Ficarra e Picone, la lezione di ‘Santocielo’: “Non serve essere angeli per esercitare l’amore e l’accoglienza”
Lo stato di grazia del nostro cinema — la sostenibile leggerezza di grandi temi raccontati attraverso commedie con sentimento — continua con Santocielo, il nuovo film con Ficarra e Picone. Per il duo non è una novità, piuttosto una strada imboccata da anni, ma con sempre più convinzione, da Il 7 e l’8 a Il primo Natale, passando per L’ora legale. «Siamo orgogliosi perché abbiamo proposto al nostro pubblico, ogni volta, una storia diversa», chiosa Valentino Picone. Firmato dal regista del film Francesco Amato, distribuisce in 600 copie dal 14 dicembre Medusa: «È una storia che scalda il cuore, una sorta di “secondo Natale”», sorride Giampaolo Letta, amministratore delegato.
Visto il nefasto periodo che attraversa la Terra — guerre, ingiustizie, distruzione, unico punto difensivo l’esistenza della Cappella Sistina — il Consesso celeste medita di porre fine all’esistenza stessa dell’umanità. Dio — Giovanni Storti — non ha …
Lo stato di grazia del nostro cinema — la sostenibile leggerezza di grandi temi raccontati attraverso commedie con sentimento — continua con Santocielo, il nuovo film con Ficarra e Picone. Per il duo non è una novità, piuttosto una strada imboccata da anni, ma con sempre più convinzione, da Il 7 e l’8 a Il primo Natale, passando per L’ora legale. «Siamo orgogliosi perché abbiamo proposto al nostro pubblico, ogni volta, una storia diversa», chiosa Valentino Picone. Firmato dal regista del film Francesco Amato, distribuisce in 600 copie dal 14 dicembre Medusa: «È una storia che scalda il cuore, una sorta di “secondo Natale”», sorride Giampaolo Letta, amministratore delegato.
Visto il nefasto periodo che attraversa la Terra — guerre, ingiustizie, distruzione, unico punto difensivo l’esistenza della Cappella Sistina — il Consesso celeste medita di porre fine all’esistenza stessa dell’umanità. Dio — Giovanni Storti — non ha dubbi sulla necessità di un nuovo diluvio universale. In Paradiso però al comando non c’è l’uomo forte, piuttosto vige un regime democratico: si vota e per un punto vince l’idea di inviare un nuovo Messia per dare un’altra possibilità agli uomini.
Si offre volontario per l’impresa Aristide, l’addetto allo smistamento delle missive celesti, che vorrebbe essere promosso nel coro: Picone con il caschetto biondo di Caterina Caselli. Spedito sulla terra, l’angelo ubriaco sbaglia il “tocco” e ingravida Nicola, un arcigno professore di matematica che si rifiuta di accettare la separazione dalla moglie psicologa (Barbara Ronchi). Ad affiancare il trio la giovane suor Luisa (Maria Chiara Giannetta) che prova un amore “speciale” per l’angelo in incognito.
Spiega Ficarra: «Il mio personaggio è un uomo bigotto e maschilista, ma in realtà fin dall’inizio è alla ricerca di amore. Quando lo trova lo riconosce e lo abbraccia in modo organico. A lui tocca vivere l’esperienza femminile più forte, la gravidanza, cosa che gli permette di evolversi, mettersi finalmente nei panni degli altri». Ma, sottolinea Picone, sono tanti i temi che affronta i film, «il valore e l’essenza della preghiera, il senso e il perimetro di una famiglia, l’amore declinato in forme non scontate, la crisi della natalità, il valore dell’accoglienza, la saggezza degli anziani che ti impone di vedere le cose naturali, come l’amore che — per dirla alla Gaber – si segue come il fiume segue il suo corso». Sceneggiatori e regista si sono rivisti film sull’argomento, da Niente di grave, suo marito è incinto con Marcello Mastroianni a Junior con Schwarzenegger, mentre ovviamente Giovanni Storti per il suo Dio ha pensato a Morgan Freeman: «Ma alla fine la nostra storia va verso altre direzioni — spiega Picone — Non mancano certo alcune provocazioni, ma se guardi a quel che raccontiamo senza un atteggiamento di chiusura, comprendi che le provocazioni del film sono il modo per seminare punti interrogativi, temi da indagare seppure con leggerezza, in un gioco di equilibri».
Sul tema della religione, che ricorre nel loro cinema, «noi — stavolta è Ficarra — l’affrontiamo soprattutto sul fronte interiore, piuttosto che sui dogmi: suor Luisa dice che la preghiera ci fa stare bene, non ci fa sentire soli, riempie qualcosa che abbiamo dentro e ci aiuta a trovare l’equilibrio».