Proteggere il proprio volto attraverso il copyright. È l’idea di Keira Knightley. Un'iniziativa motivata dalla crescente preoccupazione di attrici e attori sull’impiego dell’intelligenza artificiale, che potrebbe essere utilizzata per sostituire il lavoro degli umani.
Lo sciopero contro l’IA
Mentre negli Usa, lo sciopero di scrittori e attori (il primo doppio sciopero da sessant'anni a questa parte) è in corso, con alcune delle rivendicazioni che tirano in ballo proprio l'IA e la sua potenziale capacità di sostituire il lavoro umano, l'attrice britannica (42 film all'attivo e due nomination agli Oscar) ha deciso di prendere posizione in merito.
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La tutela delle voci
Al momento, il settore cinematografico sta affrontando la questione della protezione delle voci degli attori. “Non so a che punto sia - ha detto Knightley - so solo che è questa la trattativa. Ma immagino che il prossimo passo sarà quello di mettere sotto copyright la mia faccia. L’intelligenza artificiale ha il potenziale per essere catastrofica e spero che i governi intervengano e la regolamentino".
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Scansioni digitali
La preoccupazione nasce dal fatto che colossi come Amazon, Netflix e Apple stanno proponendo di utilizzare tecnologie avanzate per sostituire gli esseri umani con scansioni digitali, in cui le sembianze di un attore possono essere sovrapposte a una controfigura.
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I deepfake
Gli attori temono che, in un futuro nemmeno troppo lontano, possano essere sostituiti o che i loro volti e le loro voci possano essere manipolati creando deepfake che finiscano in pubblicità, brani musicali o in ambito pornografico. E senza che tutto questo sia stato preventivamente autorizzato dai diretti interessati.
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Il caso Bruce Willis
Il timore, insomma, è che si creino situazioni come quella di Bruce Willis, fatto apparire dall'intelligenza artificiale in un pubblicità che lo vede legato a una bomba. Ora non resta che capire se l'idea di Keira Knightley è realizzabile sul piano legale e altri colleghi seguiranno il suo esempio.