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Geppi Cucciari: “Ho sempre riso di me stessa. Mi offendo se i fan dicono stupiti: sei intelligente”

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L’attrice nel cast di “Diamanti”, il film di Ferzan Ozpetek campione di incassi del cinema delle feste. Il sogno di un ruolo drammatico, la gavetta a teatro, l’autoironia, gli incontri con Mattarella, i nuovi progetti. “Sanremo? Conti non mi ha cercata. Ma se fai tv non puoi non sognare il festival”
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ROMA – Tra i Diamanti di Ferzan Ozpetek – che ha superato la commedia di Siani-Pieraccioni diventando il film italiano più visto delle festività di fine anno – c’è Geppi Cucciari, che realizza il sogno d’infanzia di recitare in un film drammatico. Nel 2025 riprende la sua intensa agenda televisiva, tra cui Splendida cornice e Lol. Si racconta, sincera, brusca, buffa, profonda.

Com’è nato il rapporto con Ozpetek?

“L’ho conosciuto vent’anni fa al Festival di Tavolara, ci siamo incrociati altre volte. C'è sempre stato un rapporto rispettoso, distante, di affetto reciproco. Poi, a maggio di quest’anno, quando è uscito il suo libro, lo abbiamo invitato a Splendida cornice. Avevo letto che, quando sceglie qualcuno per i suoi film, non fa provini: se pensa a una persona, la invita a cena e vede cosa nasce dall’incontro. Così, durante la puntata, ho preparato una cena turca per lui, il momento “cortesie per gli Ozpetek”, con tanto di tavola imbandita e canzone di Mina. Per provare a conquista…

ROMA – Tra i Diamanti di Ferzan Ozpetek – che ha superato la commedia di Siani-Pieraccioni diventando il film italiano più visto delle festività di fine anno – c’è Geppi Cucciari, che realizza il sogno d’infanzia di recitare in un film drammatico. Nel 2025 riprende la sua intensa agenda televisiva, tra cui Splendida cornice e Lol. Si racconta, sincera, brusca, buffa, profonda.

Com’è nato il rapporto con Ozpetek?

“L’ho conosciuto vent’anni fa al Festival di Tavolara, ci siamo incrociati altre volte. C'è sempre stato un rapporto rispettoso, distante, di affetto reciproco. Poi, a maggio di quest’anno, quando è uscito il suo libro, lo abbiamo invitato a Splendida cornice. Avevo letto che, quando sceglie qualcuno per i suoi film, non fa provini: se pensa a una persona, la invita a cena e vede cosa nasce dall’incontro. Così, durante la puntata, ho preparato una cena turca per lui, il momento “cortesie per gli Ozpetek”, con tanto di tavola imbandita e canzone di Mina. Per provare a conquistarlo gli ho detto che sognavo di lavorare con lui e l’avevo già invitato a vedermi a teatro con Perfetta, monologo scritto da Mattia Torre. Qualche giorno dopo mi ha vista a Napoli, a teatro, e poi mi ha detto: giro a luglio, ma il cast è chiuso. Se si libera un posto ti chiamo. È successo”.

Geppi Cucciari (la terza da sinistra) con le attrici di "Diamanti", il film di Ferzan Ozpetek in questi giorni al cinema 

Ed è diventata Fausta, un ruolo che sembra cucito su misura per lei.

“Ferzan organizza letture prima del set, sia collettive sia individuali. Fausta era già la sarta che vive nella casa delle donne, fuggita da una situazione di violenza domestica. Abbiamo lavorato insieme al personaggio, liberi di aggiungere qualcosa di nostro. Sul set ogni proposta veniva valutata e provata. Fino a che la scena non era conclusa, potevi aggiungere o improvvisare. Un bel modo di lavorare”.

L’atmosfera sul set? Lei ha aperto una chat con le colleghe.

“Sono nemica acerrima dei gruppi su WhatsApp, ma appena finito di girare ne ho creato uno con le attrici della sartoria, con cui ho condiviso ore, giorni e notti. Mi sono trovata catapultata per un mese e mezzo a Roma, a 42 gradi, vestita con abiti autunnali, insieme a tantissime altre che conoscevo poco o nulla. Questo film è stata una delle esperienze umane, affettive ed emotive più intense che abbia mai vissuto”.

