Se hai un’idea, raccontala: Giffoni lancia il contest e Lundini fa il giurato
di Carmine SavianoVenezia — “Ferrari. René, non sento l’Emilia!”. L’anonimo e talentuoso recensore del biopic delle polemiche ha lasciato le sue parole per conto e nel nome di Boris sul muro delle lamentazioni. Che non è niente di arcaico ma è il pannello di una decina di metri per due e mezzo che corre all’esterno del Palazzo del Casinò e che ormai da anni è il punto di raccolta degli spettatori attivisti. Cioè di chi alla Mostra non si accontenta di guardare ma vuole soprattutto partecipare. Registi, attori, critici: aspiranti ovunque. Sul banchetto che ospita la coppa “Ridateci i soldi” — premiazione il 7 settembre, vincitore in pectore il direttore della mostra Alberto Barbera — fogli e penna a disposizione e chiunque può dire la sua e consegnarla alla cronaca della Mostra.
Il film su Enzo Ferrari è, neanche a dirlo, il più gettonato. Si va da un “Ma le ferie a Favino, quando?”, fino a chi sussurra a mezza bocca, aprendo scenari di puro genio fantascientifico, che vorrebbe un altro biopic, ma stavo…
Venezia — “Ferrari. René, non sento l’Emilia!”. L’anonimo e talentuoso recensore del biopic delle polemiche ha lasciato le sue parole per conto e nel nome di Boris sul muro delle lamentazioni. Che non è niente di arcaico ma è il pannello di una decina di metri per due e mezzo che corre all’esterno del Palazzo del Casinò e che ormai da anni è il punto di raccolta degli spettatori attivisti. Cioè di chi alla Mostra non si accontenta di guardare ma vuole soprattutto partecipare. Registi, attori, critici: aspiranti ovunque. Sul banchetto che ospita la coppa “Ridateci i soldi” — premiazione il 7 settembre, vincitore in pectore il direttore della mostra Alberto Barbera — fogli e penna a disposizione e chiunque può dire la sua e consegnarla alla cronaca della Mostra.
Il film su Enzo Ferrari è, neanche a dirlo, il più gettonato. Si va da un “Ma le ferie a Favino, quando?”, fino a chi sussurra a mezza bocca, aprendo scenari di puro genio fantascientifico, che vorrebbe un altro biopic, ma stavolta ispirato alla vita dell’attore romano e “interpretato da Adam Driver”. Che dire.
Al Lido anche il cinema è come l’acqua, dice qualcuno: diventa alto, straborda, esce dalle sale ed entra nelle strade. E viene raccolto, per esempio, dai ragazzi che partecipano ad “Avrei questa idea”, contest realizzato da Giffoni Innovation Hub: in giuria Valerio Lundini e Edoardo Ferrario che ascoltano i ragazzi “pitchare”, che non è una parolaccia ma l’esposizione ipersintetica dell’idea per un film. Ed è tutto meno che un passatempo: “Chi vince ha buone probabilità di realizzare quello che ha in testa. Lo proporremo ai produttori o potremmo metterlo in piedi noi stessi”, promessa con mano sul cuore dei responsabili dell’iniziativa, una costola del festival cinematografico dedicato ai ragazzi che si svolge a Giffoni Vallepiana e che dal 2015 cerca di portare lo spirito della rassegna anche sul terreno delle produzioni e valorizzazione di giovani talenti.
I partecipanti sono tutti under 30 e arrivano ore prima del previsto. «Io sono Vernante, come governante senza Go, Pallotti e il mio socio è Daniele Zen. Abbiamo visto la call per il contest su Instagram e abbiamo partecipato», dice una delle concorrenti. «Il nostro progetto è una serie animata. Si chiama Skatebugs ed è la storia di tre amici insetti dotati di skate magici che li aiutano in due cose: superare i casini della pubertà e lottare contro il lumacone robot Smog per salvare la loro città, Gaia». Ed ecco l’ecoansia che diventa virtuosa, cambia vettore e si trasforma in ecocreatività.
Al Lido il cinema è anche un porto sicuro in cui approdare, dice qualcun altro. Un porto di sicuro instagrammabile. E allora accade che si materializzino legami solo virtuali stabiliti in mesi di reciproche menzioni, taggate e via raccogliendo sul sentiero dei social. «Eccoti, finalmente! Dobbiamo fare uno storia», si dicono le due influencer aspiranti star mentre approfittano dello specchio a parete della toilette dell’Excelsior bloccando la fila di donne sull’orlo di proclamare una rissa. «Scusateci, usciamo subito… vai scatta, tanto non si vede che è un bagno». Si sa, al selfie non si comanda. Soprattutto se poi la posizione del post coincide con l’epicentro dei propri sogni. «Ma tu l’hai fatto il red?», chiede una delle due all’altra, omettendo “carpet” perché la velocità è tutto e bisogna andare incontro al pomeriggio. Dai! Dai! Dai!, penserebbe, forse, l’anonimo recensore.