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“Lumière” al cinema, un capolavoro che merita mille stelle. La recensione di Alberto Crespi

I fratelli Lumière 

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Il documentario di Thierry Frémaux rende omaggio ai fratelli inventori
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Piccolo passo indietro: da quando scriviamo su queste pagine abbiamo dato 5 stelle solo a una “cosa” che non era un film (la serie Esterno notte di Marco Bellocchio) e a un film datato 1952 (Cantando sotto la pioggia, giocosamente “recensito” da Cannes). Cinque stelle sono un 10 pieno, e quanti film nella storia del cinema meritano il 10? Ombre rosse, Quinto potere, La dolce vita… pochi davvero. Ebbene, Lumière – L’avventura del cinema non solo merita il 10, ma essendo composto da un centinaio di film dei fratelli Lumière il 10 va moltiplicato per 100: voto 1.000, quindi.

Thierry Frémaux, grande manovratore del Festival di Cannes ma soprattutto direttore dell’Istituto Lumière di Lione, torna a omaggiare gli inventori del cinema qualche anno dopo l’altrettanto bello La scoperta del cinema (2017). Stavolta si concentra sulle “vedute” che gli operatori inviati dai Lumière giravano in tutto il mondo. Nell’arco di 104 minuti…

Piccolo passo indietro: da quando scriviamo su queste pagine abbiamo dato 5 stelle solo a una “cosa” che non era un film (la serie Esterno notte di Marco Bellocchio) e a un film datato 1952 (Cantando sotto la pioggia, giocosamente “recensito” da Cannes). Cinque stelle sono un 10 pieno, e quanti film nella storia del cinema meritano il 10? Ombre rosse, Quinto potere, La dolce vita… pochi davvero. Ebbene, Lumière – L’avventura del cinema non solo merita il 10, ma essendo composto da un centinaio di film dei fratelli Lumière il 10 va moltiplicato per 100: voto 1.000, quindi.

Thierry Frémaux, grande manovratore del Festival di Cannes ma soprattutto direttore dell’Istituto Lumière di Lione, torna a omaggiare gli inventori del cinema qualche anno dopo l’altrettanto bello La scoperta del cinema (2017). Stavolta si concentra sulle “vedute” che gli operatori inviati dai Lumière giravano in tutto il mondo. Nell’arco di 104 minuti (i film Lumière duravano 45-50” l’uno) si compie un viaggio nel tempo, osservando lo scavallamento dal XIX al XX secolo, la nascita del Moderno, l’occhio di una nuova arte che si affaccia sul pianeta.

Thierry Frémaux 

Giustamente Frémaux dice che vedere oggi queste immagini è un modo di “ripulire gli occhi”: un cinema ecologico che riconcilia con la vita. Il testo, in originale scritto e letto da Frémaux, ha nell’edizione italiana la voce di Valerio Mastandrea.

Lumière – L’avventura del cinema

di Thierry Frémaux

VOTO: 5 stelle SU 5

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