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Centro sperimentale, in campo autori e registi: “Giuli nomini Amelio”

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Arriva l’indicazione per il dopo Castellitto. Barbareschi: “Posizione che non commento”
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Gianni Amelio. Le associazioni italiane degli autori, divise su molti fronti, fanno fronte comune nel consegnare il nome per la presidenza del Centro sperimentale di cinematografia. Lo hanno fatto con una lettera al consegnata venerdì al ministro Alessandro Giuli.

«Dopo le dimissioni del collega Sergio Castellitto, che ringraziamo per il lavoro svolto, le associazioni Anac, 100autori, Wgi, Aidac e Air3 – oltre 1500 autori - si sono consultate e, unanimamente, concordano nel candidare Gianni Amelio». Il regista, 79 anni, ha una filmografia immensa, l’ultimo titolo a Venezia è stato Campo di battaglia. «È un autore — spiega Francesco Martinotti di Anec — E riteniamo importante che in una scuola di cinema, dove si impara a diventare registi, il…

Gianni Amelio. Le associazioni italiane degli autori, divise su molti fronti, fanno fronte comune nel consegnare il nome per la presidenza del Centro sperimentale di cinematografia. Lo hanno fatto con una lettera al consegnata venerdì al ministro Alessandro Giuli.

«Dopo le dimissioni del collega Sergio Castellitto, che ringraziamo per il lavoro svolto, le associazioni Anac, 100autori, Wgi, Aidac e Air3 – oltre 1500 autori - si sono consultate e, unanimamente, concordano nel candidare Gianni Amelio». Il regista, 79 anni, ha una filmografia immensa, l’ultimo titolo a Venezia è stato Campo di battaglia. «È un autore — spiega Francesco Martinotti di Anec — E riteniamo importante che in una scuola di cinema, dove si impara a diventare registi, il presidente sia una figura prestigiosa, super partes. Quella di Amelio rientra in queste caratteristiche. Ha insegnato al Centro per dieci anni, con grande impegno e apprezzamento da parte di colleghi e studenti». Per non fare i conti senza l’oste, Martinotti assicura che «con Amelio ne abbiamo parlato. È chiaro che ha una grande affezione per il centro e una sua disponibilità passionale, che però va stimolata da conferme concrete. Non è lui che si fa avanti ma di certo non si sottrarrebbe».

Il regista Gianni Amelio

 

Dopo le dimissioni amare di Sergio Castellitto, il 13 novembre, sono circolati molti nomi, dal regista Michele Placido al filosofo Giordano Bruno Guerri al produttore Pietro Valsecchi. Luca Barbareschi a Repubblica aveva detto di «non aver ricevuto offerte o chiamate» ma di essere, nel caso, «pronto all’incarico»: un’autocandidatura che ha suscitato reazioni variegate. Il regista, impegnato a Ballando con le stelle, non commenta la lettera ma avrebbe preso l’iniziativa con sportività.

A lanciare per primo il nome di Amelio al Csc è stato Pupi Avati su Repubblica: «Servono presidenti con esperienza sul campo e grande amore per il cinema, come è stato Rossellini. Amelio è equilibrato e lo merita perché ha sempre fatto un cinema di qualità». Gli addetti ai lavori sono divisi tra chi punterebbe a una figura più artistica e chi, invece, vorrebbe una figura più manageriale. Gli autori ne approfittano per ribadire la richiesta di concertazione con il governo, negli argomenti che li riguardano: «Il Csc è un pilastro per il nostro mestiere — dice Martinotti — Pensiamo di poter contribuire a una scelta che sostenga le nuove generazioni». Gli allievi del Csc si sono ritrovati a cambiare tre presidenti in pochi anni, cosa che rischia di penalizzarne la formazione.

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