Come si conquista un Oscar: le strategie vincenti e le grandi sconfitte, da Baby Jane al soldato Ryan
di Antonio MondaÈ difficile non rimanere perplessi di fronte a un’istituzione cinematografica che non ha mai premiato Charlie Chaplin, Stanley Kubrick e Alfred Hitchcock, sigillando invece risultati grotteschi quali Shakespeare in love preferito a Salvate il soldato Ryan e La sottile linea rossa e Gente comune a Toro Scatenato. Tuttavia a dispetto dello snobismo con cui sono giudicati fuori dagli Stati Uniti, gli Oscar rappresentano di gran lunga i premi cinematografici più ambiti, ed è giusto ricordare che i palmarès dei festival hanno certificato analoghe aberrazioni.
Cambiamenti in corso
Nati 96 anni fa con l’intento di celebrare l’industria, gli Academy Award hanno aumentato recentemente il numero dei membri, scelti con il criterio d…
È difficile non rimanere perplessi di fronte a un’istituzione cinematografica che non ha mai premiato Charlie Chaplin, Stanley Kubrick e Alfred Hitchcock, sigillando invece risultati grotteschi quali Shakespeare in love preferito a Salvate il soldato Ryan e La sottile linea rossa e Gente comune a Toro Scatenato. Tuttavia a dispetto dello snobismo con cui sono giudicati fuori dagli Stati Uniti, gli Oscar rappresentano di gran lunga i premi cinematografici più ambiti, ed è giusto ricordare che i palmarès dei festival hanno certificato analoghe aberrazioni.
Cambiamenti in corso
Nati 96 anni fa con l’intento di celebrare l’industria, gli Academy Award hanno aumentato recentemente il numero dei membri, scelti con il criterio della diversità, giungendo a 10.772 votanti. I frutti di questo cambiamento sono evidenti nelle vittorie consecutive di due registe donne, Chloé Zhao e Jane Campion, dopo che nei primi 93 anni era stata premiata solo Kathryn Bigelow, e nell’incremento di vittorie di interpreti non bianchi, a volte di indubbia qualità come Viola Davis in Il dubbio o Maharshala Ali in Green Book e Moonlight, altre discutibili come Michelle Yeoh e Ke Hui Kwan per Everything everywhere all at once. Un apprezzabile segno di innovazione è rappresentato dall’attenzione nei confronti di cinematografie non americane: quest’anno sono candidati come miglior film Anatomia di una caduta, Past Lives e La zona d’interesse.
Le battaglie tra gli Studios
Hollywood è la fabbrica dei sogni, e l’elemento industriale va di pari passo con quello artistico: ogni scelta scaturisce dalle strategie di mercato, gli investimenti su un’opera o un talent, l’attenzione ai cambiamenti della società e le battaglie strategiche, come quella tra gli Studios e gli streamer, che vedono contrapposte, oltre ai titoli citati, la Universal con Oppenheimer, la Fox con Povere creature, la Warner Bros con Barbie, e sul fronte opposto Apple con Killers of the flower moon, Amazon con American Fiction e Netflix con Maestro. Per un europeo può apparire sconcertante partire dalla casa di produzione, ma a Hollywood è assolutamente normale, e la qualità dei film non rappresenta necessariamente l’elemento determinante. Senza levare nulla al film di Yorgos Lanthimos non si può ignorare che la Fox Searchlight è ora proprietà del colosso Disney.
Giovani e vecchi leoni
La logica degli Oscar registra alcune costanti, a cominciare dal premio per i non protagonisti, riservato, con poche eccezioni, a due categorie: i giovani che l'industria ha in progetto di lanciare, e i vecchi leoni ai quali viene data l'emozione di una standing ovation. Lo scontro frontale tra due candidati a volte ne premia un terzo: l’Oscar per la regia a Roman Polanski per Il pianista fu il risultato della spaccatura tra i voti per Martin Scorsese per Gangs of New York e Rob Marshall per Chicago. Joan Crawford scatenò una campagna contro Bette Davis, l’unica delle due nominata per Che fine ha fatto Baby Jane? e ne risultò avvantaggiata Anne Bancroft in Anna dei miracoli.
Militari, uomini di legge e prostitute
Il rinnovamento in corso contrasta la storia dell'Academy che ha celebrato costantemente militari e uomini di legge (Cat Ballow, Gli spietati, Da qui all'eternità, Codice d'onore, Il ponte sul fiume Kwai, Platoon, I migliori anni della nostra vita), e, con inquietante ricorrenza, ruoli di prostitute. Già otto le vincitrici, e nel 1995 ci furono ben tre candidature: Mira Sorvino, Sharon Stone ed Elisabeth Shue. Apprezzata è la donna che raggiunge il successo ma non la felicità: si va da Billie Holiday di Diana Ross a Frances Farmer di Jessica Lange e Judy Garland di Renée Zellweger. Sullo schermo il dolore paga molto più della leggerezza: in California Suite Maggie Smith vinse un Oscar interpretando un’attrice sconfitta nella notte hollywoodiana, la quale chiosa: “non si vince con la recitazione. Ciò di cui ho bisogno è un padre moribondo”.
Malati incurabili o diversamente abili
Sempre pronto a sconfinare nel sentimentalismo e nel temibile film necessario, l’Oscar esalta chi si mostrifica, come Charlize Theron in Monster o Brendan Fraser in The Whale, ed è la lunga la lista di malati incurabili (Tom Hanks in Philadelphia e Daniel Day-Lewis del Mio piede sinistro) e affetti da dipendenze (Ray Milland in Giorni perduti o Nicolas Cage in Via da Las Vegas), mentre non si possono ignorare gli interpreti diversamente abili: Harold Russell nei Migliori anni della nostra vita, Marlee Matlin in Figli di un dio minore e Linda Hunt in Un anno vissuto pericolosamente.
I rivali di ‘Io capitano’
Nella categoria film internazionale, la storia ha certificato il successo di film con una distribuzione autorevole che sigillava l’immagine che i votanti dell’Academy avevano del Paese di provenienza. Quest’anno il più forte rivale di Io capitano è La zona d’interesse, e nessuno dei due i film è ambientato nel Paese del regista, come anche A perfect day di Wim Wenders: si tratta di un’altra novità interessante. Il film di Jonathan Glazer è favorito dal fatto di essere nominato in cinque categorie e quindi, per il macchinoso sistema di votazione, ha maggior accesso ai votanti. Tuttavia, ovunque venga proiettato, il magnifico film di Matteo Garrone conquista il pubblico, e all’interno di questo clima di rinnovamento, sarà interessante vedere se prevarrà la sua scelta calda e coinvolgente o quella raggelante del suo rivale.