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“Volveréis” gli amori e le commedie hanno sempre una seconda chance. La recensione di Alberto Crespi

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Il film del regista spagnolo Jonás Trueba sulle spalle di due ottimi attori, Vito Sanz e Itsaso Arana
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Vediamo tonnellate di serie spagnole, vediamo film italiani (per lo più modesti) che sono remake di film spagnoli, proviamo per una volta ad abbeverarci alla fonte: andiamo a vedere Volveréis, film che contiene nel titolo lo spoiler di se stesso (significa “tornerete”). Lo firma il 43enne Jonás Trueba, figlio d’arte: suo padre Fernando è stato uno dei principali registi del cinema post-franchista.

E lo portano sulle spalle due ottimi attori, Vito Sanz (quasi un sosia del nostro Francesco Nuti) e Itsaso Arana, nei panni di Ale e Alex: due giovani coniugi che dopo una notte insonne cominciano ad annunciare a tutti, amici e colleghi, che stanno per separarsi. Ma subito aggiungono: “Stiamo benissimo”, e tale è la loro serenità che festeggeranno la separazione con una festa.

Gli sviluppi non sono difficili da indovinare, anzi: il titolo è la chiave del film, c…

Vediamo tonnellate di serie spagnole, vediamo film italiani (per lo più modesti) che sono remake di film spagnoli, proviamo per una volta ad abbeverarci alla fonte: andiamo a vedere Volveréis, film che contiene nel titolo lo spoiler di se stesso (significa “tornerete”). Lo firma il 43enne Jonás Trueba, figlio d’arte: suo padre Fernando è stato uno dei principali registi del cinema post-franchista.

E lo portano sulle spalle due ottimi attori, Vito Sanz (quasi un sosia del nostro Francesco Nuti) e Itsaso Arana, nei panni di Ale e Alex: due giovani coniugi che dopo una notte insonne cominciano ad annunciare a tutti, amici e colleghi, che stanno per separarsi. Ma subito aggiungono: “Stiamo benissimo”, e tale è la loro serenità che festeggeranno la separazione con una festa.

Gli sviluppi non sono difficili da indovinare, anzi: il titolo è la chiave del film, che volutamente gira su se stesso seminando indizi letterari e cinefili. Una gita a Parigi sulla tomba di Truffaut, la lettura di In vino veritas di Kierkegaard e soprattutto un libro che fa capolino, Alla ricerca della felicità del filosofo americano Stanley Cavell (Einaudi, 1999): uno studio sulla commedia americana letta come cinema “del rimatrimonio”, come a dire che negli amori c’è sempre una seconda chance. Volveréis è proprio quello, una commedia del rimatrimonio lieve e malinconica, un po’ ripetitiva ma profonda.


Volveréis

Regia di Jonás Trueba

Voto: tre stelle su cinque

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