So che Luisa Ranieri ha portato la moka e ordinato un condizionatore…

“Preparava un thermos di caffè ogni mattina. Lunetta portava l’olio dalla Puglia. Non c’era una pausa pranzo: quando si mangiava, lo si faceva davvero. Tutti erano gentili, dentro e fuori dal set. Un ragazzo veniva ogni mattina alle 4.30 con una spremuta d’arancia: non ho avuto il coraggio di dirgli che non la digerisco, la bevevo per non sembrare ingrata. Io, con la pressione bassa, mi accasciavo ovunque, e c’era sempre una collega pronta con acqua e zucchero. Ci siamo sempre sostenute a vicenda. Alcune hanno avuto problemi più seri: Mara, ad esempio, ha avuto un problema all’occhio durante le riprese ed è stata in ospedale. Siamo diventate sorelle, altro che rivali”.

Quando ha rivisto il film?

“Sono talmente severa con me stessa che non riesco a godermi i progetti in cui sono coinvolta a livello professionale. Ma noi ragazze della sartoria siamo come un coro greco, un personaggio unico con diversi sapori e dolori. Non ho guardato me stessa, ma tutte noi. Ho amato questo film e il modo in cui Ferzan ha scelto di raccontare e amare queste donne, rappresentandole nelle loro diversità, nei problemi sociali, nei drammi familiari, nel lavoro, nell’amicizia, nell’indipendenza, nella maternità, nella preoccupazione per la salute mentale di un figlio, negli amori svaniti, nel tempo perso, nel lutto... Ognuna porta con sé una storia che risale agli anni '70, ma sono storie senza tempo”.

Una generazione a cui appartenevano anche le donne della sua famiglia. Lei ha detto di aver ricordato sua madre.

“Mamma era una grande ricamatrice, bravissima con la tecnica dell'intaglio. Faceva tovaglie, lenzuola, lavorava a maglia e all’uncinetto. Io ho un corredo incredibile: copriletti straordinari, tovaglie e lenzuola che tocco con rispetto e uso solo con le persone che amo. Alcuni ricami risalgono addirittura a mia nonna, che aveva un telaio in casa, con quel lino spesso che ormai è difficile da trovare. Purtroppo, non ho mai imparato a ricamare: sul set facevo solo il punto catenella, sono molto forte in quello. Rispetto al mio personaggio, mia madre aveva una storia più tradizionale: si è sposata giovane con mio padre, ha avuto tre figli, ma ha anche studiato a Roma, insegnato educazione fisica e lavorato sempre, ricamando e facendo la mamma, la moglie, l’amica, la cugina, la zia e la madrina. Era tutto”.

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Con "Diamanti" ha realizzato un sogno.

“Sì. Ho sempre ambito al cinema. Ho fatto qualche film, ma erano molto più leggeri di questo. Mi piacerebbero ruoli più drammatici”.

Mai fatto provini?

“Da bambina volevo già studiare per diventare attrice, ma i miei non mi sostenevano e ho assecondato quella la vita. Poi ho capito che il cabaret poteva essere un sostituto dello studio teatrale: ti porta su un palco, di fronte a un pubblico, in modo autonomo e veloce. Mi sono trasferita a Milano, ho iniziato a fare cabaret, ho incontrato un pubblico. Solo dopo ho ripensato a voler essere anche un’attrice drammatica. Ma all’inizio il mio istinto mi portava verso la leggerezza”.

Era una di quelle che a scuola faceva ridere?

“Ho sempre avuto il senso della battuta e il coraggio di azzardare una parola in più invece che in meno. Da bambina prendevo in giro prima di tutto me stessa, e così gli altri accettavano meglio le mie prese in giro. Se sei ironico solo con gli altri, puoi sembrare scortese. Però, a volte, sono scontrosa e sbrigativa anche nella vita, purtroppo. Oggi, in radio e tv, ho una grande squadra di autori, ma c’è sempre un momento in cui sono io: parte l’improvvisazione, ascolto, reagisco e mi riunisco con il pubblico”.

