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‘Beetlejuice Beetlejuice’, Tim Burton si diverte e rende omaggio ai maestri dell’horror italiano. La recensione di Alberto Crespi

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Il film d’apertura di Venezia 81 con Michael Keaton, Winona Ryder, Jenna Ortega e Monica Bellucci
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Oggi è mercoledì. E Mercoledì Addams è la star della prima giornata dell'81esima Mostra del cinema di Venezia. Jenna Ortega, 21 anni, californiana, figlia di un uomo d'affari messicano e di un'infermiera portoricana, ruba la scena a Michael Keaton e a Monica Bellucci. Del resto, è giusto così: le nuove star sono giovani, multietniche, fluide (Jenna è sostenitrice della campagna Lgbt "Pride over prejudice") e orgogliosamente anti-Trump. Ce n'è d'avanzo per fare il tifo per lei. Ortega è la protagonista (molto brava) di Beetlejuice Beetlejuice, film d'apertura della Mostra, seguito del vecchio Beetlejuice - Spiritello porcello che Tim Burton realizzò nel lontano 1988. Keaton, Winona Ryder e Catherine O'Hara riprendono i loro vecchi ruoli, Ortega e Bellucci - attuale compagna di Burton - sono le new entry.

La trama prevede che, quasi quarant'anni dopo il primo film, la famiglia Deetz torni nella residenza in stile Psyco di Winter River dopo la morte drammatica e improvvisa del patri…

Oggi è mercoledì. E Mercoledì Addams è la star della prima giornata dell'81esima Mostra del cinema di Venezia. Jenna Ortega, 21 anni, californiana, figlia di un uomo d'affari messicano e di un'infermiera portoricana, ruba la scena a Michael Keaton e a Monica Bellucci. Del resto, è giusto così: le nuove star sono giovani, multietniche, fluide (Jenna è sostenitrice della campagna Lgbt "Pride over prejudice") e orgogliosamente anti-Trump. Ce n'è d'avanzo per fare il tifo per lei. Ortega è la protagonista (molto brava) di Beetlejuice Beetlejuice, film d'apertura della Mostra, seguito del vecchio Beetlejuice - Spiritello porcello che Tim Burton realizzò nel lontano 1988. Keaton, Winona Ryder e Catherine O'Hara riprendono i loro vecchi ruoli, Ortega e Bellucci - attuale compagna di Burton - sono le new entry.

La trama prevede che, quasi quarant'anni dopo il primo film, la famiglia Deetz torni nella residenza in stile Psyco di Winter River dopo la morte drammatica e improvvisa del patriarca Charles. Nel frattempo la figlia Lydia è diventata una star grazie ai suoi spettacoli paranormali, mentre sua figlia Astrid è l'unica convinta cartesiana della famiglia, esasperata dalle “stronzate soprannaturali” della parentela. Ma sarà proprio lei, senza volerlo, a richiamare in vita Beetlejuice e ad aprire una via, assai pericolosa, che collega il mondo dei vivi con il mondo dei morti.

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Ignoriamo se Alberto Barbera e i suoi collaboratori l'abbiano fatto apposta, ma è assai curioso che la prima giornata veneziana giri tutta intorno a questo tema: la possibilità di entrare in contatto con i defunti, buoni o cattivi, amati o odiati che siano. Anche l'apertura di Orizzonti - il film italiano Nonostante diretto da Valerio Mastandrea - parla di questo: si svolge in un reparto di terapia intensiva dove i pazienti in coma si "sdoppiano" e gironzolano per l'ospedale come fantasmi, chiacchierando fra di loro e osservando le follie dei vivi - o per meglio dire, in questo caso, dei "sani". Coincidenza? Può darsi. Per altro il film di Mastandrea lavora su toni dolenti mentre Beetlejuice Beetlejuice è ovviamente un fantasy molto ironico, e super citazionista, costruito su effetti speciali sempre più mirabolanti.

(reuters)

Vedendo il film in originale, è curioso constatare come a un certo punto Burton ci ficchi dentro una sequenza in bianco e nero parlata in italiano (nel doppiaggio questo effetto si perderà). Secondo il regista è un omaggio a Mario Bava, a Dario Argento e ai maestri dell'horror nostrano: "Non sono un regista italiano di horror, ma mi piacerebbe esserlo”, ha dichiarato al Lido per la gioia dei cinefili. Ma non manca anche una citazione piuttosto perfida sulla Disney, dove Burton ha lavorato come disegnatore a inizio carriera senza riuscire a diventare "disneyano" al mille per mille - e forse non è un caso che due film come Alice e Dumbo non gli siano venuti granché bene.

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Questo nuovo lavoro sembra più personale dei recenti titoli della sua filmografia: è un piccolo apologo su una famiglia disfunzionale, e sicuramente non è casuale che la protagonista venga da uno spinoff della famiglia Addams. Si sentiva il bisogno di un ritorno di Beetlejuice? Forse no, ma lo sentiva Burton, e magari i suoi appassionati condivideranno il divertimento di questo sequel nel quale non mancano momenti simpatici. Uno dei quali, all'inizio, è il modo in cui Monica Bellucci "ricompone" il proprio corpo smembrato, facendo ampio uso di una buffa graffettatrice. Da segnalare un cameo - quasi irriconoscibile - di Danny De Vito e un piccolo ruolo per il neo-direttore della Biennale Teatro, Willem Dafoe, sperando che in futuro trovi anche il tempo di occuparsi di cose veneziane.

(ansa)

Beetlejuice Beetlejuice

Regia di Tim Burton

Voto: tre stelle su cinque

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