‘Fight club’ compie 25 anni. Storia (e cast) di un film controverso diventato culto
di Chiara Ugolini“Prima regola del Fight Club: non si parla del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno si accascia, è spompato, grida basta, fine del combattimento. Quarta regola del Fight Club: si combatte solo due per volta”.
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Il film di David Fincher dal romanzo del 1996 di Chuck Palahniuk compie 25 anni. È il film che ha consacrato Brad Pitt nella Hall of fame di Hollywood, ha diviso la critica quando è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia e poi è diventato un titolo di culto tanto che se dici a qualcuno della Generazione X qual è la prima regola del Fight club sicuramente saprà rispondere. È stato definito il film manifesto per quella generazione, ma ha conquistato in questo quarto di secolo anche spettatori più giovani.
La trama
Un impiegato frustrato dalla sua vita da colletto bianco (Edward Norton), è un assicuratore di automobili, ha creato un club clandestino insieme a un venditore di saponette (Brad Pitt), è un circolo clandestino nei sotterranei di un bar. Chi va lì lo fa per picchiarsi con l’obiettivo di sfogare la frustrazione e il disagio di vivere in una società sempre più alienata e consumistica. Nonostante non si debba parlare del Fight club settimana dopo settimana il circolo diventa sempre più affollato. E il finale è tutt’altro che scontato.
Nel cast emerge anche Helena Bonham Carter: l’attrice interpreta Marla Singer, misteriosa femme fatale e, come il resto dei protagonisti, “atipica” per una società conformista.
Come è diventato un film culto
Considerato uno dei film più controversi e discussi degli anni 90, rifiutato dagli studios che lo avevano prodotto, presentato alla 56esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia il 10 settembre 1999, dopo un’accoglienza tiepida della stampa e un risultato al botteghino al di sotto delle aspettative Fight club ha trovato una seconda vita grazie all’homevideo. Nel 2009, in occasione del suo decimo anniversario, il New York Times lo ha soprannominato "il film cult definitivo del nostro tempo".
Nel tempo il film è diventato anche un punto di riferimento di alcuni gruppi di estrema destra. Il regista, intervistato dal Guardian, a questo proposito ha detto: "È impossibile per me immaginare che le persone non capiscano che Tyler Durden (Brad Pitt) abbia un'influenza negativa. Alle persone che non riescono a capirlo, non so come rispondere e non so come aiutarle”.
Una delle ragioni per rivederlo (su Disney+, su Timvision o a noleggio su Apple tv+) è anche la colonna sonora. Firmata per lo più dai Dust Brothers, anche se Fincher avrebbe voluto i Radiohead. La canzone finale che fa da sottofondo all'ultima scena del film e ai titoli di coda è invece Where Is My Mind?, celebre pezzo dei Pixies.