“Real” e il virtuale che non ha più confini. La recensione di Roberto Nepoti
di Roberto NepotiSessant’anni fa riscossero un grande successo di pubblico i mondo-movies, documentari italiani che se ne andavano per i continenti a cogliere gli aspetti più bizzarri e sensazionalistici delle diverse culture. Presentato a Locarno, nella sezione “Cineasti del presente”, Real di Adele Tulli è un mondo-movie del multiverso, un viaggio parabolico vertiginoso in quell’universo misto - reale e virtuale insieme - in cui ormai abitiamo. La differenza sostanziale è che la regista italiana non va alla ricerca dello strabiliante e del bizzarro: anzi, fotografa (con maestria) situazioni che stanno entrando sempre più nella normalità.
Alternati con la posa di cavi di fibra ottica e con immagini delle profondità oceaniche, ci mostra una smart city nei pressi di Busan, Corea, i cui abitanti delegano qualsiasi azione alla tecnologia, impartendo ordini a un “bixby” che li esegue prontamente; una camgirl che, nella solitudine della su…
Sessant’anni fa riscossero un grande successo di pubblico i mondo-movies, documentari italiani che se ne andavano per i continenti a cogliere gli aspetti più bizzarri e sensazionalistici delle diverse culture. Presentato a Locarno, nella sezione “Cineasti del presente”, Real di Adele Tulli è un mondo-movie del multiverso, un viaggio parabolico vertiginoso in quell’universo misto - reale e virtuale insieme - in cui ormai abitiamo. La differenza sostanziale è che la regista italiana non va alla ricerca dello strabiliante e del bizzarro: anzi, fotografa (con maestria) situazioni che stanno entrando sempre più nella normalità.
Alternati con la posa di cavi di fibra ottica e con immagini delle profondità oceaniche, ci mostra una smart city nei pressi di Busan, Corea, i cui abitanti delegano qualsiasi azione alla tecnologia, impartendo ordini a un “bixby” che li esegue prontamente; una camgirl che, nella solitudine della sua casa, offre al proprio pubblico esibizioni moderatamente erotiche; un rider in moto che fa consegne guardando lo schermo del suo smartphone e prendendo fotografie. Ma anche degli influencer tristi, consapevoli come sono della solitudine in cui si trovano, e alcuni gamers che tentano una cura disintossicante in un monastero. Tutto ciò senza che il film esprima giudizi morali o rimpianti, cosciente com’è che il nostro universo si è espanso, modificando la stessa nozione di realtà.
Per dirla con un avatar transessuale di Real, dovremmo cambiare la dicotomia mondo virtuale/mondo reale in mondo virtuale/mondo fisico. Bellissime le immagini che, ben diversamente dai mondo-movies, evocano il cinema sperimentale delle avanguardie anni 20.
Real
Regia di Adele Tulli
Voto: quattro stelle su cinque