Léa Seydoux a Cannes: “Il mestiere d’attrice? Sono molto timida, ma non avevo un piano B”. E sul MeToo: “Ora sul set c’è più rispetto”

Léa Seydoux a Cannes: “Il mestiere d’attrice? Sono molto timida, ma non avevo un piano B”. E sul MeToo: “Ora sul set c’è più rispetto”
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L’attrice è protagonista del film di apertura del festival ‘Le deuxième act’ una riflessione sul cinema, il politicamente corretto, l’intelligenza artificiale

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CANNES – “È stato destabilizzante scoprire il film insieme al pubblico ieri sera, ho avuto l’impressione di essere stata derubata di qualcosa perché solitamente in quelle proiezioni ci concentriamo sulle reazioni del pubblico. È la prima volta che scopro un film al festival di Cannes nella sala”. Léa Seydoux non nasconde il suo turbamento per aver visto ieri sera all’apertura ufficiale la commedia surreale di Quentin Dupieux, Le deuxième act una riflessione sul cinema, il politicamente corretto, l’intelligenza artificiale.


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Lo stesso regista si è detto stupito che il suo film “che prende in giro un po’ tutti, me stesso innanzitutto ma anche l’industria cinematografica sia stato scelto per aprire un festival cinematografico. Il film non ha nessun messaggio è soltanto un buon rilassante, con un po’ di acido dentro, per distrarsi dal mondo angosciante”.

'The second act', Léa Seydoux e Louis Garrel aprono il festival di Cannes

Trentotto anni, pronipote del patron della Gaumont (una delle case di produzione più importanti in Francia) che ieri sera sfoggiava sul red carpet una stola a margherite sullo smoking, capace di navigare i blockbuster come il cinema d’autore, Bondgirl e Bene gesserit di Dune, Palma d’oro a Cannes 11 anni fa con il controverso La vita di Adele di Kechiche, ha affiancato Tom Cruise e Daniel Craig, ma nel suo ricco carnet non manca mai il cinema francese indipendente. Con quello che consegue.

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"La prima sensazione, quando mi son svegliata questa mattina, è stata molto strana, mi sono chiesta che ci faccio qui? È vero sono un’attrice ma il nostro mestiere certe volte mi pare astratto e immateriale, mi chiedo cosa significa recitare bene o male? È una domanda che mi faccio ed è paradossale la mia scelta considerando che io sono molto timida ed è in contraddizione con l’essere così esposta. D’altronde non avevo un piano B era questo o niente”.

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Sul tema del Metoo che ha tenuto banco in questi primi giorni e che in qualche modo anche Le deuxième act affronta quando nel film dentro il film uno degli attori ci prova con il personaggio interpretato da Seydoux e lei gli dice: ‘lo sai che potrei rovinarti adesso, potrei dirlo a tutti?’, l’attrice ha detto: “Sono testimone di questo cambiamento, sono stata un’attrice del prima e ora constato il dopo. Non posso che salutare in modo positivo questa trasformazione, io come donna ma credo che anche gli uomini qui presenti lo siano”.

Seydoux, che tempo fa aveva denunciato di essere stata maltrattata sul set di La vita di Adele e che Weinstein aveva tentato di baciarla in un incontro di lavoro, ha approfondito: “Ho parlato di quello che ho vissuto e di cui sono stata testimone e, anche se ho avuto delle disavventure, ho avuto anche molta fortuna. Ci sono donne vittime di violenza, non mi posso comparare a loro che hanno vissuto qualcosa di grave, ora il mio statuto mi protegge, mentre da giovane attrice sei più vulnerabile. Ora sul set c’è più rispetto per le giovani, basti pensare alle scene intime per esempio, ho la sensazione che le cose stiano cambiando. È qualcosa che vedo lavorando: c’è più rispetto sul set”.

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