Il pubblico più giovane l’ha conosciuta in tv nei panni di Lucia, la moglie del mitico Commissario Cordier, serie francese in cui indagano tutti: padre, figlio magistrato e figlia giornalista. Ma la regina di casa era lei, Antonella Lualdi, madre e consorte di origine italiana, signora di grande personalità, ottima cuoca. L’attrice, all’anagrafe Antonietta de Pascale, nata a Beirut nel 1931, figlia di un ingegnere civile (quando è nata la famiglia era in Libano, dove lui curava la costruzione di un ponte) è stata una delle dive più belle degli anni 50 e 60. Lualdi è morta a Roma, a 92 anni.
Bellissima carriera, fece sognare il pubblico per il grande amore con Franco Interlenghi, incontrato nel 1953, sul set di Canzoni canzoni canzoni. Lui era già famoso per aver interpretato il giovane Pasquale in Sciuscià di Vittorio De Sica e Moraldo ne I Vitelloni di Federico Fellini mentre lei era già stata protagonista di molti film, come Miracolo a Viggiù, Il cappotto, La cieca di Sorrento, Gli u…
Il pubblico più giovane l’ha conosciuta in tv nei panni di Lucia, la moglie del mitico Commissario Cordier, serie francese in cui indagano tutti: padre, figlio magistrato e figlia giornalista. Ma la regina di casa era lei, Antonella Lualdi, madre e consorte di origine italiana, signora di grande personalità, ottima cuoca. L’attrice, all’anagrafe Antonietta de Pascale, nata a Beirut nel 1931, figlia di un ingegnere civile (quando è nata la famiglia era in Libano, dove lui curava la costruzione di un ponte) è stata una delle dive più belle degli anni 50 e 60. Lualdi è morta a Roma, a 92 anni.
Bellissima carriera, fece sognare il pubblico per il grande amore con Franco Interlenghi, incontrato nel 1953, sul set di Canzoni canzoni canzoni. Lui era già famoso per aver interpretato il giovane Pasquale in Sciuscià di Vittorio De Sica e Moraldo ne I Vitelloni di Federico Fellini mentre lei era già stata protagonista di molti film, come Miracolo a Viggiù, Il cappotto, La cieca di Sorrento, Gli uomini, che mascalzoni! Una favola d’altri tempi.
Nonostante provasse un forte interesse per Franco, Lualdi, che è sempre stata molto riservata, raccontò di aver ceduto solo dopo un lungo corteggiamento. “Lui diede dei soldi a mia sorella che andò a comprarsi un gelato e così arrivò il primo bacio. E’ stato il mio primo uomo”. Dal loro amore sono nate Antonella (che ha seguito le orme dei genitori) e Stella. Ma il rapporto con Interlenghi, che – confessava – aveva segnato la sua vita, ebbe un periodo di crisi. “Mi ripresi la mia indipendenza” spiegò l’attrice “ma non ci siamo mai persi di vista”. In effetti uscì di casa, ma aveva preso un appartamento di fronte a quello in cui viveva la famiglia, teneva tutto sotto controllo. E quando Interlenghi si ammalò e chiese di lei, tornò sui suoi passi: “Non ci ho pensato un attimo. Ho messo le mie cose in valigia e gli sono rimasta accanto fino all’ultimo (l’attore è morto nel 2015, n.d.r)”.
Ha raccontato la sua storia nel libro scritto insieme a Diego Verdegiglio Io Antonella, amata da Franco (Manfredi Edizioni). Un titolo ispirato da una frase di Michele Placido, amico di famiglia, che le rivelò: “Tu non hai idea di quanto Franco ti abbia amato”. “Dalla mia famiglia di origine” raccontava Lualdi “sono passata a vivere con mio marito e, quando il nostro matrimonio è entrato in crisi è stato più onesto separarsi. Di lui apprezzavo soprattutto la sincerità. Non mi importava nulla che fosse un divo. Ne ammiravo le qualità umane, quelle che mi hanno fatto compagnia per tanti anni colmando i vuoti d’affetto presenti in me sin dall’infanzia”. La prefazione è firmata da Giuliano Montaldo che recitò con Lualdi nel film di Carlo Lizzani Cronache di poveri amanti: “Morivo tra le sue braccia e Antonella era in lacrime, sinceramente commossa” spiegò il regista. “In quell’occasione ho capito che era un’attrice straordinaria”. Bellissima, elegante, fece innamorare gli italiani; non ha mai giocato a fare la maliarda.
Il produttore Dino De Laurentiis, non a caso, l’aveva lanciata come “l’ingenua numero uno del Cinema italiano”. “Quando girai Signorinella nel 1949” ha raccontato “non sapevo niente del cinema, erano tutti più scafati di me”. Lualdi ha interpretato La cieca di Sorrento, Gli uomini, che mascalzoni!; ha lavorato con Bolognini (Gli innamorati, La notte brava), Rossellini (Amori di mezzo secolo), Maselli (I delfini), Scola (Se permettete parliamo di donne), Monicelli (Padri e figli), Lattuada (Il cappotto, Una spina nel cuore) e i maestri francesi della Nouvelle Vague.
Era legatissima alla Francia: “Sul set di A doppia mandata di Claude Chabrol, nel ’59, c’erano anche Louis Malle e François Truffaut. Quelli della Nouvelle Vague erano così: uno faceva un film e gli altri lo aiutavano”. Con lei erano gentilissimi, ma quando Jean-Luc Godard le propose di girare un film, rifiutò. “Me lo sentivo troppo addosso, Chabrol diceva che era pazzo di me. Me ne sono pentita, non avevo capito quanto fosse importante”. Le capitò di frequentare Brigitte Bardot “che aveva sempre bisogno di compagnia, temeva la solitudine. Ora che anch’io ho perso le persone care, la capisco. Non ho mai pensato alla bellezza, non me ne sono mai preoccupata. Ho solo paura della solitudine perché l’ho conosciuta”.
Una vita da diva, senza eccessi. Con Interlenghi e le figlie bambine andava a trovare a Fregene Fellini e Giulietta Masina, Totò le fece una corte discreta, era molto amica di Alberto Sordi, che continuava a chiederle per gioco di sposarla. Curiosa, ha sempre amato i viaggiare. A un certo punto decise di posare nuda su Playboy: la convinse Angelo Frontoni, grande fotografo e carissimo amico: “Erano foto belle, artistiche. L’ho fatto un po’ per vanità” spiegava con sincerità “e perché mi hanno dato una buon compenso”.