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Liza Minnelli si racconta: l’amore, la droga, i genitori. E la sua biografia diventerà una serie

Il memoir arriverà nelle librerie nella primavera del 2026 ma c’è già l’accordo per trasformare la storia della diva di “Cabaret” e “New York New York” in uno show tv
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Judy, il film che raccontava trionfi e cadute di sua madre Judy Garland, che è valso un Oscar a Renée Zellweger che la interpretava, ha scelto di non guardarlo dicendo che i fan potevano semplicemente “rivedere i suoi film”. Ora però Liza Minnelli ha deciso che la storia della sua vita la racconterà lei stessa, un po’ come ha fatto il suo amico Elton John con Rocketman.


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Però se sarà onesta come Sir John racconterà tutto e sarà qualcosa veramente da ricordare. L’attrice e cantante, figlia di Judy Garland e Vincent Minnelli, sta scrivendo la sua autobiografia che uscirà nelle librerie nella primavera del 2026, quando compirà 80 anni, ma da quel memoir si sta già progettando una serie tv. Che l’attrice di Cabaret e New York New York ha affidato al suo ex agente e amico Sam Haskell.

Con Elton John alla prima del musical "Billy Elliot" 

Minnelli: “Rimuoviamo lo stigma dalla dipendenza”

“Sam è stato un caro amico e una parte fondamentale della mia vita professionale, non potrei pensare a un collaboratore più adatto per questo progetto incredibilmente personale – ha dichiarato l’artista premio Oscar – Non vedo l’ora di condividere la mia storia con il mondo. Non affiderei questa storia a nessuno oltre a Sam. La mia convinzione è sempre stata: “Raccontala quando me ne sarò andata!” La dipendenza dalle droghe non riguarda la forza di volontà o la perseveranza. Riguarda il cablaggio del nostro cervello, il modo in cui la genetica influisce sulle nostre vite e su quelle di coloro che amiamo... ed è giunto il momento di rimuovere la vergogna e lo stigma. Sono grata di sperimentare la longevità lavorando sul recupero ogni giorno della mia vita”.

Liza Minnelli sul set de 'L'allegra fattoria' con sua mamma Judy Garland che prende il té, 1950 

Figlia d’arte tra cinema e musica

Nata a Los Angeles nel 1946, figlia di due star come la ex enfant prodige del Mago di Oz e È nata una stella e il regista di Un americano a Parigi e Incontriamoci a St. Louis, cresce nella dorata Hollywood lontana dal padre e con la madre preda di alcolici e stupefacenti, ma è destinata a diventare una star. È proprio la madre a spingerla sul palcoscenico di Broadway a 16 anni e poi a duettare con lei a Londra. In Europa conosce il cantautore australiano Peter Allen che sarà il primo dei suoi quattro mariti. Dopo il successo con la musica e il teatro, che le valgono sei statuette tra Emmy e Grammy, negli anni Sessanta approda anche al cinema.

Due film per entrare nella storia del cinema

Le bastano due film per entrare nella leggenda di Hollywood: nel 1973 vince l'Oscar come migliore attrice per Cabaret di Bob Fosse, nel 1977 è Martin Scorsese a dirigerla al fianco di Robert De Niro in New York, New York: la canzone scritta da John Kander rimane un simbolo inossidabile della Grande Mela. Per Liza una grande emozione perché si ritrovò a lavorare negli studi della Mgm dove lavorava mamma Judy (morta nel '69) addirittura con la stessa parrucchiera e lo stesso camerino. Il film però non ebbe successo né di pubblico né di critica ed è grazie alla cover che fece poi Frank Sinatra che New York, New York è diventato l'inno della città che non dorme mai e ha fatto diventare la storia della cantante Francine Evans e del sassofonista Jimmy Doyle un cult. "È stato bello finché è durato" recitava lo slogan del film.

"Da bambina tra alti e bassi sono stata molto felice”

"Uno dei più grandi equivoci su mia madre è che non mi abbia dato un'infanzia felice - ha avuto modo di raccontare l'artista - Sicuramente c'erano alti e bassi, ma posso dire di essere stata molto felice. Se le persone scelgono di crederci o no, dipende da loro, ma so di essere stata felice. Guardando indietro so che non è stata un'infanzia regolare ma per me lo era". Certo l'infanzia non è stata quella del tipico bambino americano, cresciuta negli studi della Mgm dove entrambi i genitori erano di casa, fino al divorzio nel 1952 e poi la vita divisa fra il grande regista di cinema che nascondeva a Los Angeles la sua omosessualità e la ragazza della porta accanto che Hollywood aveva rovinato con le pillole per dormire. Da adolescente Liza è stata mamma per la sua mamma, che lottava con la depressione e la dipendenza (morirà che lei ha soltanto 23 anni), ma è grazie a tutti quei palcoscenici che la ragazza cresciuta sui set capisce la sua vera passione: cantare, ballare, recitare. "And I'm gonna make a brand-new start of it, right there in old New York / You better believe it, folks / You always make it there, you make it anywhere”.

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