Venezia – A volte il Lido stanca. Sarà il caldo: che in questi giorni a Venezia è stato “anomalo” secondo tutti gli improvvisati esperti di meteo in fila per il caffè di metà mattina nei bar che, ci si può scommettere, sono a un passo dal brevettare il Polase Spritz. Perché farà anche caldo ma i riti sono riti e gli incassi di settembre sono da difendere a tutti i costi, non c’è anticiclone che tenga. E a stancare sarà anche il proliferare di flash sul red carpet - “Tilda, Tilda!!! Pedro, Pedro!!! - di post incredibilmente sagaci in cerca di consenso sui social - “Ho visto Brad, ho visto George, ve lo dico: invecchiano benissimo…” - e di immagini che vanno avanti ad ogni ora, in tutte le sale, in tutte le lingue. Ma se per caso ci si arrende alla tentazione e si chiudono gli occhi, Venezia è come il caldo: non ti molla neanche lì. Neanche nel buio interiore. Perché spente le luci, arrivano le voci. Sotto forma di podcast, naturalmente.
E non c’è bisogno di improvvisarsi esperti di sociologia della comunicazione per comprendere quanto i podcast siano il mezzo d’informazione preferito di chi con il cinema ci costruisce passioni e professioni. Basta andare nella Villa degli Autori che quest’anno ospita le iniziative del Giffoni Innovation Hub. Tra le quali c’è la presentazione di Gordon, podcast dedicato agli intrecci tra cinema e finanza realizzato grazie alla collaborazione con Banca Investis. Il nome scelto è ovviamente un omaggio al gigantesco Gordon Gekko di Wall Street, Oliver Stone che affida a uno spietato Michael Douglas la costruzione di uno dei personaggi più complessi degli ultimi 40 anni di cinema.
Una scelta strategica per Banca Investis: «La collaborazione con Giffoni Hub ci consente di rafforzare il nostro legame con un target più giovane, digitale, per avvicinare le giovani generazioni ai temi della finanza», dice Luca Giacobbe, dirigente della Banca. Collaborazione che per Giffoni Hub «si è trasformata in una sfida», ci dice Luigi Sales, responsabile delle produzioni originali di Giffoni Hub. «Raccontare i concetti fondamentali della finanza con il linguaggio dell’entertainment. Il cinema e le serie tv rappresentano un punto di ingresso perfetto per avvicinare il grande pubblico a tematiche complesse e a definizioni tecniche». E la miniera a disposizione di Gordon - le cui voci sono quelle del regista Sidney Sibilia e del critico cinematografico Andrea Chimento - è sconfinata. Qui a Venezia, Giffoni Hub ospita la presentazione del film dedicato a Ennio Doris. Ma basta ricordare il Michael J. Fox spessissimo in mutande ne Il segreto del mio successo o il Leonardo DiCaprio spessissimo sballato in Wolf Of Wall Street o Melanie Griffith spessissimo imbronciata in Una donna in carriera.
Poi arrivano le nuvole, qualche goccia di pioggia, il caldo si abbassa, “ma l’umidità salirà, ve lo dico”, ancora uno dei membri della nazionale meteorologi amatoriali. E il vento porta altri podcaster. Come Andrea Vailati e Giovanni Pascali, i giovani (e punk) autori di ArteSettima, alla Mostra per il nuovo format Fest of Creators il format ospitato da La Villa che mette insieme tante nuove voci accomunate dalla voglia di raccontare il cinema in modo nuovo. Che sono partiti da un magazine online per poi esplorare le sconfinate possibilità della sola voce. «Facciamo critica poetica: ci interessa utilizzare il cinema per evocare questioni più che spiegarle. E il podcast ci consente di fare un vero e proprio longform, chiacchierare per un’ora con registi, attori e attrici. Birretta d’ordinanza e un film da commentare». Oltre al podcast hanno una pagina Instagram semplicemente ipnotica: si va dalla recensione di Beetlejuice Beetlejuice fatta in un cimitero, alla discoteca squottata per promuovere morettianamente il corto di Alice Rohrwacher. Oppure l’introduzione alla Mostra fatta in modalità Piero Angela con tanto di tuffo in acqua.
Perché qui al Lido, come sopra, fa caldo e a volte ci si stanca. E allora si chiudono gli occhi. Dopo i podcast anelando il silenzio e l’aria condizionata di una sala mezza vuota per una proiezione notturna e intanto collezionando i ventagli offerti in omaggio intorno al Palazzo del Cinema. Poi sì, sala in notturna. Magari un vecchio classico, banalmente Il grande caldo, nello spazio dedicato ai classici, chissà se c’è ancora