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Star Wars, le celebrazioni a Tokyo: Sigourney Weaver e Ryan Gosling entrano nel mondo stellare

2025 Getty Images
2025 Getty Images 

Tre giorni dedicati alla galassia lontana lontana tra cosplayer, novità, anticipazioni. Tra gli ospiti Jon Favreau e il divo Pedro Pascal

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TOKYO - Che cosa ci fa Ken - ops, Ryan Gosling - sul palco della Star Wars Celebration, un Comic-Con con ancora più cosplayer, ospiti e profezie, la convention per gli appassionati di Guerre stellari che per tre giorni tornano superbambini? È proprio la star di Barbie e La La Land, biondo angelo galattico, ad aprire le danze in casa Lucas, a Chiba, centro fieristico di Tokyo affacciato sulla baia, tra conchiglie e panda rossi, confermando di essere il protagonista di un nuovo capitolo della saga iniziata da George Lucas nel ‘77, intitolato Star Wars: Starfighter, per la regia di Shawn Levy. Le riprese inizieranno in autunno e la data di uscita nelle sale è fissata per il 28 maggio 2027. “Dopo numerose indiscrezioni sul coinvolgimento di Gosling in un progetto legato alla galassia lontana, lontana posso dirvi la verità” sorride Levy. “Attenzione: questo non è un prequel e non è un sequel. È una nuova avventura”.

Ryan Gosling alla Star Wras Celebration di Tokyo
Ryan Gosling alla Star Wras Celebration di Tokyo 

La presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy e lo chief creative officer Dave Filoni hanno ufficialmente svelato i piani per Starfighter in un evento da stadio, con un indice di partecipazione da capogiro: 75mila partecipanti alla conquista del Giappone, armati di spade laser e pixmob/braccialetti illuminati al polso. Per orientarsi: citando Wookieepedia, per starfighter si intende un piccolo caccia progettato per il combattimento sia nell’atmosfera che nello spazio. Lo stand-alone porterà sullo schermo nuovi personaggi all’interno della fortunata space opera (10 miliardi di dollari in totale al box office) e sarà ambientato cinque anni dopo gli eventi di Episodio IX - L’ascesa di Skywalker, la saga-sigillo degli Skywalker. Dovrebbe essere, dunque, l’ultimo film in ordine cronologico nella timeline storica degli Star Wars.

Nessun commento da parte di Gosling sul fatto che Mikey Madison, dopo aver vinto l’Oscar come miglior attrice per Anora, abbia - stando a fonti raccolte da Variety - detto di no ad un ruolo nel film. Il sorriso dell’attore canadese, intanto, la dice lunga sul sentimento che lo accompagnerà fino al giorno delle riprese. E il cappellino che porta in testa omaggia platealmente Han Solo, riportando una delle sue frasi culto: “Never tell me the odds”. La pronunciava, sprezzante, Harrison Ford in Episodio V – L’Impero colpisce ancora, mentre il Millennium Falcon cercava di sfuggire agli Star Destroyer imperiali, e C-3PO informava Solo delle improbabili possibilità di successo attraversando un campo di asteroidi.

“La fotografia che sto per mostrarvi me l’ha da poco inviata mia madre” commenta Gosling in sala. “Le vedete quelle lenzuola con sopra disegnato L’Impero colpisce ancora? Sono le mie. È il letto di quando avevo cinque anni”. Risate e applausi tra il pubblico. “Per chi se lo stesso domandando, sì, le conserva ancora. Ha pensato che i fan avrebbero apprezzato il gesto ma io sospetto che mia madre stia solo tentando di giustificare cinque anni di accumulazione seriale”.

E prosegue: “Da bambino sognavo Star Wars già prima di vedere il film. Posso assicurarvi che lo script di Starfighter è davvero bello. Una grande storia, personaggi originali. Lo gireremo con cuore e audacia. Non esiste altro regista se non Shawn Levy per questo film”. Non è chiaro se il titolo abbia qualche collegamento con l’omonimo videogioco del 2001; Levy lavora al suo sviluppo dal 2022, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Jonathan Tropper, che ha già collaborato con lui in This is where I leave you e the Adam project.

