Claudio Gubitosi: “Sangiuliano ci ha punito, restituisca i fondi tagliati”. Il ministro: “Nessuna punizione, solo una spesa più razionale”

Fabio Altobello
Fabio Altobello 

Il fondatore del festival dei ragazzi tira un bilancio e chiede chiarezza per il futuro al titolare della Cultura nel governo Meloni

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Claudio Gubitosi, 73 anni, chiude l’edizione 54 del Festival di Giffoni, di cui è anima e fondatore, e apre la polemica politica: «Andrò davanti alla sede del ministero della Cultura, che considero la mia casa, e non mi muoverò finché non avrò conferma che il finanziamento che ci è stato tolto sarà restituito». Già, perché quello che non è riuscito a fare la pandemia — mettere a rischio l’esistenza del più importante festival dei ragazzi — stava per fare il mancato, consueto sostegno finanziario del ministero.

Snocciola, il direttore Gubitosi, i numeri del successo: trecento esponenti di cultura, scienze, politica, arti. Migliaia di ragazzi. E un valore del brand, secondo uno studio di Deloitte, di 71 milioni di euro l’anno. «Un risultato storico: ringrazio la Regione Campania che ha recuperato i propri fondi, come promesso, garantendoci il finanziamento».

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Poi tira l’affondo: «Ho il dovere di comunicare l’azione di Gennaro Sangiuliano, messa in campo esclusivamente contro Giffoni». A stretto giro la replica del ministero: «Quando si toccano santuari e rendite di posizione si scatenano polemiche. Ma cambiare, quando sono in gioco i soldi dei cittadini, è necessario». Da anni Giffoni è tra i primi per i contributi ad attività di promozione cinematografica e audiovisiva, lo scorso anno il finanziamento è stato di 950 mila euro.

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Quest’anno il ministero ha messo un tetto di 400 mila euro come contributo massimo erogabile «comunicazione fatta a luglio, a ridosso del festival», dice Gubitosi, che sospetta sia una misura mirata, un bando “punisci Giffoni”: «Negli anni solo la nostra rassegna ha superato i 250 mila euro». Al festival, risponde Sangiuliano, «sono state erogate somme seconde solo alla Mostra di Venezia: 950mila euro nel 2023, su un totale di 7 milioni, pari al 13,57 per cento delle risorse di tutti i festival italiani».

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Per Gubitosi il taglio sarebbe una ritorsione per il suo essersi schierato con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sul mancato trasferimento dei Fondi di sviluppo e coesione: «Per alcuni avrei dovuto tacere le difficoltà che potevamo avere per il mancato riparto delle risorse. Ho deciso di difendere Giffoni, i ragazzi, un territorio che vive intorno al progetto in un Sud che crea sviluppo».


Per Sangiuliano «pensare a un intento politico, o peggio punitivo è una falsità. Si vuole solo moralizzare e razionalizzare la spesa, anche accogliendo la proposta di altri promotori». C’è poi lo “sgarbo”, la mancata presenza di Sangiuliano a Giffoni: «Lo scorso anno — spiega Gubitosi — otto ministri del governo Meloni sono venuti. La presidente quest’anno mi ha ringraziato, ma non è potuta esserci. Si è collegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è arrivato quello dello Sport, Andrea Abodi, ha mandato un videomessaggio Matteo Piantedosi. Invece, dopo diverse promesse, è mancato di nuovo Sangiuliano, che dovrebbe essere il nostro riferimento». Per il ministro «gli spazi proposti dal Festival non erano compatibili con altri impegni». E così Gubitosi, che chiede un emendamento alla legge di bilancio per uno stanziamento annuale fisso, ha deciso che si presenterà lui nella “casa” del ministro, che è anche un po’ casa sua.

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