✕

Ryan Coogler, la pantera nera che fa paura a Hollywood

Ascolta l'audio

La Warner ha concesso al regista il controllo artistico e finanziario sul film “I peccatori” per i prossimi 25 anni. E l’autore ha conquistato un potere inusitato per un regista afroamericano, e di quell’età
2 minuti di lettura

ROMA – “C’era un tempo in cui i creativi afroamericani potevano essere grati se Hollywood permetteva loro di lavorare, ma non era vera libertà”. Questa è la frase con la quale Richard Newby, editorialista di Hollywood Reporter (edizione Usa) commenta il contratto davvero vantaggioso che Ryan Coogler, regista trentottenne già famoso per Black panther, ha strappato per Sinners, il nuovo horror che ha scalzato Minecraft dalla testa del box office americano — e con il titolo I peccatori sta andando bene anche in Italia. A dire il vero Newby usa l’espressione “black”, più arcaica e lievemente meno corretta di “african american”. Ma la novità sta tutta lì: registi e attori afroamericani si stanno impossessando di un genere — l’horror — tradizionale appannaggio dei bianchi. Dopo Jordan Peele (autore di Noi e di Nope) ora tocca a Coogler, e a condizioni che Hollywood ha riservato a pochi registi in passato.

ROMA – “C’era un tempo in cui i creativi afroamericani potevano essere grati se Hollywood permetteva loro di lavorare, ma non era vera libertà”. Questa è la frase con la quale Richard Newby, editorialista di Hollywood Reporter (edizione Usa) commenta il contratto davvero vantaggioso che Ryan Coogler, regista trentottenne già famoso per Black panther, ha strappato per Sinners, il nuovo horror che ha scalzato Minecraft dalla testa del box office americano — e con il titolo I peccatori sta andando bene anche in Italia. A dire il vero Newby usa l’espressione “black”, più arcaica e lievemente meno corretta di “african american”. Ma la novità sta tutta lì: registi e attori afroamericani si stanno impossessando di un genere — l’horror — tradizionale appannaggio dei bianchi. Dopo Jordan Peele (autore di Noi e di Nope) ora tocca a Coogler, e a condizioni che Hollywood ha riservato a pochi registi in passato.

I peccatori è un caso di crossover culturale ma sulle testate come Hollywood Reporter, che trattano il cinema dal punto di vista commerciale e produttivo, fa notizia per altri motivi. Non solo Coogler ha avuto dalla Warner il “final cut”, il diritto ad approvare la versione finale (il che, per i registi importanti, è abbastanza frequente). Non solo ha strappato una percentuale sugli incassi “dal primo dollaro”, cioè da subito e non (come avviene solitamente) da quando la casa di produzione è rientrata delle spese. La cosa che sembra più impressionare la stampa americana è che la Warner ha concesso a Coogler il controllo artistico e finanziario sul film per i prossimi 25 anni.

Anche questo non è inedito: Stanley Kubrick, per nominare solo il più famoso, controllava i film e le edizioni homevideo anche a distanza di decenni, ed era noto per decidere da remoto anche in quali sale dovessero essere proiettati. Ma parliamo di Kubrick, o di Lucas, o di Spielberg: i giganti e, soprattutto, gli spietati e oculati produttori di se stessi. Ecco, diciamo che con I peccatori Ryan Coogler ha conquistato un potere inusitato per un regista di quell’età, e di quell’etnia. Tanto che il New York Times ha scritto: “Ora Mr. Coogler sarà il proprietario del film, nonostante non l’abbia pagato lui”.

Una frase che sembra una ciambella di salvataggio alla Warner, cioè a una multinazionale, senza tener conto di due fattori. Il primo: Coogler ha anche un credito come produttore, attraverso la sua società Proximity Media, quindi qualche dollaro nel film l’avrà pur investito. Il secondo: verrebbe da chiedersi perché il Nyt sia così preoccupato che un film appartenga a chi l’ha scritto e diretto, anziché all’anonima major che l’ha prodotto. Senza trasformare Ryan Coogler in Che Guevara o in Karl Marx, diciamo che il suo esempio è promettente per tutti i cineasti con pochi soldi e molte idee. Come dice Gene Wilder in Frankenstein junior, si-può-fare!

Leggi i commenti