Valeria Golino e “L’arte della gioia”: “Il mio inno alla disobbedienza”
a cura della redazione Spettacoli"L'Arte della Gioia è un inno alla libertà, all'autocoscienza e all'autodeterminazione, ma anche al dissenso e alla disobbedienza, non si redime mai, non ha sensi di colpa. Personalmente non credo ci sia messaggio più forte e contemporaneo. Ma L'arte della gioia è anche un grande lavoro di contaminazioni visive e culturali, dotato di raro senso di libertà". A dirlo Valeria Golino, regista e co-sceneggiatrice de L'arte della gioia, in esclusiva su Sky e in streaming su Now dal 28 febbraio, serie Sky Original in sei puntate, trasposizione televisiva dell'omonimo romanzo postumo della scrittrice siciliana Goliarda Sapienza (edito da Einaudi), rifiutato per tanto tempo dalle case editrici italiane fino a raggiungere il successo all'estero.
"Era spaventoso - prosegue Valeria Golino - fare questa trasposizione dal libro. Inizialmente volevo farne un film, ci abbiamo lavorato per mesi senza riuscire a trovare la quadra, perché il libro racconta tantissime cose: la disobbedienza di Modesta e quella letteraria di Goliarda Sapienza. Riuscire a farne qualcosa che avesse un senso compiuto dentro un film era difficile, abbiamo deciso quindi di farne una serie".
"Modesta uccide delle persone, che rappresentano anche dei simboli. Il personaggio di Rocco (l'autista di casa Branciforte) è inventato rispetto al libro, perché avevamo bisogno di dare rivali a Modesta, che nel libro non ha. Lei nel libro non viene scoperta e messa in pericolo, abbiamo voluto metterle degli ostacoli”, ha aggiunge Golino
Presentata in anteprima allo scorso Festival di Cannes e arrivata in sala in due parti la scorsa estate. L'arte della Gioia è stata presentata al cinema Barberini di Roma dalla regista con tutto il cast tra cui Tecla Insolia nei panni della giovanissima Modesta, protagonista spregiudicata, sensuale e coraggiosa, Valeria Bruni Tedeschi interpreta la principessa Gaia Brandiforti, Guido Caprino nei panni di Carmine, l'uomo che gestisce le terre della villa dei Brandiforti e Jasmine Trinca nella serie Leonora, madre superiora del convento in cui Modesta verrà accolta ancora bambina. Nel cast anche Alma Noce che interpreta Beatrice, la più giovane della famiglia Brandiforti, mentre Giovanni Bagnasco è invece Ippolito, figlio di Gaia e unico vero erede dei Brandiforti e Giuseppe Spata interpreta Rocco, autista dei Brandiforti.
Tecla Insolia racconta: "Il mio è un personaggio complesso, che si muove sugli eccessi, è il sogno di ogni attore. Sentivo la responsabilità, ma ha trovato forma nell'ambiente in cui mi trovato. Mi sto rendendo conto che non sempre è così. Valeria è stata fondamentale, respingeva la volgarità ed è riuscita ad essere non solo regista, di fatto era ogni personaggio".
Scritta da Valeria Golino, Luca Infascelli, Francesca Marciano, Valia Santella e Stefano Sardo L'Arte della Gioia racconta la drammatica e avventurosa vita di Modesta, nata in Sicilia il primo gennaio del 1900 da una famiglia povera. Fin dall'infanzia, animata da un insaziabile desiderio di conoscenza, di amore e di libertà, è disposta a tutto pur di perseguire la sua felicità, senza piegarsi mai alle regole di una società oppressiva e patriarcale a cui sembra predestinata. Dopo un tragico incidente che la strappa alla sua famiglia, viene accolta in un convento e, grazie alla sua intelligenza e caparbietà, diventa la protetta della Madre Superiora. Il suo cammino la conduce poi alla villa della Principessa Brandiforti, dove si renderà indispensabile ottenendo sempre più potere nel palazzo. Questo suo incessante movimento di emancipazione si accompagna a un percorso di maturazione personale e sessuale, che la porta a varcare il confine tra lecito e illecito, conquistando giorno dopo giorno il suo diritto al piacere e alla gioia.
Valeria Bruni Tedeschi che interpreta la principessa Gaia Brandiforti sottolinea: "Questo libro in Italia all'inizio non è uscito per una censura, è uscito solo dopo essere stato pubblicato in Francia. Ora c'è la serie che, seguendo lo strano destino della libertà, è stato bene accolto in Italia, mentre in Francia non riesce a essere venduto, perché ora lì c'è una sorta di moralismo". Mentre Jasmine Trinca rimarca: "Non è un caso che Madre Leonora a Modesta dica che non appartiene al convento in cui è stata 'messa'. Le consegna la libertà". Bruni Tedeschi aggiunge: "Anche il personaggio più terribile è visto come un essere umano. E’ questa la modernità della serie”.
Guido Caprino parlando del suo personaggio fa notare: "Chiaramente si parla di patriarcato, le donne avevano però un potere non così scontato. Faccio fatica a giudicare il personaggio di Carmine, che è un maschio ma non cade nel cliché. Non voglio parlare di Carmine nel senso del patriarcato assoluto".