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Cercasi blockbuster dopo l’estate sfavillante

(ansa)
Alla Mostra spetta il difficile compito di far ripartire il cinema italiano
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Venezia — Venezia e la Mostra del cinema ci accolgono con un cielo plumbeo che sembra uscito da Melancholia, il film apocalittico di Lars von Trier; ma potrebbe essere anche un effetto speciale avanzato dal montaggio di Oppenheimer, una delle scene in cui il cielo del New Mexico si riempie di nuvoloni radioattivi. Del resto la città ha attivato ieri il Mose nonostante l’acqua alta, in agosto, sia evento assai raro.

È un’estate davvero strana, anche al cinema: proprio Oppenheimer è lì a ricordarcelo con i suoi incassi che hanno sfondato quota 10 milioni, cifra pazzesca per un film di tre ore (quindi con meno proiezioni), non facilissimo, su un argomento non propriamente pop come la nascita della bomba atomica. Già, il contesto nel qu…

Venezia — Venezia e la Mostra del cinema ci accolgono con un cielo plumbeo che sembra uscito da Melancholia, il film apocalittico di Lars von Trier; ma potrebbe essere anche un effetto speciale avanzato dal montaggio di Oppenheimer, una delle scene in cui il cielo del New Mexico si riempie di nuvoloni radioattivi. Del resto la città ha attivato ieri il Mose nonostante l’acqua alta, in agosto, sia evento assai raro.

È un’estate davvero strana, anche al cinema: proprio Oppenheimer è lì a ricordarcelo con i suoi incassi che hanno sfondato quota 10 milioni, cifra pazzesca per un film di tre ore (quindi con meno proiezioni), non facilissimo, su un argomento non propriamente pop come la nascita della bomba atomica. Già, il contesto nel quale oggi inizia Venezia è inedito: solitamente la Mostra ha il gravoso compito di riaprire le danze, di far ripartire il box office dopo la pausa estiva; in questo 2023 le danze non si sono mai fermate grazie a Nolan e a Barbie, con un buon contributo anche da parte di Shark 2. L’abisso.

Ma l’euforia non deve farci perdere di vista il lato oscuro della luna: nessun film italiano né europeo ha davvero beneficiato del biglietto in offerta a 3,50 euro mentre i film italiani che si sono difesi anche in estate (Le otto montagne e Il sol dell’avvenire) hanno capitalizzato nelle arene un passaparola positivo che aveva ben funzionato già in primavera. La morale è molto semplice: non serve tanto dimezzare i prezzi, quanto proporre titoli “forti” e soprattutto veicolarli in modo efficace (il marketing di Barbie e di Oppenheimer è stato formidabile, e se nel caso del primo era facile prevederlo, il secondo è andato oltre ogni previsione). Per cui la Mostra un compito gravoso ce l’ha: far ripartire il cinema italiano, con i sei titoli in concorso e gli altri sparsi nelle varie sezioni. Difficile davvero indovinare se fra questi titoli si nasconda un blockbuster: ma mai come quest’anno, dopo un luglio e un agosto così scoppiettanti, è cruciale che settembre si faccia valere. 

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