✕

James Bond, la famiglia Broccoli cede a Amazon. La dinastia di Hollywood che ha creato il mito

(reuters)

Ascolta l'audio

Dopo aver acquistato lo studio madre del franchise, la società ottiene il “controllo creativo”. La storia del patriarca “Cubby” Broccoli che varrebbe un film a sé
4 minuti di lettura

ROMA – Partiamo da un dato incontrovertibile: James Bond è morto. Nell’ultimo film realizzato – No time to die, ormai quattro anni fa – 007 si lascia ammazzare nel finale, consapevole di aver salvato il mondo per l’ennesima volta. A questo punto, i casi sono due: o resuscita, come qualcun altro prima di lui, o si va indietro nel tempo e a quel punto non ci sono limiti. Si potrebbe anche fare un film su James Bond da bambino, perché no? Non è quello il problema. Il problema, da oggi, è che Bond ha cambiato padrone. No, non parliamo dei servizi segreti di Sua Maestà. Parliamo degli storici produttori che da sempre controllano il franchise di maggior successo dell’intera storia del cinema. Parliamo dei Broccoli (con la maiuscola: tra poco parleremo anche dei broccoli con la minuscola). La notizia è la seguente: la famiglia Broccoli ha deciso, dopo 63 anni, di cedere ad Amazon il “controllo creativo” della serie ispirata ai romanzi di Ian Fleming. Quindi i prossimi film, se ci saranno, e …

ROMA – Partiamo da un dato incontrovertibile: James Bond è morto. Nell’ultimo film realizzato – No time to die, ormai quattro anni fa – 007 si lascia ammazzare nel finale, consapevole di aver salvato il mondo per l’ennesima volta. A questo punto, i casi sono due: o resuscita, come qualcun altro prima di lui, o si va indietro nel tempo e a quel punto non ci sono limiti. Si potrebbe anche fare un film su James Bond da bambino, perché no? Non è quello il problema. Il problema, da oggi, è che Bond ha cambiato padrone. No, non parliamo dei servizi segreti di Sua Maestà. Parliamo degli storici produttori che da sempre controllano il franchise di maggior successo dell’intera storia del cinema. Parliamo dei Broccoli (con la maiuscola: tra poco parleremo anche dei broccoli con la minuscola). La notizia è la seguente: la famiglia Broccoli ha deciso, dopo 63 anni, di cedere ad Amazon il “controllo creativo” della serie ispirata ai romanzi di Ian Fleming. Quindi i prossimi film, se ci saranno, e soprattutto la scelta del prossimo Bond, se ci sarà, passano nelle mani del colosso Amazon. E pensando a quello che ha combinato Amazon con un altro franchise popolarissimo, Il signore degli anelli di Tolkien, i fan stanno già facendo gli scongiuri.

'Being James Bond', Daniel Craig racconta il suo 007 - trailer

Quando parliamo dei Broccoli, parliamo di Barbara Broccoli e di Michael G. Wilson, che dagli anni ’70 producono in proprio la serie. Precisamente da La spia che mi amava, 1977, con Roger Moore: il numero 10 della saga. In precedenza i primi nove film erano stati prodotti dalla premiata ditta Saltzman & Broccoli. Facciamo un po’ d’ordine. Harry Saltzman (1915-1994, canadese di origine ebrea) e Albert Romolo “Cubby” Broccoli (1909-1996, statunitense di origine italiana) sono i due produttori che partono nel 1962 con Agente 007 Licenza di uccidere. Il primo, con Sean Connery.

Saltzman se ne va dopo L’uomo con la pistola d’oro, 1974: il numero 9, già con Moore. Assieme al mitico “Cubby” entrano in ditta la figlia Barbara, classe 1960, e Michael G. Wilson, classe 1942. Quest’ultimo è il meno noto di tutta la banda ed è anch’egli un Broccoli: è figlio di primo letto di Dana Broccoli, moglie di “Cubby”, quindi è fratellastro di Barbara. Suo padre, Lewis Wilson, era un attore e fu il primo, dal ’43 in poi, a interpretare sullo schermo il personaggio di Batman in una fortunata serie tv. Sempre supereroi.

Noi siamo abituati a dare 007 per scontato. Fa parte del paesaggio da quando siamo nati, o quasi. Ma non è sempre stato così. Per anni e anni i romanzi di Ian Fleming erano stati rifiutati sia dal cinema, sia dalla tv. Negli anni ’50 erano troppi pieni di sesso e di turpiloquio. Ci volevano gli anni ’60, e il clima della Guerra fredda, perché il cinema si sentisse pronto. E nulla sarebbe successo senza Saltzman & Broccoli. Se è lecito tentare di individuare gli “autori” della serie, a parte naturalmente Fleming, sono loro due, assai più dei registi – che sono quasi sempre stati dei brillanti tecnici, per non parlare di “yes men”, eccezion fatta per Sam Mendes e forse per Michael Apted – e anche più degli attori. Non è un caso che, prima o poi, quasi tutti gli interpreti di Bond – a cominciare da Connery – si siano stufati del personaggio. Invece Saltzman e Broccoli lo amavano profondamente e lo hanno modellato molto al di là dell’apporto e dell’ispirazione di Fleming. E non a caso.

