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Aaron Taylor-Johnson: “Il mio Kraven è un gangster movie, diverso dalla folla dei supereroi"

L’attore entra nell’universo Marvel con il suo brutale cacciatore ed è favorito come prossimo Bond

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Tra le promesse più luminose per il 2025 spicca il nome di Aaron Taylor-Johnson, attore che incarna la rara capacità di spaziare con naturalezza tra ruoli intensi, emotivamente stratificati, e personaggi fisicamente impegnativi.

Mentre è da tempo indicato come il prossimo James Bond, l’attore è protagonista di Kraven il cacciatore, in sala con Eagle, in cui Taylor-Johnson abbraccia la complessità di un antieroe feroce e segnato dai propri demoni. A interpretare il padre è Russell Crowe.

I demoni di Kraven, antieroe tormentato e violento

Kraven il cacciatore è un film che, come sottolinea Aaron Taylor- Johnson, vuole distinguersi in un panorama affollato di storie di supereroi. Nell’intervista che abbiamo fatto su zoom racconta: “E’ proprio quello che lei dice: quando hai un mondo di così tanti tipi di film diversi, vuoi davvero distinguerti. E questo sembra davvero un film a sé. È un vero e proprio gangster movie e un dramma familiare. C'è molto cuore e c’è molta anima in questo film. E penso che abbiamo preso un personaggio dei fumetti che amavamo, abbiamo visto quanto fosse traumatizzato, come se avesse dei demoni interni. Un passato che volevamo scoprire: come ha fatto a procurarseli? Quindi siamo tornati a raccontare questa storia ambientata molto prima di tutti i fumetti che avete letto. Lui e il fratello sono entrambi un prodotto di questa sorta di mondo tossico in cui sono cresciuti con il loro padre gangster e non vogliono avere nulla a che fare con il business. Vogliono uscire. Perché non c'è amore lì. E tutto ciò che hanno sono l'uno per l'altro”.

“Quindi – prosegue Aaron - lui va avanti per conto suo e diventa un uomo, è arrabbiato, intraprende questo viaggio di una sorta di follia omicida malvagia che lo porta a diventare molto peggio di suo padre. E’ davvero interessante, c sono personaggi iconici con look iconici”. Dal punto di vista fisico la sfida è stata grande “Ho appena visto il film di nuovo ieri con J.C., e sono super eccitato. Ne sono davvero orgoglioso. Ci sono tre anni di sviluppo per costruire questo personaggio che abbiamo messo a punto in un modo che sembra avere emozioni e profondità e un'azione pazzesca. È vietato ai minori, è sanguinoso, è cruento nel modo in cui deve essere per raccontare il viaggio di quest'uomo”.

Una carriera tra versatilità e profondità

Aaron Taylor-Johnson è uno degli attori britannici più interessanti della sua generazione, capace di passare con disinvoltura da ruoli leggeri e d’azione a interpretazioni intense e drammatiche. Nato il 13 giugno 1990 a High Wycombe, nel Regno Unito, inizia a recitare giovanissimo, debuttando sul piccolo schermo in serie britanniche prima di farsi notare in film come Nowhere Boy (2009), in cui interpreta un giovane John Lennon. La pellicola segna non solo una svolta nella sua carriera ma anche l'inizio di un rapporto personale e professionale cruciale con la regista Sam Taylor-Wood (poi Johnson), che diventerà sua moglie l'anno successivo. Dopo il successo di Nowhere Boy, Aaron diventa un volto sempre più richiesto, capace di interpretare personaggi complessi e variegati. Da Kick-Ass (2010), dove dà vita a un improbabile supereroe, a Savages (2012) di Oliver Stone, dove si muove in un contesto più oscuro e violento, Aaron dimostra di sapersi adattare a ruoli che richiedono fisicità e profondità emotiva. Nel 2016 arriva uno dei momenti più significativi della sua carriera con Animali notturni di Tom Ford, presentato alla Mostra di Venezia, in cui il suo ruolo di un criminale inquietante e disturbante gli vale un Golden Globe come miglior attore non protagonista.

Tra i blockbuster, spiccano Godzilla (2014) e Avengers: Age of Ultron (2015), in cui interpreta il superveloce e sfortunato Quicksilver, fratello Wandavision. Nonostante il successo commerciale di queste pellicole, Aaron non si lascia intrappolare nei ruoli da action star e continua a scegliere progetti d’autore come Outlaw King – Il re fuorilegge (2018) e A Million Little Pieces (2019), diretto proprio da Sam Taylor-Johnson.

Il legame personale e artistico della coppiaTaylor-Johnson

Il rapporto tra Aaron e Sam Taylor-Johnson è una delle storie più raccontate di Hollywood. Si incontrano sul set di Nowhere Boy quando Aaron ha 18 anni e Sam, 42. La loro unione ha attirato l’attenzione per la significativa differenza d’età, ma entrambi hanno sempre affrontato le critiche con discrezione e fermezza. Insieme, hanno costruito una famiglia (hanno due figlie) e collaborato a progetti cinematografici, come A Million little pieces, dove la regia di Sam si unisce all’intensità interpretativa di Aaron in una storia dura e personale.

Con Kraven il cacciatore, Aaron è tornato all'universo Marvel, ma il suo nome è associato al ruolo di James Bond, un’eventualità che confermerebbe ulteriormente la sua capacità di incarnare icone senza perdere la sua unicità. La carriera di Aaron Taylor-Johnson continua a sorprendere per le sue scelte coraggiose e diversificate, mentre il legame con Sam Taylor-Johnson dimostra come un sodalizio che non si lascia intimidire dall’opinione pubblica possa arricchire anche la dimensione artistica.

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