C’era una volta Biancaneve e i sette nani, una fiaba dei fratelli Grimm che divenne il primo lungometraggio di animazione della storia del cinema americano e primo classico firmato Walt Disney. Era il 1937 e tutto il mondo animato che ne seguì nacque con quel film, premiato con un Oscar speciale consegnato da Shirley Temple: una statuetta di dimensioni normali affiancata da sette in miniatura. A distanza di quasi 90 anni arriva, sulla scia di nuovi successi e spaventosi flop, la versione live action di Biancaneve, preceduta da una serie di polemiche che hanno allungato i tempi di lavorazione e l’uscita del film, in sala dal 20 marzo distribuito dalla Disney.
Biancaneve, il live action a confronto con il primo classico dell'animazione Disney del 1937
Il dibattito comincia con la scelta della protagonista, Rachel Zegler, attrice statunitense che all’epoca aveva debuttato…
C’era una volta Biancaneve e i sette nani, una fiaba dei fratelli Grimm che divenne il primo lungometraggio di animazione della storia del cinema americano e primo classico firmato Walt Disney. Era il 1937 e tutto il mondo animato che ne seguì nacque con quel film, premiato con un Oscar speciale consegnato da Shirley Temple: una statuetta di dimensioni normali affiancata da sette in miniatura. A distanza di quasi 90 anni arriva, sulla scia di nuovi successi e spaventosi flop, la versione live action di Biancaneve, preceduta da una serie di polemiche che hanno allungato i tempi di lavorazione e l’uscita del film, in sala dal 20 marzo distribuito dalla Disney.
Biancaneve, il live action a confronto con il primo classico dell'animazione Disney del 1937
Il dibattito comincia con la scelta della protagonista, Rachel Zegler, attrice statunitense che all’epoca aveva debuttato nel ruolo di Maria in West Side Story (2021) di Steven Spielberg. La giovane Rachel, madre colombiana e padre di origini polacche, è stata criticata per il colore della pelle che, a detta dei detrattori, non è “bianca come la neve” come vorrebbe la tradizione. All’epoca Zegler ha reagito con un tweet polemico, che ha poi cancellato («Sono Biancaneve e non mi sto sbiancando la pelle per il ruolo»), ma è facile aspettarsi altre reazioni negative come è stato per la nuova Ariel del live action de La sirenetta (2023) con il volto dell’afroamericana Halle Bailey.
Qualche tempo prima era stato invece Peter Dinklage a puntare il dito contro Biancaneve, criticando il ritratto dei sette nani e auspicando una lettura “progressista” della fiaba nell’annunciato remake. Il celebre Tyrion Lannister del Trono di spade aveva apprezzato la scelta di affidare il ruolo della protagonista a una ragazza ispanica (Rachel Zegler) ma contestava l’idea di continuare «a raccontare una fottuta favola arretrata su sette nani che vivono in una grotta». La Disney aveva replicato alle accuse dell’attore spiegando che avrebbe evitato di «rafforzare gli stereotipi del film d’animazione originale», decidendo di adottare «un approccio diverso con questi sette personaggi» dopo essersi «consultati con i membri della comunità dei nani».
Dopo vari rimaneggiamenti, arriva in sala il live action diretto da Marc Webb, con la regina cattiva interpretata dalla Wonder Woman Gal Gadot. I sette nani non sono più nel titolo e sono diventati creature digitali, il principe azzurro è scomparso dalla trama, lasciando il posto a un Jonathan qualsiasi (interpretato da Andrew Burnap). D’altronde la nuova Biancaneve è una principessa guerriera che cavalca da sola e affronta con audacia la regina cattiva per riprendersi il regno, senza bisogno del “bacio non consensuale” che aveva già creato altre polemiche in passato.
Biancaneve, il live action Disney con Rachel Zegler e la regina cattiva Gal Gadot
Intanto la Disney ha diffuso un video che mette a confronto il film originale del ‘37 con il live action e ha annunciato le voci delle canzoni della versione italiana: Serena Rossi per la regina cattiva (doppiata da Chiara Gioncardi) e Eleonora Segaluscio per Biancaneve (Arianna Vignoli).