Saltzman era quasi sicuramente una spia. Durante la Seconda guerra mondiale fu reclutato dall’OSS, l’Office of Strategic Services che poi, a conflitto finito, sarebbe divenuto la CIA. Che cosa abbia combinato Saltzman durante la guerra è sempre rimasto top secret. Si sa, invece, che nel 1938 si trovava nella Germania nazista, lui ebreo, ufficialmente per fare il suo lavoro (di copertura? Molto probabilmente sì): reclutare artisti tedeschi per i vaudeville, i circhi e i cabaret americani. Un giorno a Berlino ricevette una visita della Gestapo: volevano capire perché stesse acquistando decine di biglietti per navi in partenza per l’America. Saltzman riuscì a intortarli: quei biglietti servivano a spedire fuori dalla Germania un congruo numero di artisti ebrei. A suo modo, è stato un eroe.

Broccoli invece era un paisà della più bell’acqua. La sua nonna materna era arrivata a Ellis Island alla fine dell’Ottocento. Suo padre, Giovanni Broccoli, era già in America e lavorava a stretto contatto con Pasquale Di Cicco, un altro “dago” – gli italiani, allora, li chiamavano così – che, ci crediate o meno, fu l’uomo che introdusse in America la coltivazione… dei broccoli. “Cubby” crebbe assieme al figlio di Pasquale, Pat Di Cicco, e fu quest’ultimo a dargli quel soprannome, ispirato a un personaggio dei fumetti, e a farlo venire a Hollywood. Pat era il “corrispondente” nella Mecca del cinema di un altro italiano abbastanza famoso: Lucky Luciano. Grazie a queste amicizie importanti “Cubby” trovò da lavorare come buttafuori in vari locali e pian piano divenne uno dei tirapiedi del miliardario pazzo Howard Hughes. Sul set di Il mio corpo ti scalderà doveva fare la guardia del corpo di Jane Russell, la giovane diva per la quale Hughes aveva perso la testa. Ci sono mestieri peggiori.

Con questi passati a dir poco turbolenti non stupisce che sia Saltzman, sia Broccoli leggano i romanzi di Fleming e trovino il personaggio di Bond – che nei libri è più violento e più erotomane che nei film – molto affascinante. Entrambi tentano di acquistarne i diritti più o meno nello stesso momento: e invece di litigarseli, fanno società. Il resto è storia. Molti attori che hanno lavorato per loro, o che sono stati provinati per i ruoli – quindi, praticamente TUTTI gli attori britannici su piazza – li hanno descritti come una coppia perfetta. Il poliziotto buono (Broccoli) e il poliziotto cattivo (Saltzman). Michael Caine: “Cubby era il simpaticone che ti accendeva una sigaretta, Harry il bastardo che te la faceva saltare di bocca con un cazzotto”. George Lazenby (007 in un solo film, Al servizio segreto di Sua Maestà, per sua scelta): “Due splendidi imbroglioni. Quando incontrai Harry nel suo ufficio, la prima volta, parlava al telefono con i piedi sulla scrivania. Era famoso per fingere di parlare al telefono con chiunque. Pensava che mi sedessi e aspettassi, buono buono. Mi misi alla finestra dandogli le spalle, e poi feci per andarmene. Allora mi diede retta. Siccome facevo il modello, era convinto fossi gay. Per verificare mi mandò a casa, per cena, un suo assistente con due squillo. Fu una serata divertente”. Terence Stamp: “Mi sarebbe piaciuto molto fare Bond, ma al primo incontro con Cubby e Harry esposi alcune mie idee su come modulare il personaggio. Non mi richiamarono mai. Tutto volevano, meno un attore che avesse delle idee”.

Ed è vero: le idee le avevano loro due. La figlia e il figliastro di “Cubby”, Barbara e Michael, le hanno portate avanti. Ora è difficile immaginare cosa succederà nelle grinfie di Amazon. Avendo visto un Signore degli anelli assurdamente multietnico, aspettiamoci finalmente un Bond nero, o una Bond donna. In fondo Il signore degli anelli si ispira all’opera di un grande scrittore mentre quelli di Fleming, per altro ampiamente esauriti, sono romanzi da quattro soldi. Amazon può fare, e farà, ciò che vuole.

Leggi i commenti