Hollywood vs Intelligenza artificiale: sciopero contro il rischio di perdere posti di lavoro
di Paolo MastrolilliNEW YORK - Hollywood è sul piede di guerra, e stavolta non si tratta di un film. Gli sceneggiatori sono in sciopero da sei settimane, gli attori hanno appena autorizzato il sindacato a fare altrettanto, mentre i registi stanno valutando l'accordo negoziato dai loro rappresentanti, per evitare una tripletta che metterebbe in ginocchio l'industria del cinema.
Il cinema e l'Intelligenza artificiale
La colpa anche qui ricade sul fantasma dell'Intelligenza artificiale, perché è vero che tra le rivendicazioni ci sono i soliti aumenti di stipendio, le dispute sui diritti delle repliche, la sicurezza, i giorni di vacanza, ma a muovere la mobilitazione è soprattutto la paura che le nuove tecnologie si prendano i posti di lavoro degli esseri umani.
NEW YORK - Hollywood è sul piede di guerra, e stavolta non si tratta di un film. Gli sceneggiatori sono in sciopero da sei settimane, gli attori hanno appena autorizzato il sindacato a fare altrettanto, mentre i registi stanno valutando l'accordo negoziato dai loro rappresentanti, per evitare una tripletta che metterebbe in ginocchio l'industria del cinema.
Il cinema e l'Intelligenza artificiale
La colpa anche qui ricade sul fantasma dell'Intelligenza artificiale, perché è vero che tra le rivendicazioni ci sono i soliti aumenti di stipendio, le dispute sui diritti delle repliche, la sicurezza, i giorni di vacanza, ma a muovere la mobilitazione è soprattutto la paura che le nuove tecnologie si prendano i posti di lavoro degli esseri umani.
Gli 11.500 membri della Writers Guild of America hanno iniziato il primo sciopero in 15 anni il 2 maggio scorso, e stanno ancora a braccia conserte. Chiedono all'Alliance of Motion Picture and Television Producers (Amptp) di aumentare i compensi; garantire pagamenti maggiori per i "residual", ossia le repliche televisive e in streaming; più giorni di vacanza tipo Juneteenth, che commemora l'emancipazione degli schiavi. Ma soprattutto vogliono garanzie che l'Intelligenza artificiale non venga incaricata di scrivere la prossima stagione di The Diplomat, o Martin Scorsese le affidi la sceneggiatura del suo prossimo film su Gesù, che per sua natura dovrebbe preferire gli esseri umani alle macchine. Lo sciopero tocca soprattutto gli scrittori meno in vista, come sempre, ma in piazza sono scese anche stelle come Tony Kushner, autore dell'ultima fatica di Steven Spielberg The Fabelmans. Diversi show televisivi sono rimasti subito bloccati, mentre altri sopravvivono con le puntate registrate in anticipo.
La Tata scende in campo
Lunedì anche la Sag-Aftra, che rappresenta 160mila attori, giornalisti televisivi, annunciatori, controfigure, ha ricevuto il mandato di proclamare lo sciopero con il 98% dei voti. Si tratta di una misura preventiva, messa in mano ai sindacalisti in vista dell'apertura dei negoziati per il rinnovo del contratto, che cominciano oggi. Però è un chiaro segnale della preoccupazione e determinazione della categoria, guidata da Fran Drescher di La tata. A casa di Fran e Happily Divorced. Domenica invece la Directors Guild of America ha raggiuto un accordo con la Amptp, definito "davvero storico", che i suoi 19mila membri stanno ora considerando.
Quali sono le differenze, che hanno evitato la tripletta degli scioperi contemporanei delle tre categorie, secondo la consueta strategia del "divide et impera"? I registi hanno ottenuto la garanzia che "l'Intelligenza artificiale non è una persona e l'IA generativa non può rimpiazzare i compiti svolti dai membri del sindacato". Fino a quando sceneggiatori e attori non avranno la stessa certezza, Hollywood resterà sul piede di guerra.