Il nome completo è Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata. I genitori erano il conte Cesare Cicogna Mozzoni e la contessa Annamaria Volpi di Misurata, il primo della casata lombarda i cui quarti di nobiltà risalgono al 500 e a Carlo V, la seconda della famiglia veneziana a cui si deve l’invenzione della Biennale, della Mostra del Cinema e in senso lato del Lido di Venezia. Marina Cicogna – scomparsa oggi all’età di 89 anni - è stata una nobildonna e un volto di spicco di quello che una volta si definiva “jet-set”. Ma come altre “ricche e famose” della sua generazione avrebbe potuto godersi la vita tra le varie case di Roma (dove è nata nel 1934), Venezia, Los Angeles e Cortina d’Ampezzo. Lei ha fatto di più, molto di più. Nell’Italia bigotta del Dopoguerra ha inventato un mestiere. Oggi lo fanno in tante: nominare le donne che producono film, gestendo ambizioni, talenti e patrimoni, si porterebbe via metà di questo giornale. Lei è stata la prima, e per molto tempo l’unica.
…!-->
Il nome completo è Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata. I genitori erano il conte Cesare Cicogna Mozzoni e la contessa Annamaria Volpi di Misurata, il primo della casata lombarda i cui quarti di nobiltà risalgono al 500 e a Carlo V, la seconda della famiglia veneziana a cui si deve l’invenzione della Biennale, della Mostra del Cinema e in senso lato del Lido di Venezia. Marina Cicogna – scomparsa oggi all’età di 89 anni - è stata una nobildonna e un volto di spicco di quello che una volta si definiva “jet-set”. Ma come altre “ricche e famose” della sua generazione avrebbe potuto godersi la vita tra le varie case di Roma (dove è nata nel 1934), Venezia, Los Angeles e Cortina d’Ampezzo. Lei ha fatto di più, molto di più. Nell’Italia bigotta del Dopoguerra ha inventato un mestiere. Oggi lo fanno in tante: nominare le donne che producono film, gestendo ambizioni, talenti e patrimoni, si porterebbe via metà di questo giornale. Lei è stata la prima, e per molto tempo l’unica.
Francesco Rosi con Gian Maria Volonté e Marina Cicogna alla Mostra del cinema di Venezia nel 1970
Quando si nominano i grandi produttori del cinema italiano dal ’45 in poi, i nomi sono sempre quelli: Carlo Ponti, Dino De Laurentiis, Franco Cristaldi, Goffredo Lombardo, Angelo Rizzoli, Aurelio Grimaldi, Mario Cecchi Gori... e un’unica donna, Marina Cicogna. Dopo studi di fotografia, diventa titolare nel ’67 della Euro International Film assieme al fratello Giuseppe Ascanio, per tutti “Bino”. La società esiste già, fondata dalla loro mamma, e si occupa di distribuzione di film stranieri. Marina e Bino proseguono su quella strada, con un paio di idee folgoranti: nel ’67 acquistano per l’Italia Bella di giorno di Luis Bunuel, film di un genio ma in odore di pornografia, e lo portano alla vittoria del Leone d’oro veneziano grazie anche a un clamoroso party, di cui a Venezia ancora si parla, organizzato a Ca’ Vendramin (i giovani Cicogna, è il caso di dirlo, giocano in casa); ma soprattutto importano Helga, del tedesco Erich Bender, che diventa addirittura leggendario come il primo film “porno” uscito in Italia (in realtà è un documentario didattico che per la prima volta nel nostro paese parla apertamente di educazione sessuale). Insomma, Marina e Bino partono con il botto, e si dichiarano subito: furbi, anticonformisti, a loro modo geniali.
Marina Cicogna e Marco Bellocchio alla rassegna Capri-Hollywood nel 2009
L’ingresso nella produzione fa altrettanto rumore. Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi (1969) è un altro film controverso, e su quel set nasce una stella: Florinda Bolkan, che Marina ha notato l’anno prima durante un volo della compagnia aerea Varig, per la quale la giovane brasiliana lavora come hostess. Quello con Bolkan sarà un rapporto importante nella vita professionale e sentimentale di Marina, che con la sua consueta ironia ha raccontato spesso di come lei sopportasse tranquillamente le scappatelle di Florinda mentre Florinda non accettava le sue. Un legame ben più stabile sarebbe nato, tempo dopo, con Benedetta Gardona, sua compagna per oltre trent'anni e diventata sua figlia tramite adozione, per tutelare il suo futuro.
Marina Cicogna con la compagna Benedetta Gardona, alla quale era legata da oltre trent'anni, che poi ha adottato come sua figlia
Nella sua autobiografia Ancora spero (Marsilio, 2023), scritta con Sara D’Ascenzo, si legge: "L’ascesa di Florinda era stata rapida, quasi come se il cinema non aspettasse altro che questa ragazza per dare forma a un nuovo tipo di donna, indipendente, distante dalla tradizionale femminilità italiana, più in linea con lo spirito dei tempi".
Marina Cicogna, al centro, con Florinda Bolkan, a sinistra
Dopo il successo di Metti, una sera a cena Marina Cicogna produce o co-produce film epocali come Teorema e Medea di Pasolini, C’era volta il West di Leone, Anonimo veneziano di Salerno, Mimì metallurgico di Wertmuller, Uomini contro di Rosi e soprattutto il film della vita: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri.
Florinda Bolkan e Gian Maria Volonté nel film 'Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto'. Il film del 1970 diretto da Elio Petri vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al 23esimo Festival di Cannes e l'Oscar per il miglior film straniero 1971, ed ebbe una candidatura per la migliore sceneggiatura originale agli Oscar dell'anno dopo
Non ha mai mancato, Marina, di cantare le lodi di Petri, cosa che le ha sempre fatto onore. Nel citato libro scrive: "Personalmente non ho mai prodotto un film per ragioni anche vagamente politiche, né mi interessava se il regista e i protagonisti fossero di sinistra o di destra, anche se è capitato più spesso che fossero di sinistra, cosa di cui Franco Zeffirelli non perdeva occasione di rimproverarmi. Petri aveva un’assoluta padronanza della macchina da presa, girava con estrema naturalezza”. In altre occasioni pubbliche (anche al David alla carriera ricevuto pochi mesi fa) ha ribadito che Petri è stato il più grande talento con cui ha lavorato.
La cerimonia di consegna dei David di Donatello 2023: Carlo Conti le consegna il riconoscimento alla carriera
La classe e l’ironia di Marina Cicogna non sono mai venute meno, come testimonia anche il bel documentario di Andrea Bettinetti Marina Cicogna - La vita e tutto il resto, realizzato nel 2021. I racconti sulla fuga (sua e di Florinda Bolkan) da Parigi nel maggio ’68, della tournée giapponese dei Rolling Stones vissuta da ospite di Mick Jagger (“Come musica preferivo i Beatles, ma gli Stones mi hanno conquistata”), della complicità con un meraviglioso avventuriero della produzione come Daniele Senatore (che co-produsse Indagine e rimase con il cruccio di non avere nemmeno una “pallida copia” dell’Oscar vinto contro ogni pronostico) rimangono memorabili.
Marina Cicogna è stata una produttrice rivoluzionaria, una donna tenace e intelligente, un personaggio capace di vivere la propria nobiltà con robustissime dosi di umorismo. Per tutte le donne che si stanno giustamente prendendo il cinema, in ultima analisi, un modello.