Momenti duri?

“Ho fatto poca gavetta, ma ricordo serate difficili, con gente che era nel locale a prescindere dal mio spettacolo e non facile da conquistare. Oppure centri commerciali dove nessuno ti ascolta e devi farti forza. Sono esperienze che non dimentichi. Da lì arriva la gratitudine infinita per chi oggi viene a vedermi a teatro”.

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Teatro, radio, tv, cinema: il 2024 è stato un anno intenso. La puntata memorabile di “Splendida cornice”?

“Quella con il mio ospite impetuoso, Nicola Piovani, due anni fa. Il programma non esisteva ancora, eppure lui accettò di essere ospite. Non lo dimenticherò mai: ci parlava di Fellini, e io gli cantavo in faccia i Lunapop. Un successo”.

Un ospite coriaceo?

“Se ci fosse, non lo rivelerei. Qualcuno mi ha messo in difficoltà, ma lo tengo per me. Magari non sono riuscita a farlo sentire come avrebbe voluto”.

Lei e Mattarella? Al Quirinale vi siete incontrati più volte.

“Sono state frequentazioni istituzionali. Credo però si percepisca l’ammirazione e il rispetto affettuoso che nutro nei suoi confronti. Una volta mi ha premiato come “spacciatrice” dell’arte per il mio impegno nel campo culturale. Mi sono molto commossa”.

(ansa)

Progetti del 2025?

“Sopravvivere con garbo alle occasioni e agli incontri della mia vita. Continuare a fare quello che faccio con uno stupore sempre nuovo. In questo nuovo anno concluderò Splendida cornice, lo spettacolo teatrale e la radio. E poi ho partecipato a Lol”.

Com’è stata l’esperienza?

“Difficile, ma anche molto bella e formativa. Quanto alla tentazione della risata, devo dire che aiuta avere una faccia come la mia, che sembra quella di una a cui hanno appena rubato in casa. È stato difficile resistere alle seduzioni comiche dei miei compagni di viaggio. Per me è stato come tornare alle origini, quelle della comicità assoluta e della leggerezza totale. Io vengo da lì. È bellissimo usare la comicità come linguaggio e non solo come contenuto. Lo faccio in programmi come Un giorno da pecora, Splendida cornice e anche in Per un pugno di libri. Con Diamanti spero che qualcuno possa vedermi sotto una luce diversa. Mi piacerebbe molto continuare con il cinema, ma a volte la vita va diversamente da come ti aspetti”.

Cosa le dicono le persone quando la fermano?

“La cosa che mi dicono più spesso, e che mi fa sorridere, è: come sei intelligente. Lo dicono con uno stupore quasi preoccupante e un po’ offensivo. Penso che piaccia il mio modo di interagire in situazioni istituzionali con un po’ di disincanto, rompendo qualche schema”.

La famosa vicenda allo Strega con l’ex ministro Sangiuliano e i libri non letti è ormai un capitolo chiuso?

“Mi sono già espressa in maniera definitiva su questa vicenda. Saremo, nostro malgrado, legati nell’altrui memoria”.

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Nel suo 2025 ci sarà Sanremo?

“Lo seguo sempre da spettatrice. Fin da ragazzina lo guardavo con passione”.

Cantanti che le piacevano?

“Mi folgorò Luca Barbarossa, che ho ritrovato in Diamanti. Mi colpirono anche Zucchero e Vasco. Ero pazza di un gruppo chiamato Level 43. Ero totalmente innamorata di Mark King”.

È già stata a Sanremo.

“Sì, sono stata ospite con Carlo Conti e Maria De Filippi. Feci un intervento di dieci minuti. Maria è stata la prima a darmi fiducia facendomi condurre un programma in prima serata, Italia’s got talent. Sono stata anche spesso ospite ad Amici”.

(ansa)

Carlo Conti non l’ha chiamata per quest’anno?

“No”.

Se lo facesse?

“Sanremo è un viaggio che chi ama la televisione non può che sognare”.

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