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Star Wars, Dave Filoni è il capo dell’Impero: “Lucas il mio mentore, ora vivo in questo universo”

Il direttore creativo della Lucasfilm, Dave Filoni, alla Star Wars Celebration di Chiba, presso Tokyo 
Incontro con il direttore creativo della Lucasfilm durante la Celebration di Guerre stellari ospitata dal Giappone: "George mi ha detto di essere coraggioso e di fare qualcosa mai visto prima”
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TOKYO - Di persona somiglia ad uno dei giocattoli di Toy Story messi da parte nel cesto del robivecchi allo scoccare di ogni compleanno. Un balocco del cuore, come il cowboy Woody ma senza più l’anello che se tiri recita “Ho un serpente nello stivale”. Gli occhi mansueti, la fronte dorata, il naso che potrebbe ricordare la penna di un disegnatore. Dave Filoni siede in un angolo della hall all’ultimo giorno di Star Wars Celebration, la convention di fan dedicata a Guerre stellari da numeri record: 105 mila partecipanti da oltre 25 paesi. Schiere di cosplayer vestiti da maestri Jedi, leader della Ribellione, Wookiee gommosi e droidi a bordo di un missile di cartapesta macerata, si aggirano per il centro congressi e gridano “Dave!”. C’è chi si è fatto diciassette ore di volo pur di inseguirlo fino in Giappone, baciato da una primavera calda e da un cielo che, a seconda del taglio del sole, invia riferimenti astronomici.

Dal 18 al 20 aprile sono fioccati annunci incredibili: Star Wars: Starfighter, un nuovo film diretto da Shawn Levy con Ryan Gosling, ambientato cinque anni dopo L'ascesa di Skywalker, previsto per il 28 maggio 2027; The Mandalorian and Grogu, diretto da Jon Favreau, arriverà nei cinema il 22 maggio 2026. Pedro Pascal tornerà come Din Djarin insieme a Sigourney Weaver nel ruolo di una pilota Ribelle. Kathleen Kennedy ha confermato altri film in sviluppo: la storia di James Mangold sul primo umano ad accedere alla Forza, un film con Daisy Ridley che riprende il ruolo di Rey diretta da Sharmeen Obaid-Chinoy, il progetto di Taika Waititi e la trilogia di film di Simon Kinberg.

Il regista Shawn Levy 

Sul fronte animazione, ci attendono: Andor Stagione 2 (i primi tre episodi ora su Disney+) con personaggi da Rogue One inclusi K2SO (doppiato da Alan Tudyk) e Orson Krennic (Ben Mendelsohn); Ahsoka Stagione 2 con Hayden Christensen che torna come Anakin Skywalker; Star Wars: Tales of the Underworld, una nuova serie antologica al debutto il 4 maggio 2025, a cui si aggiungono Star Wars: Maul – Shadow Lord, con Sam Witwer, e sembra che Carlton Cuse (LOST) e suo figlio Nick Cuse (Watchmen) stiano orchestrando una nuova serie di Star Wars.

Cosplayer alla Star Wars Celebration in Giappone 

Un lavoro di cesello, quello della Star Wars Celebration: riuscire a fare incontrare chi vive ai margini (della galassia) e chi sente di essere destinato a quella spada di luce da cavaliere da cui tutto è partito, quando George Lucas cominciò a immaginare una storia di fantascienza nello stile di Flash Gordon sviluppando, nel maggio 1973, una sinossi di due pagine per un progetto intitolato The Star Wars.

A cinquant’anni, l’apprendista Padawan è diventato Maestro, e la Forza scorre potente in Dave Filoni. Nel tempo, Lucasfilm ha promosso il produttore e frequente sceneggiatore e regista di The Mandalorian a chief creative officer (direttore creativo). La “pianificazione del futuro dei film e delle serie televisive di Star Wars” è tutta nelle sue mani. Un punto fermo alla Lucasfilm da quando Lucas lo ha personalmente scelto nel 2005 per supervisionare la serie animata The Clone Wars, lanciata tre anni dopo e durata sette stagioni. “George è stato un mentore per me” ci racconta seduto in poltrona. “Non mi arrogo il titolo di erede della mitologia di Star Wars, il “custode della fiamma” come alcuni fan suggeriscono, ma sento che la mia mente creativa è costantemente immersa in questo universo e comprende ogni ingranaggio dell’intera nave spaziale. George, non lo dimenticherò mai, mi ha spronato ad essere coraggioso e fare qualcosa di mai esistito prima. Ricordo la sua voce tonante: make it happen, now, fallo succedere, ora”.

Da quando Lucas ha venduto la compagnia alla Disney (un’operazione da 4,05 miliardi di dollari) Filoni ha creato altre due serie animate di successo - Star Wars Rebels e Star Wars Resistance - per poi lasciarsi guidare dalla “saggezza Jedi” e dire di sì a un altro intelligentissimo nerd, Jon Favreau, che gli ha proposto Mandalorian, prima serie live-action di Lucasfilm per Disney+. Da quella partnership sono fioccati nuovi boom, effetto matrioska, tra cui The Book of Boba Fett e Ahsoka, con Rosario Dawson, basato sul personaggio creato da Filoni in The Clone Wars.

