Un momento per celebrare e ricordare un volto e una storia che hanno reso grande il cinema italiano. Sarà dedicata a Gina Lollobrigida la serata di preapertura – martedì 29 agosto - dell’edizione numero 80 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 30 agosto al 9 settembre 2023 e diretta da Alberto Barbera.
L’attrice è scomparsa lo scorso gennaio e verrà celebrata con la proiezione di due film che la videro: Portrait of Gina di Orson Welles (1958) e La Provinciale di Mario Soldati (1953).
Portrait of Gina fu un progetto unico di Orson Welles: un reportage realizzato a Roma e incentrato sul mondo del cinema italiano, in cui egli stesso intervistava grandi volti del cinema dell’epoca: Gina Lollobrigida è il personaggio principale, intervistata nella sua villa dell’Appia Antica, e accanto a lei compaiono anche Vittorio De Sica, Rossano Brazzi, Paola Mori e Anna Gruber, grande amica di Lollobrigida. Il film doveva essere un episodio pilota per una seria tv della ABC “ma loro lo hanno odiato ed è stata la fine del progetto”, aveva dichiarato Welles nel 1970. “Dissero che era tecnicamente inidoneo e che non poteva essere mostrato. Avevo avuto molte idee nuove per questo progetto – composto da disegni di Steinberg, molte fotografie, conversazioni, piccole storie – ma lo considerarono come una sprovvedutezza tecnica”.
Questo prezioso documento era rimasto inedito fino al 1986, quando fu proiettato alla Mostra di Venezia, un anno dopo la morte del regista. Durante la preapertura della Mostra del Cinema di quest’anno, l’episodio sarà presentato in prima mondiale in collaborazione con Cinecittà, e si potrà di nuovo ammirare nella versione restaurata per l’occasione dal Filmmuseum di Monaco di Baviera.
La Provinciale fu scritto e diretto da Mario Soldati. Un dramma sentimentale tratto, dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, in cui Gina Lollobrigida è la popolana Gemma, una delle sue migliori interpretazioni. Il regista aveva dichiarato: “Per fare La Provinciale come io volevo, ho dovuto lottare alla morte con il produttore. La litigata si basava su questo: c’erano due trattamenti da scegliere, uno era stato eseguito da uno sceneggiatore francese, che ha fatto anche dei buonissimi film, ed era fatto bene, ma normale, con il personaggio del marito della ragazza come lo ha visto Moravia, cioè un personaggio vecchiotto, sentimentale e romantico. L’altro era quello mio e di Bassani. Io dissi: “Io faccio quello mio e non faccio quello di F.” e il produttore: “no, io faccio quello di F., e non faccio quello tuo, se no, non faccio il film” e allora io: “Bene non facciamo il film”. “Fortunatamente il film fu realizzato e sarà presentato a Venezia in prima mondiale, nella versione restaurata per l’occasione dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, in collaborazione con Compass Film.