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“The monkey” tra horror e humor non si scherza con la scimmia. La recensione di Roberto Nepoti

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Da un racconto di Stephen King il film diretto da Osgood “Oz” Perkins, il figlio di Anthony Perkins
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I gemelli Hal e Bill ritrovano la vecchia scimmia giocattolo del padre: scoprono che, ogni volta che girano la chiavetta per metterla in moto, qualcuno muore di una morte orribile, incluse la loro madre e la loro babysitter. Cercano di distruggerla, ma questa ritorna dopo anni, quando i fratelli sono ormai adulti. Gli horror di giocattoli malefici non sono una novità (basti pensare alle bambole assassine Chucky e Annabelle, che diedero luogo a intere serie) e questo, tratto da un racconto di Stephen King, ha un soggetto che poteva dare luogo a una serie B molto codificata. Non è così: anzi, dopo alcuni film di paura di basso profilo e il — già migliore — Longlegs, dell’anno passato, il regista Osgood Perkins ci sorprende con un horror iconoclasta, dallo humour assurdo, affollato di personaggi grotteschi ed eccentrici che gli attori si divertono visibilmente a interpretare.

Dietro la trama di maledizione e le scene allucinanti, con decapitazioni e gente che va a fuoco, s’intuisce una …

I gemelli Hal e Bill ritrovano la vecchia scimmia giocattolo del padre: scoprono che, ogni volta che girano la chiavetta per metterla in moto, qualcuno muore di una morte orribile, incluse la loro madre e la loro babysitter. Cercano di distruggerla, ma questa ritorna dopo anni, quando i fratelli sono ormai adulti. Gli horror di giocattoli malefici non sono una novità (basti pensare alle bambole assassine Chucky e Annabelle, che diedero luogo a intere serie) e questo, tratto da un racconto di Stephen King, ha un soggetto che poteva dare luogo a una serie B molto codificata. Non è così: anzi, dopo alcuni film di paura di basso profilo e il — già migliore — Longlegs, dell’anno passato, il regista Osgood Perkins ci sorprende con un horror iconoclasta, dallo humour assurdo, affollato di personaggi grotteschi ed eccentrici che gli attori si divertono visibilmente a interpretare.

Dietro la trama di maledizione e le scene allucinanti, con decapitazioni e gente che va a fuoco, s’intuisce una parabola amara sulla crudeltà del caso, che ha a che fare con le vicende personali del regista. Osgood, infatti, è figlio di Anthony Perkins, l’indimenticato Norman Bates di Psyco, deceduto per complicazioni legate all’aids, e della non meno sfortunata Berry Berenson, passeggera del volo American Airline 11, che si schiantò contro le Torri gemelle negli attentati dell’11 settembre 2001.


The monkey

Regia di Osgood Perkins

Voto: tre stelle su cinque

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