"The mandalorian", una delle serie di maggiore successo 

“Ahsoka Tano è diventata lentamente una delle più amate dell’universo di Guerre Stellari” continua Filoni. “È passata dall’essere la Padawan di Anakin Skywalker, destinato a divenire Darth Vader (interpretato ancora una volta da Hayden Christensen, presente alla Celebration, ndr.), a una delle Jedi più potenti della galassia. Una Togruta aderente alla Forza e al tempo stesso emarginata dall’Ordine Jedi. Una tipa tosta che mette in discussione l’autorità. Rosario Dawson ha sempre sognato impersonarla, così l’ho contattata e le ho detto: sai cosa? Hai perfettamente ragione. Ahsoka sei tu. Alla fine dell’incontro ci siamo dati un pizzicotto a vicenda, stentavamo a credere di esserci trovati”.

I fan di Star Wars durante uno dei panel della convention 

Potere della Forza. “Ero grata al segnale wifi di essere così scadente quando mi è stata offerta la parte di Ahsoka, così Dave non mi ha vista saltare su e giù e perdere la testa dalla gioia” ricorda Rosario Dawson in un momento della convention. La prima stagione di Ahsoka ha debuttato nel 2023, la seconda si avvicina. Un trailer retro amatoriale, confezionato per darci qualche anticipazione, ha fatto impazzire la sala al panel pomeridiano. “L’ammiraglio Ackbar sarà di ritorno e si scontrerà contro Thrawn. Ho ideato persino dei Loth Kittens, amabili creature pelose che con tutta probabilità, grazie al merchandising, mi permetteranno di ripagare Disney. Inizieremo a girare tra due giorni, subito dopo la convention in Giappone. Ho le sceneggiature in camera. Continuo a lavorarci notte e giorno, senza dimenticare la mia ispirazione, Princess Mononoke di Hayao Miyazaki. Lucas mi ha insegnato ad essere meticoloso, parlava della sua Industrial Light & Magic come di un tavolo da lavoro posseduto da Méliès. Il team e gli attori con cui collaboro mi aiutano ad evolvere e a migliorarmi nel mestiere. Lo spirito è proprio questo: navigare uniti”.

La presidente di Lucasfilm, Kathleen Kennedy, e l'attore messicano Diego Luna, protagonista della serie "Andor" (afp)

Kathleen Kennedy, presidente Lucasfilm, rimane un parafulmine per una certa parte del fandom, e le previsioni sulla sua partenza dalla compagnia sono diventate così comuni da essere ormai rumore di fondo. La sua fiducia in Filoni è nata durante la gestazione della serie animata Star Wars. “Sono cresciuto a Mt. Lebanon, Pennsylvania, un sobborgo di Pittsburgh. Papà appassionato di opera (un riferimento al compositore John Williams?) e io, ragazzino, con un solo mito in testa: il personaggio di Plo Koon, Maestro Jedi Kel Dor e membro del Consiglio Jedi nella trilogia prequel, 1977-83” prosegue Filoni. “Mi vestii da Maestro Jedi per l’anteprima de La vendetta dei Sith. Qualcuno mi notò. Così ho lasciato Nickelodeon dopo che George Lucas in persona mi ha messo alla prova e offerto un lavoro. Ho creduto si trattasse di uno scherzo fino all’ultimo, se devo essere onesto. Vedo Star Wars continuare fino alla fine dei tempi. Per me è sempre triste quando un’avventura volge al termine e i personaggi sembrano aver concluso il loro viaggio. Penso che ci sia sempre quel piccolo barlume di speranza che qualcosa possa continuare”.

Mentre alcuni fan dello Star Wars originale sono storicamente divisi sulla direzione della saga, in particolare dopo l’acquisizione di Lucasfilm da parte della Disney, Filoni è emerso come una figura unificante. Il suo primo, segretissimo lungometraggio Star Wars è in fase di sviluppo e potrebbe diventare il punto di contatto tra diverse serie tv, a partire da The Mandalorian, indagando il periodo di tempo tra Il ritorno dello Jedi e Il risveglio della Forza, due ere lontane e ancora inesplorate. “Guerre Stellari è e sempre rimarrà un oggetto di amore, politica e controcultura” conclude Filoni che è anche un esperto animatore. Tra le sue produzioni si contano la serie antologica Tales of the Jedi, Tales of the Empire e l’imminente Tales of the Underworld. Sta co-scrivendo la sceneggiatura di The Mandalorian and Grogu, che uscirà nei cinema la prossima estate, e continuerà a fornire gli effetti vocali per il burbero droide astromeccanico Chopper, apparso per la prima volta in Rebels, in tutte le sue incarnazioni animate e live-action. “Quando ero seduto in quel cinema, di fronte a una replica di Episodio IV - Una nuova speranza, qualcosa in me è profondamente cambiato. Nel momento in cui Obi-Wan parla a Luke delle Guerre dei Cloni, ho pensato: ‘Questa storia mi riguarda, ci riguarda tutti’. Ne sono tuttora convinto. La nostra storia va sempre celebrata”.

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