‘The palace’, mostri e mentecatti nel grottesco Grand Hotel di Roman Polanski
di Alberto CrespiGente che va, gente che viene. Nei grandi alberghi è così sin dai tempi di Grand Hotel, il classico del 1932 con Greta Garbo. Ma i tempi cambiano, come i millenni: il nuovo film di Roman Polanski è ambientato nella notte del 31 dicembre 1999, quando tutti avevano paura del millennium bug e qualcuno temeva la fine del mondo. Nei Grand Hotel di una volta c’era gente elegante; nell’albergo di montagna di The palace, a Venezia fuori concorso, ci sono solo mostri e mentecatti.
Una marchesa francese (Fanny Ardant) è disperata perché il suo chihuahua non fa la cacca come dovrebbe; un riccone americano (Mickey Rourke) trama con un banchiere svizzero una gigantesca speculazione grazie al millennium bug, ma si ritrova di fronte un figlio idiota (Danny Exnar) che …
Gente che va, gente che viene. Nei grandi alberghi è così sin dai tempi di Grand Hotel, il classico del 1932 con Greta Garbo. Ma i tempi cambiano, come i millenni: il nuovo film di Roman Polanski è ambientato nella notte del 31 dicembre 1999, quando tutti avevano paura del millennium bug e qualcuno temeva la fine del mondo. Nei Grand Hotel di una volta c’era gente elegante; nell’albergo di montagna di The palace, a Venezia fuori concorso, ci sono solo mostri e mentecatti.
Una marchesa francese (Fanny Ardant) è disperata perché il suo chihuahua non fa la cacca come dovrebbe; un riccone americano (Mickey Rourke) trama con un banchiere svizzero una gigantesca speculazione grazie al millennium bug, ma si ritrova di fronte un figlio idiota (Danny Exnar) che non sapeva di avere; una bizzarra coppia di coniugi inglesi (John Cleese e Bronwyn James), 97 anni lui 22 lei, festeggia il primo anniversario di nozze portandosi in camera un pinguino vivo e facendo sesso pericoloso; un chirurgo plastico (Joaquim de Almeida) si ritrova di fronte alcune sue clienti che sono uno spettacolo terrorizzante (una di loro è Sydne Rome, temiamo senza trucco: cinquant’anni fa in un altro film di Polanski, Che?, era bellissima…); un attore porno di nome Bongo (Luca Barbareschi, anche produttore) viene complimentato da tutti per le sue misure, ahimè ormai inutilizzabili; il direttore dell’albergo (Oliver Masucci) è costretto a inventarsi la qualunque per esaudire le folli esigenze della clientela…
The palace parte come un treno, incrociando le vicende scritte da Polanski con il vecchio sodale Jerzy Skolimowski (più di sessant’anni fa scrissero assieme Il coltello nell’acqua) e con la moglie di quest’ultimo, Ewa Piaskowska. Il finale non è all’altezza della partenza, ma l’affresco è grottesco e fragoroso: in tv compare anche Putin a promettere libertà e democrazia (pochi lo ricordano, ma Boris Eltsin si dimise da presidente della Russia, indicando Putin come suo erede, proprio la sera di quel 31 dicembre). A 90 anni, e dopo una vita piena di trionfi e di tragedie, Polanski si leva lo sfizio di levare il dito medio al mondo, dicendo all’umanità cosa pensa di lei. E l’umanità non ne esce bene: si salvano solo il chihuahua e il pinguino, che forse nell’ultima inquadratura si stanno almeno divertendo.
Voto: 3 stelle su 5