New York — Come hanno fatto alcuni scarabocchi disegnati cinquant’anni fa da George Lucas — un uomo che odiava scrivere e che, secondo un compagno di college, preferiva “rimanere nella sua stanza ad abbozzare soldati stellari” — a trasformarsi in un franchise da quattro miliardi di dollari? Dall’uscita del libro From the adventures of Luke Skywalker (1976) e dal primo episodio del ‘77, Guerre stellari è questo: un’epopea che attraversa generazioni e non smette di incitare gli spettatori a salire a bordo di bighe galattiche e combattere per il Bene.
Nell’attesa che il neo eletto presidente Trump dia seguito all’imposizione di tariffe globali e nazioni come la Cina vietino le importazioni Usa, inclusi film e serie, Lucasfilm ha chiuso un accordo con Simon Kinberg (X-Men) per lanciare una nuova trilogia di film, prodotta insieme alla responsabile dello studio Kathleen Kennedy, amata dai fan. Secondo Deadline, questo nuovo …
New York — Come hanno fatto alcuni scarabocchi disegnati cinquant’anni fa da George Lucas — un uomo che odiava scrivere e che, secondo un compagno di college, preferiva “rimanere nella sua stanza ad abbozzare soldati stellari” — a trasformarsi in un franchise da quattro miliardi di dollari? Dall’uscita del libro From the adventures of Luke Skywalker (1976) e dal primo episodio del ‘77, Guerre stellari è questo: un’epopea che attraversa generazioni e non smette di incitare gli spettatori a salire a bordo di bighe galattiche e combattere per il Bene.
Nell’attesa che il neo eletto presidente Trump dia seguito all’imposizione di tariffe globali e nazioni come la Cina vietino le importazioni Usa, inclusi film e serie, Lucasfilm ha chiuso un accordo con Simon Kinberg (X-Men) per lanciare una nuova trilogia di film, prodotta insieme alla responsabile dello studio Kathleen Kennedy, amata dai fan. Secondo Deadline, questo nuovo corso comprende gli episodi 10, 11 e 12 della saga degli Skywalker e darà inizio a una new factory, dopo che Star Wars: l’ascesa di Skywalker (2019) ha concluso la saga originale (9 capitoli). Lucasfilm ha già contestato l’idea che i film proseguiranno la mitologia originale, complici gli incassi deludenti dell’ultimo capitolo in sala.
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Poco importa, il progetto sembra in mani sicure: Kinberg ha creato con Dave Filoni e Carrie Beck la serie animata Star Wars rebels (4 stagioni), candidata agli Emmy. È stato anche consulente per Star Wars Episodio VII: il risveglio della Forza, diretto da J.J. Abrams che ha rilanciato il franchise nel 2015, e Paramount lo ha coinvolto da produttore nel “rivale” Star Trek. Nei cinque anni da L’ascesa di Skywalker, Lucasfilm ha lanciato la serie Disney+ The Mandalorian, due serie live action, The book of Boba Fett e Ahsoka, più l’imminente Skeleton crew, guidato da Jude Law. Nel tempo hanno fatto capolino serie autonome, tra cui The acolyte, Obi-Wan Kenobi e Andor e ora Disney ha in cantiere The Mandalorian & Grogu di Jon Favreau, seguito della serie Disney+ sul cacciatore di taglie (Pedro Pascal), per il 22 maggio 2026, insieme a due segretissimi titoli previsti per il 18 dicembre 2026 e il 17 dicembre 2027.
“Star Wars è tante cose: una fiaba per famiglie, una storia di samurai, un’avventura in stile Seconda guerra mondiale. Lucas lo ha paragonato a uno spaghetti western. È un oggetto ubiquo” ci racconta Chris Taylor, autore di How Star Wars conquered the universe. “Tutti — bambini e adulti, uomini e donne — sanno che Darth Vader è il padre di Luke Skywalker e possono riconoscere un Ewok”. Molti sono i fatti incredibili che il fandom cita in rete: tra questi, Lucas ha studiato brevemente con Jean-Luc Godard e ha preso l’idea della Forza da 21-87, un corto d’avanguardia del canadese Arthur Lipsett. Tra i programmi di addestramento della polizia americana, la Forza è tra le parole più usate per ispirare giovani reclute.
Noel Castillo, negoziatore e force analyst, collezionista di action figures e modellini Star Wars, trova che le pagine de Il potere del mito di Joseph Campbell, redatte allo Skywalker Ranch di Lucas, ci mostrino “la via per accorgerci di quanto le nostre religioni e identità abbiano sempre un punto in comune, proprio come i cavalieri Jedi si battono per mantenere l’equilibrio nella Forza”. Purtroppo, aggiunge, nella vita di tutti i giorni “non sempre basta un trucco mentale da Jedi per portare a casa la pelle” e continuare il viaggio nella galassia. Per quello, ci penserà la Lucasfilm del futuro.
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