‘Inside out 2’, il piccolo grande pubblico: “Ci è piaciuto perché non ci tratta da bambini”
di Rita CeliSono i giovani e giovanissimi a decretare il successo di Inside out 2., uscito in Italia il 19 giugno con diverse anteprime il 18. Da soli o accompagnati da mamma e papà sono andati al cinema e nel sequel targato Disney-Pixar hanno visto cose che gli adulti neanche notano. «Mi è piaciuto molto perché non tratta i ragazzi come bambini ma come persone mature che stanno cercando di trovarsi» commenta Margherita, 13 anni, «mi è anche piaciuto il fatto che non si tratta di una scelta fra vecchie e nuove amiche ma solo di una decisione presa perché ha paura di rimanere senza amici al liceo, cosa che sono certa che molti ragazzi possono capire». «Mi è piaciuto perché presenta tutti i cambiamenti che un ragazzo di quella età può avere» dice Corinna, 14 anni, «per questo infatti si presentano nuove emozioni: l'ansia, l'imbarazzo, la noia e l'invidia, ed è molto interessante che tutto sia visto da un altro punto di vista, ovvero quelle delle emozioni».
Sono i giovani e giovanissimi a decretare il successo di Inside out 2., uscito in Italia il 19 giugno con diverse anteprime il 18. Da soli o accompagnati da mamma e papà sono andati al cinema e nel sequel targato Disney-Pixar hanno visto cose che gli adulti neanche notano. «Mi è piaciuto molto perché non tratta i ragazzi come bambini ma come persone mature che stanno cercando di trovarsi» commenta Margherita, 13 anni, «mi è anche piaciuto il fatto che non si tratta di una scelta fra vecchie e nuove amiche ma solo di una decisione presa perché ha paura di rimanere senza amici al liceo, cosa che sono certa che molti ragazzi possono capire». «Mi è piaciuto perché presenta tutti i cambiamenti che un ragazzo di quella età può avere» dice Corinna, 14 anni, «per questo infatti si presentano nuove emozioni: l'ansia, l'imbarazzo, la noia e l'invidia, ed è molto interessante che tutto sia visto da un altro punto di vista, ovvero quelle delle emozioni».
«Già il solo fatto che abbiano aspettato che crescessimo per far uscire il secondo film è una cosa che mi ha toccato il cuore» sostiene Ludovica, 16 anni, «con questo film sono riusciti a rappresentare un momento della vita che sto vivendo in prima persona: sono tanti i cambiamenti che ci si presentano davanti ed è difficile gestire tutto insieme. “Crescendo la gioia si affievolisce” dice Gioia che più di tutte mi ha colpita. L’ombra di un futuro che si avvicina e un’impotenza catastrofica che ci indirizzano in un’unica via: l’ansia» aggiunge. «Come adolescente l’ansia è un’emozione con cui convivo ormai da anni: l’ansia di non riuscire a realizzare un futuro che mi soddisfi; l’ansia di deludere le persone che mi circondano ma soprattutto di deludere me stessa; l’ansia di fallire ancora prima di cominciare; l’ansia di dover abbandonare una realtà calda e sicura per addentrarsi in una realtà selvaggia e irrequieta».
A colpire lo sguardo dei giovani spettatori sono infatti le nuove emozioni nella mente di Riley: «Penso sia un film molto bello perché ci dice in modo chiaro come emozioni che si manifestano durante l’adolescenza prendono il controllo della nostra mente» spiega Matilde, 13 anni. «Però, secondo me, l’ansia, l’invidia, l’imbarazzo e anche la noia sono emozioni molto più complicate rispetto a come ce le descrive il film; nonostante ciò penso che sia adatto ai teenager perché ci fa capire come l’ansia prende il controllo totale del nostro corpo e della nostra mente, durante l’adolescenza si manifesta talmente tante volte che non lascia spazio a emozioni come per esempio la gioia. Detto questo penso che sia un film originale ed efficace».
«Mi è piaciuto come hanno disegnato invidia, eseguiva le indicazioni di ansia e la incoraggiava perché ha capito che ansia avrebbe preso il controllo e quindi anche lei avrebbe avuto un ruolo più importante delle altre emozioni» osserva Mariastella, 8 anni. «Mi ha colpito vedere come hanno mostrato una persona che si basa sull’ansia prima o poi crolla» aggiunge Francesco, 13 anni. «I dettagli del quadro psicologico della mente di un adolescente è molto accurato» aggiunge Tommaso, 18 anni. «Inside out 2 mi è piaciuto per le innumerevoli citazioni (da Orwell a Sartre), per l'umorismo e per la capacità di tenere insieme nei personaggi diversi stili di animazione» conclude Leonardo, 16 anni. «E poi per le metafore: l'ansia manipolatrice, l'imbarazzo che aiuta la tristezza, la rabbia costruttiva e l'invidia compulsiva».
C’è anche chi nota qualche incongruenza nella trama: « È un bel sequel, ma ho trovato incoerente la visione del “senso di sé”» dice Valerio, 17 anni, «all’inizio unico tra le cinque emozioni preesistenti per poi separarsi alla fine in più sfaccettature tra le vecchie e le nuove». E anche la noia può avere il sopravvento a quell’età, non tutti alla fine del film riescono a esprimere un commento, e alla domanda “cosa ti ha colpito del film?”, Giuseppe, 11 anni, risponde: «Niente».