Dalla serata dei Golden Globe era uscito scornato, entrato con cinque nomination e uscito senza niente, ora però Anora, la commedia sulla sex worker Ani, firmata dal regista indie Sean Baker, sta incassando una serie di riconoscimenti che potrebbero accompagnarlo all’Oscar per il miglior film.
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La campagna degli Academy Award può riservare sorprese (ricordate l’anno in cui vinse Coda il film sulla famiglia sorda?) e se poche settimane fa i favoriti sembravano essere Emilia Pérez e The Brutalist ora i giochi sembrano essere cambiati. Dopo aver vinto venerdì sera i Critics Choice Award (rinviati per via dei roghi), il film – già Palma d’oro a Cannes – nella stessa sera ha incassato due riconoscimenti di peso. Per i colleghi della Directors Guild of America (Dga), il sindacato dei registi Baker è il miglior cineasta dell'anno, mentre la Producers Guild (i produttori), ha scelto il suo ultimo lungometraggio come opera migliore del 2024.
La trama
Ani è una ventitreenne spregiudicata, esperta di lapdance e lontanissima dal cliché della prostituta sfruttata, conosce i suoi diritti sindacali (anche se non li ha) e le sue unghie a farfalla sono pronte a graffiare. È una sex worker e ha tutte le carte per fare la sua strada. Quando una sera un cliente chiede una ragazza che parli russo (“mia nonna emigrata in America non ha mai imparato l’inglese”) conosce Vanya, di un paio di anni più giovane, figlio di un oligarca, una villa col garage pieno di motori nella Little Odessa di Coney Island. Potrebbe essere una nuova Pretty Woman ma invece è una commedia rocambolesca realistica e a tratti surreali quando Ani, il giovane russo e il gruppo di amici arriva a Las Vegas. Il film con protagonista la giovane Mikey Madison torna nelle sale italiane, forte di tutti questi premi, il 20 febbraio.
I premi
La Dga ha mancato il vincitore dell'Oscar per la miglior regia solo otto volte nelle 76 edizioni passate. Quest'anno, ha preferito Baker a Jacques Audiard per Emilia Pérez - nel vortice delle polemiche per i tweet razzisti dell'attrice protagonista-, a Edward Berger per Conclave, Brady Corbet per The Brutalist e a James Mangold per A Complete Unknown. Tutti tranne Berger saranno avversari anche il 2 marzo al Dolby Theatre, dove si aggiungerà - unica donna - la regista di The Substance, Coralie Fargeat. "La mia sindrome dell'impostore sta salendo alle stelle in questo momento, così come i miei livelli di cortisolo", ha detto Baker accettando il trofeo della Dga al Beverly Hilton hotel. "Siamo riusciti a realizzare un film con 6 milioni di dollari, a girarlo su pellicola a New York nel 2023: qualcosa di praticamente impossibile. È un grande onore essere riconosciuto dai miei colleghi".
Ai Pga, un'ora dopo e a un chilometro di distanza, Baker ha sgominato The Brutalist, A Complete Unknown, Conclave, Dune 2, Emilia Pérez, A Real Pain, September 5, The Substance e Wicked. Nelle passate 21 edizioni, i produttori hanno indicato il titolo che poi ha vinto l'Oscar per miglior film per ben 16 volte. Nel suo discorso all'hotel Fairmont Century Plaza, ha elogiato i produttori Alex Coco e Samantha Quan: "Li ho visti fare miracoli giorno dopo giorno. Non mi hanno mai detto di no. Hanno risolto tutto", ha detto.