Di progetti cinematografici rinviati o cancellati se ne contano parecchi negli ultimi tempi: da Rogue Squadron, diretto da Patty Jenkins, a una trilogia dedicata interamente a Obi-Wan Kenobi, fino ai propositi di David Benioff e D.B. Weiss, Colin Trevorrow e J.D. Dillard. A saltare, in seguito, anche il videogioco KOTOR (Knights of the Old Republic) e un film ispirato alla serie a fumetti Rangers of the New Republic. Tra gli scartati, uno stand-alone su Jabba the Hutt per la regia di Guillermo del Toro (eresia!). I nuovi acquisti confermati dallo Studio includerebbero, ora, Simon Kinberg, James Mangold, Sharmeen Obaid-Chinoy e Taika Waititi.

Il primo film post-saga Skywalker sarà di fatto The Mandalorian and Grogu, uno spinoff, pensato per il cinema, sulla popolare serie Disney+ The Mandalorian. Attualmente in post-produzione, la sua uscita è prevista per il maggio 2026. E il battage pubblicitario è appena cominciato: a prendersi la scena, tra un panel e l’altro, sono il regista Jon Favreau, insieme a Pedro Pascal e Sigourney Weaver (accolti da una standing ovation, per metà rivolta agli stivali da cowboy indossati da Pascal) per mostrarci immagini in anteprima. Fino a ora sapevamo solo che il progetto avrebbe visto il cacciatore di taglie e il piccolo Grogu (Baby Yoda) uniti in una missione slegata dalla serie originale. Ora abbiamo chiara la direzione trasmutante di Favreau.

In una clip ricca di colpi di scena, troviamo pezzi di puzzle entusiasmanti: battaglie contro soldati imperiali, il ritorno degli All Terrain Armored Transport (AT-AT) che avanzano nella neve, il meccanico clandestino di droidi Babu Frik, e Garazeb Orrelios, detto Zeb, ribelle ed ex Capitano della Guardia d’Onore di Lasan.

Star Wars IV, quando Leila chiedeva aiuto a Obi-Wan Kenobi

Tra omaggi all’iconica apertura di Episodio IV - Una nuova speranza, in cui i Ribelli venivano sopraffatti dagli assaltatori imperiali, il Mandaloriano fa irruzione all’interno di un AT-AT tagliando lo scafo a metà, e in una lunga ripresa senza stop, spara, lotta, infilza nemici, avanzando come un ninja tra corridoi e compartimenti, fino a raggiungere la porta della cabina di pilotaggio. Il misterioso personaggio interpretato da Sigourney Weaver, invece, parla con Mando e Grogu, ricordando al Mandaloriano che lavora per lei. Seguono epiche scene di battaglia coreografate e persino Grogu che nuota sott’acqua. Il sizzle si chiude con una visione di Jeremy Allen White (Rotta the Hutt, figlio del gangster Jabba) che alza le braccia in segno di trionfo in un’arena. Grogu tra il pubblico, come noi, sgranocchia in silenzio quello che ha tutta l’aria di un popcorn stellare.

Sull’importanza di tenere un evento di questo calibro in Giappone, Favreau nota: “Quando immagino Star Wars e ciò che lo ha ispirato, è impossibile non pensare al cinema giapponese, soprattutto Akira Kurosawa (George Lucas trasse ispirazione proprio dai film di samurai di Kurosawa, in particolare La fortezza nascosta, ndr) e alle tradizioni del Giappone. Lucas ha attinto profondamente ai registi giapponesi, ed essere qui, oggi, ha davvero il sapore di un ritorno a casa”. Pedro Pascal ricorda il suo primo, segretissimo incontro creativo: “Non dimenticherò mai il giorno in cui mi sono seduto con Jon e Dave. Mi mostrarono illustrazioni a parete intera della prima stagione di The Mandalorian, senza nemmeno dirmi chi avrei dovuto interpretare. Ricordo che pensai: ‘Sono gli storyboard più belli che abbia mai visto’, e capii subito che i fan sarebbero impazziti”. Jedi e Sith alla Star Wars Celebration - un Monte Fuji in perenne eruzione - sguainano le loro spade laser in cielo in segno di assenso. E infinita lealtà.

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