Paola Cortellesi e Greta Gerwig, così simili e così lontane: due “donne del Rinascimento” e il coraggio di diventare eroine di se stesse
di Antonio MondaC’è ancora domani di Paola Cortellesi e Barbie di Greta Gerwig sono due film che hanno superato la dimensione cinematografica diventando fenomeni sociali e popolari: Barbie ha incassato al botteghino un miliardo e seicento milioni di dollari, raggiungendo il nono posto nella classifica di tutti i tempi, mentre i 32 milioni di euro previsti a fine anno in Italia per C’è ancora domani collocano il film al quinto nella classifica italiana. Le due autrici sono diventate un punto di riferimento culturale: mentre il New York Times celebrava il fenomeno C’è ancora domani, venduto in 17 paesi, Greta Gerwig è stata nominata presidente della giuria di Cannes: è la prima volta per una regista donna americana.
Sono numerose le affinità tra queste due cineaste, a cominciare da una lunga gavetta da attrici interpretata con ammirevole abnegazione mentre mettevano in mostra anche altri talenti: Paola Cortel…
C’è ancora domani di Paola Cortellesi e Barbie di Greta Gerwig sono due film che hanno superato la dimensione cinematografica diventando fenomeni sociali e popolari: Barbie ha incassato al botteghino un miliardo e seicento milioni di dollari, raggiungendo il nono posto nella classifica di tutti i tempi, mentre i 32 milioni di euro previsti a fine anno in Italia per C’è ancora domani collocano il film al quinto nella classifica italiana. Le due autrici sono diventate un punto di riferimento culturale: mentre il New York Times celebrava il fenomeno C’è ancora domani, venduto in 17 paesi, Greta Gerwig è stata nominata presidente della giuria di Cannes: è la prima volta per una regista donna americana.
Sono numerose le affinità tra queste due cineaste, a cominciare da una lunga gavetta da attrici interpretata con ammirevole abnegazione mentre mettevano in mostra anche altri talenti: Paola Cortellesi è un’eccellente cantante, e Mina in persona si è scomodata per esaltarne l’altissima qualità; Greta Gerwig, inserita da Time nella classifica delle cento persone più influenti del pianeta, ha una formazione da ballerina e sa tirare di scherma. Se la prima è al debutto come regista, la seconda è al terzo film dopo il delizioso Ladybird e l’adattamento di Piccole donne, classico nella struttura quanto impeccabile nella forma.
Entrambe hanno fatto tesoro della lezione del cinema del passato: se Greta Gerwig omaggia ironicamente 2001: Odissea nello spazio, Paola Cortellesi celebra Una giornata particolare e nel film ci sono anche riferimenti ad Anna Magnani in Bellissima e al soldato americano di colore di Paisà. Frequenti sono le collaborazioni con i rispettivi partner, Paola Cortellesi con Riccardo Milani, che ha ottenuto con lei un altro grande successo con il film Come un gatto in tangenziale, e Greta Gerwig con Noah Baumbach, che ha costruito su di lei il personaggio di Frances Ha nel film omonimo con cui ha omaggiato la Nouvelle Vague e ha collaborato a Barbie in qualità di co-produttore e co-sceneggiatore.
Nonostante abbiano mantenuto un’assoluta autonomia e originalità espressiva, questi sodalizi hanno ulteriormente arricchito l’immaginario delle due registe di influenze culturali meno apparenti: la lezione di Mario Monicelli, di cui Riccardo Milani è stato uno stretto collaboratore, e quella di Wes Anderson, di cui Noah Baumbach è stato sceneggiatore. Il modo in cui hanno fatto tesoro di questo rapporto di collaborazione e scambio culturale è un altro elemento che ha fatto delle due cineaste un modello di intelligenza e intraprendenza.
Ammirevoli per l’umiltà del loro approccio, sia Gerwig che Cortellesi hanno tuttavia azzardato soluzioni rischiose: nonostante l’avvenenza, i protagonisti di Barbie non hanno nulla che generi immediata empatia secondo i parametri hollywoodiani, mentre in C’è ancora domani la prima scena di violenza domestica si trasforma in un balletto sulla musica di Nessuno cantato da Mina.
'C'è ancora domani', il film diretto e interpretato da Paola Cortellesi - trailer
Ovviamente tra le due pellicole esistono anche numerose differenze, a cominciare dalla dimensione globale del film di Gerwig, l’utilizzazione di star hollywoodiane e il rapporto con la Mattel, che ha garantito al film una straordinaria popolarità prima ancora che uscisse nelle sale, trasformandolo anche in una gigantesca operazione di marketing. Inoltre C’è ancora domani è girato in un bianco e nero che occhieggia al neorealismo, mentre Barbie è coloratissimo e gioiosamente pop.
Barbie, il trailer del film con Margot Robbie e Ryan Gosling
A prescindere dalle rispettive caratteristiche, ciò che ha trasformato i due film in fenomeni popolari è stata l’intuito con cui le registe hanno saputo interpretare i nostri tempi, diventando un punto di riferimento nel dibattito pubblico: il film di Greta Gerwig ha sigillato la riflessione sul patriarcato a livello mondiale, mentre quello di Paola Cortellesi ha contribuito in Italia alla discussione sulla violenza domestica. Se la prima ha scelto la strada dell’ironia, la seconda l’ha utilizzata solo marginalmente, privilegiando la riscoperta dei diritti e della dignità da parte della sua protagonista.
L’efficacia di entrambi i film è in una semplicità assoluta che rifiuta ogni intellettualismo e li rende apprezzabili da chiunque: le protagoniste non aspirano a essere simboli, ma specchi che invitano ogni donna a diventare l’eroina di se stessa. L’insieme di tutti questi risultati va letto parallelamente alla straordinaria importanza che ha avuto il riscontro economico di entrambi i film in un momento critico per l’industria cinematografica: entrambe hanno riempito i cinema mentre si recitava l’orazione funebre delle sale. Mi chiedo quindi se nel caso di queste due donne di grande talento si possa declinare al femminile l’espressione Renaissance Man, con cui in America si definisce un uomo dalle qualità multiformi e parlare finalmente di Donne del Rinascimento.