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“Mi sento bene”: Nanni Moretti in ripresa dopo la paura

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Il regista, 71 anni, è in buone condizioni dopo l’infarto e l'intervento all’ospedale San Camillo di Roma. Ha pranzato con una coscia di pollo arrosto e puré
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ROMA – «Ora mi sento abbastanza bene», sorride Nanni Moretti con i sanitari. Il regista è in buone condizioni, dopo l’infarto e la corsa all’ospedale San Camillo di mercoledi pomeriggio. È ricoverato all’Utic, reparto al primo piano del padiglione “Puddu”. È in stanza da solo, con affaccio sul cortile dell’ospedale, davanti al globo bronzeo che ricorda quelli di Giò Pomodoro. Oggi ha pranzato, una coscia di pollo arrosto e puré. «L’umore è buono», rassicura il direttore di Cardiologia, Domenico Gabrielli. Per evitare la curiosità di altri pazienti e parenti, un separè protegge il regista da sguardi indiscreti. Ha passato una notte tranquilla, ricevuto la visita di un parente, ha conversato con i medici e gli infermieri che si occupano di lui, rispondendo ai messaggi degli amici più intimi con il suo telefonino. Navigando sul web si è detto piacevolmente colpito dalla marea di manifestazioni di affetto ricevute.

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ROMA – «Ora mi sento abbastanza bene», sorride Nanni Moretti con i sanitari. Il regista è in buone condizioni, dopo l’infarto e la corsa all’ospedale San Camillo di mercoledi pomeriggio. È ricoverato all’Utic, reparto al primo piano del padiglione “Puddu”. È in stanza da solo, con affaccio sul cortile dell’ospedale, davanti al globo bronzeo che ricorda quelli di Giò Pomodoro. Oggi ha pranzato, una coscia di pollo arrosto e puré. «L’umore è buono», rassicura il direttore di Cardiologia, Domenico Gabrielli. Per evitare la curiosità di altri pazienti e parenti, un separè protegge il regista da sguardi indiscreti. Ha passato una notte tranquilla, ricevuto la visita di un parente, ha conversato con i medici e gli infermieri che si occupano di lui, rispondendo ai messaggi degli amici più intimi con il suo telefonino. Navigando sul web si è detto piacevolmente colpito dalla marea di manifestazioni di affetto ricevute.

Nanni Moretti, quadro clinico favorevole grazie a intervento tempestivo: solo lieve danno miocardico

Anche se la situazione è favorevole e l’evoluzione positiva, per i medici è prudente mantenere una riserva sulla prognosi di almeno 48 ore, ma confidano che si riprenda completamente e venga dimesso presto, al massimo lunedì. I medici stanno intanto cercando di stabilire le cause della recidiva ravvicinata e studiando la terapia che il regista dovrà seguire. Il bollettino medico ricostruisce la dinamica: Moretti arriva al pronto soccorso per una sindrome coronarica acuta, viene sottoposto a angioplastica coronarica che riesce, «il decorso è regolare, il danno miocardico lieve». La funzionalità del cuore è tornata ai valori pre infarto, sarà dimesso presto, al massimo lunedì.

Moretti ha avuto la tempestività di chiamare ai primi sintomi il 118, permettendo l’intervento rapido — appena sei minuti dopo il ricovero era già in sala operatoria — che gli ha salvato la vita. Lo scorso primo ottobre aveva avuto un altro infarto, ed era stato curato al San Camillo dalla stessa équipe medica. L’esperienza di quell’evento, hanno spiegato i medici, ne ha aumentato la consapevolezza e quindi la capacità di individuare i segnali: dolore al petto, braccia, spalle, fiato corto, sensazione di svenimento. Moretti, in quel primo ottobre, aveva promesso ai fan attraverso un videomessaggio: «Starò meglio, tornerò presto». E questa promessa la si dà per scontata anche ora, come una nuova pagina di un Caro diario d’Aprile, un capitolo ancora da raccontare in quel cinema pieno di vita e pensieri, crisi politica e sentimentale, paternità e ispirazione, malattie da superare.

«Sono diventato produttore e, d’istinto, ho fatto riprendere la prima seduta di chemioterapia, e la prima riunione della sezione a Testaccio sul cambio di nome del Pci. Entrambi sono diventati cinema», raccontava al pubblico giorni fa al Bif&st di Bari. Essere regista, produttore, esercente, punto di riferimento del cinema d’autore è per Moretti «un piacere, e non una missione». Un piacere condiviso da una comunità, quella parte di Paese che si rispecchia nel suo sguardo, nella lucidità, ironia, consapevolezza, nella sana capacità di indignazione.

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