Spettacoli

La poesia animata di “Elio”. Le registe: “Lo spazio è ricco di meraviglie e possibilità”

© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved. 

Intervista alle ideatrici del film di animazione di Pixar, pieno di umorismo, sentimento, e citazioni vintage, appena arrivato in sala

3 minuti di lettura

La poesia spaziale di Elio, il nuovo gioiello Pixar, consegna atmosfere alla Spielberg, tra E.T, l’extraterrestre e gli Incontri ravvicinati del terzo tipo. Un film che gioca con ingredienti potenti: la solitudine dell’infanzia, il bisogno di essere visti e amati, la fantasia come rifugio e possibilità di rinascita, l’accettazione della diversità.

'Elio' il nuovo film Disney-Pixar in sala nel 2024

La storia parte da una base militare, dove una giovane ufficiale (doppiata da in Italia da Alessandra Mastronardi) ha messo da parte il sogno di diventare astronauta per prendersi cura del nipote rimasto orfano, Elio. Il bambino è sensibile, introverso, e profondamente segnato dalla perdita dei genitori.

"Elio", Giannini e Mastronardi: "Un alieno per amico, contro la solitudine del presente"

Un giorno, durante una visita un museo dello spazio, scopre l’esistenza della missione Voyager. E così inizia a inviare messaggi verso l’universo, sperando che qualcuno venga a salvarlo. Ma bisogna far attenzione a ciò che si desidera.

© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved. 

Catapultato in un’assemblea galattica chiamata Communiverso, Elio viene scambiato per l’ambasciatore della Terra e coinvolto in trattative diplomatiche con il minaccioso Lord Grigon (doppiato da Adriano Giannini) e suo figlio Glordon, più tranquillo e fragile, tra colpi di scena, riflessioni sull’identità, e momenti di umorismo che strizzano l’occhio alla fantascienza anni Ottanta. Il film è appena arrivato in sala con Disney. A Roma lo hanno accompagnato le registe Madeline Sharafian e Domee Shi, con la produttrice Mary Alice Drumm.

(agf)

Elio è una sorta di poesia spaziale, un film di fantascienza pieno di grazia e sentimento. Parla di alieni, ma è molto umano.

Medeleine Sharafian: “Che bel pensiero. Sì, penso che troviamo lo spazio molto poetico e quasi romantico. Ne abbiamo parlato spesso, di come quando guardi le stelle dalla Terra, tutti le guardano insieme, da ogni parte del mondo. C’è qualcosa di profondamente bello in questo. Inoltre, Elio è un personaggio che lotta con la solitudine, un problema così profondo e umano, antico quanto l’umanità stessa. Soprattutto oggi, dopo la pandemia, quando abbiamo iniziato a scavare nel suo personaggio, ci siamo rese conto che praticamente tutti nel nostro team — anche i loro figli — stavano affrontando le stesse emozioni. Tutti si sentivano intrappolati nei propri mondi interiori. E quale ambientazione migliore dello spazio, che è infinito, per aiutare un personaggio a uscire da quella sensazione? Sono felice che la poesia del film sia arrivata”.

(agf)

Realizzando questo film, avete pensato anche alla vostra personale solitudine?

© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved. 

Domee Shi: “Sì, direi di sì. Tutti i film Pixar nascono da un luogo molto personale per i registi. Per noi era importante raccontare qualcosa che ci toccasse da vicino. Ci siamo riconosciute tutte in quel bambino solitario, un po’ strano, appassionato di arte, che a scuola si sentiva fuori posto e desiderava solo trovare un luogo in cui appartenere. È un’esperienza che abbiamo condiviso nella stanza degli sceneggiatori, mentre scrivevamo le scene. Come registe, è fondamentale connettersi col protagonista in questo modo. E, come dicevo prima, stavamo facendo questo film dopo la pandemia, quindi in un momento in cui tutti erano stati chiusi in casa, e i bambini in particolare erano rimasti incollati agli schermi dei computer. Parlando con psicologi dell’infanzia ed esperti, ci siamo rese conto che la solitudine era qualcosa che colpiva molto la nuova generazione. E mentre facevamo il film, tutto questo accadeva intorno a noi. Non so se il film inizialmente voleva parlare di solitudine, ma lo è diventato strada facendo. E a quel punto abbiamo deciso di abbracciare questo tema. È anche una celebrazione della connessione. Anche noi, come squadra, abbiamo dovuto connetterci davvero per realizzare questo film. Alla Pixar siamo uno dei pochi studi di animazione rimasti al mondo che fanno tutto internamente. Tutti — animatori, artisti, sceneggiatori — lavorano sotto lo stesso tetto, e questo ha creato anche per noi una sorta di piccolo ‘communiverso’ mentre facevamo il film”.

© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved. 

"Elio” parla dell’istinto alla guerra, dell’istinto alla pace, della diversità e dell’accettazione della diversità. Tutti valori che Pixar ha sempre cercato di mettere in evidenza. E che oggi purtroppo si tenta di far passare per obsoleti. Quanto è importante, secondo voi, sottolinearli di nuovo?

Mary Alice Drumm: “Ci auguriamo davvero che questi non siano valori obsoleti. Sono valori che ci hanno trasmesso i nostri genitori e i nostri nonni, in ogni cultura. Hai ragione: sono temi che speriamo emergano in tutti i film Pixar. E ovviamente è meraviglioso per noi se i nostri film arrivano a persone che sperano, che sono ottimiste. In questo momento storico, ci auguriamo davvero che chi vede Elio provi questa sensazione. Pensiamo che il cinema sia una macchina dell’empatia, e speriamo che le persone possano trovare qui un momento per riconnettersi con valori condivisi”.

© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
© 2025 Disney/Pixar. All Rights Reserved. 

I film d’animazione sono spesso i primi contenuti che i bambini vedono. Possono influenzarli, aiutarli a capire cosa conta davvero.

Mary Alice Drumm: “Esatto. I film possono davvero toccarti dentro, farti provare le emozioni dei personaggi. La nostra speranza è che questo communiverso sia un obiettivo aspirazionale. Che un bambino, guardando il film, veda questo luogo dove alieni provenienti da ogni parte dell’universo — che non parlano nemmeno la stessa lingua — riescono a condividere un obiettivo comune, diventano alleati. La speranza è che questo aiuti a trasmettere ciò che dovrebbe essere il nostro scopo nella vita. Volevamo che fosse un sogno utopico, qualcosa di cui ci si possa innamorare, sia il pubblico che Elio”.

Elio è un ragazzino un po’ strano, che senza paura entra nell’ignoto e vuole comunicare con creature aliene che non gli somigliano affatto. Molti film di fantascienza mostrano lo spazio come un posto buio, pericoloso, pieno di alieni violenti o minacciosi.

Madeline Sharafian: “Sì, sono così orgogliosa che il nostro protagonista sia un ragazzo così particolare, che vuole connettersi con l’ignoto, che desidera fare amicizia con esseri completamente diversi da lui. E che il nostro spazio sia un luogo di aspirazione. Tantissimi film di fantascienza mostrano uno spazio oscuro e spaventoso, con alieni che vogliono distruggerti, mangiarti, sostituirti. Ma noi speriamo di mostrare il contrario: che dalla connessione, dall’uscire dalla propria zona di comfort, dal voler conoscere qualcuno che non ti somiglia, può nascere qualcosa di meraviglioso“.

I commenti dei lettori