Kim Novak, Leone d’oro all’attrice ribelle che visse due volte
di Arianna FinosUn Leone d’oro per la diva dagli occhi di gatto. Kim Novak a 93 anni — e ci si chiede come mai così tardi — riceverà il riconoscimento alla carriera della Mostra di Venezia (27 agosto-6 settembre). L’indimenticabile interprete di Una strega in Paradiso, lo sguardo ipnotizzante quanto quello del suo siamese Cagliostro, ha davvero vissuto due volte, come la protagonista del suo film più famoso, anche quello del 1958, anche quello al fianco di James Stewart: la prima nel recinto di Hollywood, la seconda nelle praterie dell’Oregon: «Essere riconosciuta per l’insieme del mio lavoro in questo momento della mia vita - dice Novak - è un sogno che si avvera, conserverà nella memoria ogni momento trascorso a Venezia».
Il direttore Alberto Barbera la definisce «una star libera e ribelle …
Un Leone d’oro per la diva dagli occhi di gatto. Kim Novak a 93 anni — e ci si chiede come mai così tardi — riceverà il riconoscimento alla carriera della Mostra di Venezia (27 agosto-6 settembre). L’indimenticabile interprete di Una strega in Paradiso, lo sguardo ipnotizzante quanto quello del suo siamese Cagliostro, ha davvero vissuto due volte, come la protagonista del suo film più famoso, anche quello del 1958, anche quello al fianco di James Stewart: la prima nel recinto di Hollywood, la seconda nelle praterie dell’Oregon: «Essere riconosciuta per l’insieme del mio lavoro in questo momento della mia vita - dice Novak - è un sogno che si avvera, conserverà nella memoria ogni momento trascorso a Venezia».
Il direttore Alberto Barbera la definisce «una star libera e ribelle nel cuore di un sistema che non ha mai smesso di criticare». Figlia di Chicago e di una famiglia di origine ceche, Novak inizia come modella, si trasferisce a Los Angeles e viene presto arruolata nel cinema. Che, subito, le strappa il nome — Marilyn Pauline ricordava troppo la Monroe — ma le lascia il cognome a patto che indossi quel biondo platino che segnerà un’epoca.
L’idea dei boss della Columbia Harry Cohn è di farne la rivale di Rita Hayworth, che sostituirà in Criminale di turno: è la prima di una serie di seduttrici che vivranno attraverso lei, in parallelo con una teoria di protagoniste ingenue, sul grande schermo. Malgrado i tentativi di Cohn di metterle l’una contro l’altra, le attrici diverranno amiche «Cohn mi chiamava per leggermi le recensioni negative, mi feriva. Ho scoperto poi che Rita aveva trovato un altro modo per sopportarlo, l’alcol», racconterà la diva. Nella seconda metà dei ‘50 Picnic, L’uomo dal braccio d’oro, Pal Joey, Una strega in paradiso. E, soprattutto, La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock. In quell’epoca diventa la star numero uno al box office mondiale. Ma Hollywod le sta stretta, la copre di trucco «non mi riconoscevo, andavo a toglierlo in bagno. È difficile restare aggrappata a te stessa quando la gente intorno ti chiede di essere diversa. Devi imparare a dire no».
Le offrono stipendi molto più bassi dei colleghi maschi, lei sciopera per rinegoziare un compenso e fonda una sua casa di produzione. Tra i registi che la valorizzano Billy Wilder (Baciami stupido), Robert Aldrick (Quando muore una stella), George Sidney (Incantesimo, Un solo grande amore). Negli anni ‘80 inizia il ritiro, sposa il veterinario Robert Mallorey (muore nel 2020) e vivono insieme ai cavalli nell’Oregon, lei dipinge e scrive poesie.
Oltre all’interpretazione di La donna che visse due volte, resta vivida la scena di ballo con William Holden in Picnic: la notte in cui viene girata c’è un tornado nella città vicina: «Il fiume, la tensione e l’energia di questo dio del sesso (Holden ndr.) hanno reso quel ballo speciale». Alla Mostra si vedrà il documentario Kim Novak’s Vertigo di Alexandre Philippe, mentre Sydney Sweeney la incarnerà in Scandalous sulla relazione tra Novak e il cantante Sammy Davis Jr. nei ‘50: l’incontro in uno studio tv, poi lui si presenta sul set di La donna che visse due volte per scattare foto. All’ennesimo primo piano lei consegna la battuta leggendaria: «Hai mai pensato di togliere il copriobiettivo?».