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‘Horizon’, Kevin Costner fa cilecca: il suo western kolossal sfida le serie ma è un flop

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Un lungo idillio quello tra l’attore-regista e il genere americano per eccellenza. Ma il film in due parti presentato a Cannes non convince il pubblico, e l’uscita della seconda parte è rimandata. Cerchiamo di capire perché
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L'idillio tra Kevin Costner e il western ebbe inizio con Silverado nel 1995, quando il genere era in pieno declino. Toccò proprio a Kevin riportarlo in auge con il suo Balla coi lupi, che nel 1990 gli fruttò l'Oscar come miglior film e miglior regista. Malgrado alterne vicende nelle praterie del West (il mediocre Wyatt Earp, il pregevole Terra di confine), Costner non rinnegò mai l'amore verso "il genere americano per eccellenza".

Kavin Costner con Mary McDonnell in 'Balla coi lupi' 

Tre anni fa, l'attore-regista diede il via al monumentale progetto di raccontare la storia della colonizzazione americana in un kolossal di dodici ore, suddiviso in quattro diversi film da vedere sul grande schermo. Fidando sul successo della serie tv Yellowstone, il western moderno che lo aveva rilanciato, al punto da rischiare di tasca propria 38 milioni di dollari dei 100 investiti nell'impresa. Il primo capi…

L'idillio tra Kevin Costner e il western ebbe inizio con Silverado nel 1995, quando il genere era in pieno declino. Toccò proprio a Kevin riportarlo in auge con il suo Balla coi lupi, che nel 1990 gli fruttò l'Oscar come miglior film e miglior regista. Malgrado alterne vicende nelle praterie del West (il mediocre Wyatt Earp, il pregevole Terra di confine), Costner non rinnegò mai l'amore verso "il genere americano per eccellenza".

Kavin Costner con Mary McDonnell in 'Balla coi lupi' 

Tre anni fa, l'attore-regista diede il via al monumentale progetto di raccontare la storia della colonizzazione americana in un kolossal di dodici ore, suddiviso in quattro diversi film da vedere sul grande schermo. Fidando sul successo della serie tv Yellowstone, il western moderno che lo aveva rilanciato, al punto da rischiare di tasca propria 38 milioni di dollari dei 100 investiti nell'impresa. Il primo capitolo di Horizon: An American saga è stato presentato in anteprima a Cannes; ma, mentre Kevin lavorava sui successivi episodi, sono arrivate le docce fredde: la men che tiepida accoglienza al Festival e i risicati 621.144 dollari incassati al debutto nelle sale americane. L'uscita della seconda puntata, prevista per metà agosto, è stata rinviata indefinitamente.

Che cosa non andava in Horizon? si chiedevano tutti. Perché il pubblico non ne voleva sapere? Il western è tramontato per sempre? Kevin non è più attraente per gli spettatori delle sale? Con ogni probabilità la spiegazione è altrove. A confrontarlo con il vecchio kolossal collettivo La conquista del West (1962), ci si rende conto che Horizon ha, sì, splendidi paesaggi, momenti epici, qualche scena potente; però commette un imperdonabile errore: confonde lo stile narrativo del cinema con quello televisivo. E' - in pratica - una serie dilatata su grande schermo, che sfida le serie del piccolo mutuandone il concetto: alternanza di filoni narrativi diversi, lunghe presentazioni dei personaggi, lasciati in sospeso sul più bello per passare ad altri (e intanto te li dimentichi); per non dire dell'interminabile trailer alla fine del primo capitolo, che preannuncia confusamente i successivi.

Tre diversi filoni di racconto si alternano lungo i 181 minuti del film, avendo come unico trait d'union una destinazione geografica: l'erigendo villaggio di Horizon. Il primo riguarda le guerre tra gli indiani apache e l'esercito, con il corollario dell'amore fra un tenente e una vedova. Nel secondo (dopo un'ora di film), compare Costner, nella parte di un giustiziere che, per difendere una prostituta, si inguaia con una famiglia di fuorilegge. Il terzo mette in scena il viaggio di una carovana di pionieri. L'arco temporale è quello classico intorno alla Guerra Civile e Costner non intende rinunciare a nessuno dei temi del repertorio; pur accordando una certa par condicio a indiani e bianchi (né tutti buoni, né tutti cattivi) e - unica novità - lasciando più spazio ai personaggi femminili di quanto fosse in uso nel genere. Per vedere come i diversi filoni e i differenti destini (qualcuno ha contato 107 personaggi parlanti) si intreccino bisognerà attendere che le 12 ore di Horizon siano completate.

Frattanto, sospesa l'uscita del secondo capitolo, la produzione studia le strategie per limitare il flop, risparmiando sui costi promozionali e permettendo al pubblico di "scoprire" il film tramite piattaforme e homevideo (l'uscita in dvd è annunciata per il 31 dicembre). E i primi risultati sono una vera sorpresa, dato che in America la saga di Costner ha appena debuttato sul mercato digitale, piazzandosi direttamente in testa alle classifiche dell’on demand.

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