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“Le assaggiatrici”, un film storico che guarda oltre i confini. La recensione di Alberto Crespi

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Silvio Soldini torna al cinema con una storia vera, tratta dal romanzo di Rosella Postorino
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Premesso che non esistono film “necessari”, Le assaggiatrici è un film importante che merita di essere visto. Tratto da un romanzo di Rosella Postorino risalente al 2018, segna il ritorno di Silvio Soldini alla regia quattro anni dopo 3/19 e non somiglia molto ai precedenti lavori del cineasta milanese. L’ambientazione è storica, per così dire “in costume”: tutto si svolge nell’arco della Seconda guerra mondiale nel paesino di Gross-Partsch, nella Prussia Orientale, oggi in Polonia. Lì si ritira Rosa Sauer, giovane berlinese il cui marito è in guerra, sul fronte russo. Rosa è solo alla ricerca di un posto tranquillo in attesa di sapere se il marito è vivo o morto, ma ignora che a due passi da Gross-Partsch c’è la famosa “tana del lupo”, il quartier generale di Hitler più vicino al fronte orientale. E un giorno lei e altre sei donne vengono brutalmente “reclutate” per un lavoro davvero insolito: devono assaggiare i piatti preparati per il Führer e per i suoi accoliti, per essere sicuri…

Premesso che non esistono film “necessari”, Le assaggiatrici è un film importante che merita di essere visto. Tratto da un romanzo di Rosella Postorino risalente al 2018, segna il ritorno di Silvio Soldini alla regia quattro anni dopo 3/19 e non somiglia molto ai precedenti lavori del cineasta milanese. L’ambientazione è storica, per così dire “in costume”: tutto si svolge nell’arco della Seconda guerra mondiale nel paesino di Gross-Partsch, nella Prussia Orientale, oggi in Polonia. Lì si ritira Rosa Sauer, giovane berlinese il cui marito è in guerra, sul fronte russo. Rosa è solo alla ricerca di un posto tranquillo in attesa di sapere se il marito è vivo o morto, ma ignora che a due passi da Gross-Partsch c’è la famosa “tana del lupo”, il quartier generale di Hitler più vicino al fronte orientale. E un giorno lei e altre sei donne vengono brutalmente “reclutate” per un lavoro davvero insolito: devono assaggiare i piatti preparati per il Führer e per i suoi accoliti, per essere sicuri che non siano avvelenati.

Le assaggiatrici non è strettamente un film di guerra (il conflitto rimane sullo sfondo) ma mostra come la guerra si insinui nella vita quotidiana delle persone, trasformando donne ignare in cavie al servizio del potere; e facendo paradossalmente scoprire a queste donne (tranne una…) la mostruosità del regime che opprime il loro Paese e condiziona le loro vite. Film da camera ben girato e benissimo interpretato dalle sette attrici, fra le quali spicca ovviamente Elisa Schlott nel ruolo di Rosa. Da vedere, se possibile, in tedesco con sottotitoli: è un vero film internazionale, a dimostrazione che il nostro cinema sa anche guardare al di là dei confini.


Le assaggiatrici

Regia di Silvio Soldini

Voto: tre stelle su cinque

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