico un po' perso di vista. "Ritroviamo finalmente Moretti come l'amiamo noi francesi, con un umorismo acido che funziona ancora benissimo", osserva Aureliano Tonet, giornalista di Le Monde. Come una parte della stampa d'Oltralpe, nel 2021 Tonet era rimasto disorientato dallo "sguardo freddo, duro, quasi clinico " di Tre piani. Il sol dell'avvenire è invece un gradito ritorno alle origini. "Un film sincero, frontale, in cui il regista e attore si mette a nudo", prosegue Tonet che si è gustato le tante "madeleine" sparse qui e là, citazioni della filmografia del regista ma anche l'omaggio a Fellini. "È il film più felliniano di Moretti, per la colonna sonora che ricorda Nino Rota, per il modo di interrogarsi sul mondo del cinema".

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CANNES - Bentrovato Nanni Moretti. La critica francese saluta il ritorno a Cannes del regista italiano con l'entusiasmo di chi abbraccia un amico un po' perso di vista. "Ritroviamo finalmente Moretti come l'amiamo noi francesi, con un umorismo acido che funziona ancora benissimo", osserva Aureliano Tonet, giornalista di Le Monde. Come una parte della stampa d'Oltralpe, nel 2021 Tonet era rimasto disorientato dallo "sguardo freddo, duro, quasi clinico " di Tre piani. Il sol dell'avvenire è invece un gradito ritorno alle origini. "Un film sincero, frontale, in cui il regista e attore si mette a nudo", prosegue Tonet che si è gustato le tante "madeleine" sparse qui e là, citazioni della filmografia del regista ma anche l'omaggio a Fellini. "È il film più felliniano di Moretti, per la colonna sonora che ricorda Nino Rota, per il modo di interrogarsi sul mondo del cinema".


"Un film-testamento sconvolgente, una dichiarazione d'amore per il cinema", dice Renaud Baronian, del Parisien, che si definisce morettiano di ferro ("Ho visto anche i suoi cortometraggi"). Baronian è uscito dalla proiezione stampa con qualche lacrima sul viso. "Dopo Habemus Papam sembrava avesse perso il sacro fuoco e invece ho riconosciuto il suo talento per la tragicommedia, ed è stata una bellissima sorpresa". Anche Fabien Lemercier, che lavora per Le Film Français e Cineuropa, nota un "film-testamento in divenire". "Come se Moretti guardasse al passato senza rinunciare alla capacità vitale di proiettarsi nel mondo contemporaneo, senza rinunciare ad alcuni principi", commenta Lemercier per cui Il sol dell'avvenire è una "commedia malinconica". "Un bel successo che rimette Moretti nel posto che merita a Cannes", conclude il giornalista, anche segretario dell'Académie des Lumières.

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"Ludico, quasi leggero nella sua disperazione", commenta Olivier Lamm di Libération che due anni fa aveva amato Tre piani ("L'avevo trovato più ambiguo di quello che dicevano altri critici"). "Qui sembra quasi un addio esplicito al cinema, all'Italia, ma se non è un addio, come precisa Moretti, sono ancora più curioso di vedere il suo prossimo film".

(afp)

Il film arriva in Francia il 28 giugno, distribuito come sempre da Le Pacte, sulla scia del successo ottenuto nelle sale italiane. L'uscita nel nostro Paese prima del festival è un privilegio che Thierry Frémaux, delegato generale, riserva a pochi registi. Altro segno di quanto Moretti sia amato sulla Croisette dove è per la nona volta in concorso, e rimane l'ultimo italiano ad aver vinto la Palma d'oro, nel 2001, con La stanza del figlio. "La prima volta - ricorda il regista a proposito di Ecce bombo, nel 1978 - avevo una giacca gialla a quadretti, non c'erano tappeti rossi, passerelle, la proiezione fu nel vecchio Palazzo, sul lungomare dalla parte degli alberghi, non c'era l'obbligo del vestito da sera". Da allora il festival è diventato molto più glamour e competitivo, lui ha perso quella "inconsapevolezza" diventando un cineasta venerato Oltralpe. "Per Caro diario - racconta Moretti - arrivai a Cannes con il film già venduto in Francia. Il presidente di giuria era Clint Eastwood e anni dopo si ricordava ancora della mia Vespetta".

(afp)

Avere tra i protagonisti l'attore francese Mathieu Amalric, con cui il regista gira per Roma non più in Vespa ma in monopattino, scena diventata già culto, rafforza la curiosità Oltralpe. "Il cinema di Moretti ha contribuito alla mia formazione come essere umano - spiega l'attore - attraverso i suoi film ho capito pian piano quale poteva essere il mio posto nel mondo, il concetto di armonia, di danza. La società in cui viviamo è molto violenta ma c'è un modo più tenero, disperato sì ma con il senso dell'umorismo, per raccontarla. E forse questo spiega - conclude Amalric - il grandissimo amore che tutta la Francia porta nei confronti del suo cinema".