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Ermanno Olmi e il documentario ritrovato: così la Rai censurò don Primo Mazzolari

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Il ritratto del sacerdote visionario e controcorrente fu commissionato al regista nel '67 ma non andò mai in onda. Ora verrà proiettato a Bozzolo, paese in cui Mazzolari fu parroco per oltre trent'anni
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Un documentario inedito di Ermanno Olmi su don Primo Mazzolari, figura di prete visionario e controcorrente sul quale oggi è in corso un processo di beatificazione, verrà proiettato venerdi 9 giugno a Bozzolo, paese del quale Mazzolari fu parroco per oltre trent’anni. La proiezione fa parte delle iniziative della tre giorni di studi durante la quale verranno poste domande attualissime: “Chi sono gli ultimi e i lontani di oggi? Quali sono le marginalità di cui la società e la chiesa dovrebbero farsi carico? Qual è il prezzo della guerra? E della pace? Cosa e come vale la pena insegnare?” Ma è certamente il documentario il piatto più pregiato, circondato com’è da vicende rocambolesche.

“Parlerei di vera e propria censura” spiega Stefano Albertini, docente di italianistica alla New York University, che presenterà il film. “Ma è necessario ricordare che Primo Mazzolari era cons…

Un documentario inedito di Ermanno Olmi su don Primo Mazzolari, figura di prete visionario e controcorrente sul quale oggi è in corso un processo di beatificazione, verrà proiettato venerdi 9 giugno a Bozzolo, paese del quale Mazzolari fu parroco per oltre trent’anni. La proiezione fa parte delle iniziative della tre giorni di studi durante la quale verranno poste domande attualissime: “Chi sono gli ultimi e i lontani di oggi? Quali sono le marginalità di cui la società e la chiesa dovrebbero farsi carico? Qual è il prezzo della guerra? E della pace? Cosa e come vale la pena insegnare?” Ma è certamente il documentario il piatto più pregiato, circondato com’è da vicende rocambolesche.

“Parlerei di vera e propria censura” spiega Stefano Albertini, docente di italianistica alla New York University, che presenterà il film. “Ma è necessario ricordare che Primo Mazzolari era considerato un personaggio scomodo anche in ambito ecclesiastico: il suo primo libro, La più bella avventura, venne censurato nel 1934 dal Sant’Uffizio, e poi Tempo di credere nel 1941 dal governo fascista.

Don Primo Mazzolari un in ritratto d'epoca. Nella foto in alto, il regista Ermanno Olmi 

Cosa c’era di “scandaloso”?

Il primo libro era dedicato al figliol prodigo, e Mazzolari sosteneva che bisognava comprenderne le ragioni, come fa il padre che lo abbraccia e lo benedice, a differenza del fratello che rappresenta una religiosità conformista: all’epoca si pensò che questo potesse “confondere” i credenti, ma poi tutte le sue tesi furono riprese dal Concilio Vaticano secondo. Nel 1959 venne ricevuto da Papa Giovanni XXIII che lo abbracciò definendolo “la tromba dello Spirito Santo in terra mantovana” e lo invitò al Concilio, ma don Mazzolari, morì poco dopo.

Torniamo al documentario.

Otto anni dopo, in un momento aureo per quanto riguarda la missione educativa della Rai, venne commissionato a Ermanno Olmi un ritratto di mezz’ora di Mazzolari, che lui realizzò con sceneggiatura di Corrado Stajano. Ma la sera della messa in onda venne trasmesso invece un documentario sulle farfalle. Sergio Saviane, sull’Espresso, scrisse un articolo duro chiedendo che fine avesse fatto il documentario. Non dimentichiamo che Olmi era un regista già molto apprezzato e aveva realizzato Il posto e I fidanzati, oltre a molti documentari industriali. Venne quindi costituita una commissione per valutare il documentario, e vennero chiesti vari cambiamenti: il taglio di un passaggio nel quale Mazzolari parla del rischio dell’infantilismo perenne in seminario, un altro con alcuni preti fascisti che marciano a passo dell’oca e un terzo che sottolineava l’inutilità di ogni guerra. Olmi chiede a quel punto di togliere la propria firma, mentre la Rai assicura che il documentario era solo stato spostato nella programmazione. Ma invece venne commissionato un secondo documentario a un altro Olmi, Massimo, giornalista Rai, che realizzò un lavoro decorosissimo intitolato Il profeta della bassa. Non si trattava però di quello originale che è stato scoperto nel 2006 dal giornalista Rai Ennio Chiodi, figlio di Arturo, uno dei giovani educati da Primo Mazzolari.

Come si intitola?

Il tiolo originale poteva essere quello poi usato per il documentario di Massimo Olmi, ma non sappiamo neanche questo con certezza. I titoli per il film di Ermanno Olmi non vennero mai preparati ma già dalle prime immagini risulta inconfondibile lo stile del maestro.