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Stasera in tv ‘Dirty dancing’: è il tempo della nostra vita, per questo continuiamo a rivederlo

Stasera in tv ‘Dirty dancing’: è il tempo della nostra vita, per questo continuiamo a rivederlo

In prima serata su Rai 1 il cult con Jennifer Grey e Patrick Swayze: la storia della vacanza indimenticabile, della prima volta che ci siamo innamorati

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"Questo è il mio spazio, questo è il tuo spazio. Io non vengo nel tuo, tu non vieni nel mio”. Oppure “Io ho paura di tutto, di quello che sono, di quello che faccio, di quello che dico e soprattutto ho paura che se me ne vado da questa stanza non proverò mai più quello che sto provando qui con te adesso”. Ma soprattutto “Non si può mettere Baby nell’angolo”.


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È il film perfetto per questo periodo Dirty dancing, che torna in televisione mercoledì 31 luglio, alle 21.25, su Rai 1. È il film dell’estate che ci ha cambiato la vita, della vacanza indimenticabile, della prima volta che ci siamo innamorati. Trentasette anni dopo l’uscita (un successo inaspettato, 214 milioni di dollari di box office in tutto il mondo, ma soprattutto il primo titolo a vendere più di un milione di copie di vhs), quello con Patrick Swayze e Jennifer Grey è il classico che finisci per rivedere sempre.

Dirty Dancing, compie trent'anni il ballo proibito di Johnny e Baby

Una colonna sonora strepitosa: il brano (I've Had) The Time of My Life vinse l'Oscar ed il Golden Globe, ed i due interpreti, Bill Medley e Jennifer Warnes, si aggiudicarono un Grammy Award come miglior duetto. Quanto alla chimica tra i due protagonisti, gli annali raccontano che inizialmente lei non lo sopportasse per via di un altro film che avevano girato insieme, Alba rossa, ma pare che sul set di Dirty dancing le cose fossero cambiate. Ma se continuiamo a rivederlo, è soprattutto perché è “il tempo della nostra vita”, di quella generazione che nel 1987 l’ha visto al cinema o subito dopo in tv e che continua a rivederlo ogni volta che la programmazione spesso estiva lo ripropone.

Commedia romantica e musical retro (un po’ come Grease degli anni Settanta che raccontava la fine dei Cinquanta) Dirty dancing racconta il mondo di una diciassettenne degli anni Sessanta. “Era l’estate del 1963 quando tutti mi chiavano Baby, e a me non dispiaceva affatto. Questo era prima che uccidessero Kennedy, prima dei Beatles, quando credevo nell'impegno civile e soprattutto quando non avrei mai pensato che al mondo potesse esistere un altro uomo oltre a mio padre”. Un incipit famosissimo con la voce fuori campo di Jennifer Grey che nel sedile retro della macchina di famiglia immagina la vacanza che sarà, come ogni anno, nel resort sulle Catskills (le montagne non lontano da New York che in realtà era il Mountain Lake, in Virginia) di Max Kellerman.

La storia d’amore impossibile tra il maestro di ballo, che si concede alle ricche clienti di tanto in tanto, e la diciassettenne ingenua e idealista Baby era stata creata da Eleanor Bergestein, che scrisse la sceneggiatura e ispirandosi alle proprie avventure di ragazza, quando i genitori giocavano a golf sulle Catskills e lei prendeva lezioni di ballo. L’autrice, che oggi ha 86 anni, ha raccontato come nacque l’ispirazione: “In vacanza con i miei genitori c’erano sempre gare di ballo in albergo, e io ballavo il mambo e il cha cha cha con i maestri professionisti, ho sempre vinto. Penso alla base dell'idea del film c’era questa ragazzina nel suo vestito di organza a balze che ballava questi balli sensuali con tale determinazione, da far crollare la casa ogni sera. Poi al liceo mi sono dedicati ai balli proibiti negli scantinati con i ragazzi di strada della mia classe. Ai miei genitori andava bene finché mantenevo i miei voti alti e andavo al college”.

Il regista del film era l’italo americano Emile Ardolino, che firmò una serie di successi (suoi anche Tre scapoli e una bimba e Sister act) prima di morire a soli cinquant’anni per le complicazioni dell’Aids. Era riuscito a vincere un Oscar per un documentario sulla danza. Il film è stato anche il trampolino di lancio di uno dei coreografi di maggior successo di Hollywood, Kenny Ortega che ha, per l'occasione, creato il Dirty Mambo.

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