ROMA – Al Teatro 5 di Cinecittà i divi del cinema italiano sfilano prima della cerimonia di assegnazione dei David di Donatello, gli “Oscar” del cinema italino. Si comincia con la talentuosa Tecla Insolia che a soli 21 anni ha agguantato quest’anno una doppia candidatura: come miglior protagonista per L’arte della gioia da Goliarda Sapienza, per la regia di Valeria Golino, e come non protagonista per Familia di Francesco Costabile.
L’abito è impegnativo ma il suo volto sbarazzino e il sorriso, che non si spegne quasi mai, fanno il miracolo. Voto 7
Martina Scrinzi dal teatro danza al cinema. Dopo una parte in Lubo di Giorgio Diritti, l’exploit nel film di Maura Delpero Vermiglio. 28 anni, anche lei candidata come miglior attrice protagonista, sceglie un abito classico carta da zucchero con strascico. Semplice ma efficace. Voto 6
I fratelli Pupi e Antonio Avati versione smoking, papillon e capelli candidi. Il look è d’ordinanza ma vederli assieme a 86 e 78 anni sfilare sul tappeto rosso con il primo che ritira il David alla carriera fa simpatia. Voto 6
L’abito in lamé all black di Elena Sofia Ricci non ci convince. La conduttrice - insieme a Mika – della serata sceglie un look audace con scollo profondo. Voto 5
Le due Valerie (Golino e Bruni Tedeschi), amiche, colleghe, complici. Anche il tappeto rosso è di coppia e anche il look lo valutiamo nel complesso: l’oro di Golino e il nero di Bruni Tedeschi si armonizzano. Voto 7
Tra le pochissime a non aver optato per il nero Jasmine Trinca, candidata per L’arte della gioia, sceglie un abito spezzato non particolarmente da cerimonia ma che lascia il segno. Forse la giacca eccessivamente castigata ma l’effetto complessivo non è male. Voto 6
Celeste Dalla Porta, candidata per Parthenope il suo primo ruolo, è statuaria e starebbe bene con indosso qualsiasi cosa. Forse avrebbe potuto osare di più che un abito nero lungo e scollato, ma non si può certo bocciare. Voto 6