Superman è niente senza Krypto: il super cane del film “nato” dal vero cane del regista
ROMA – E’ probabile che questo sia il weekend in cui Superman prenderà definitivamente il volo verso incassi stellari, visto che nei primi due giorni nelle sale il film ha sfiorato le 100 mila presenze per un incasso globale di 711.672 euro, scalzando dalla cima della classifica Jurassic World - La rinascita. Sono molti i motivi per il quale il film sta ottenendo il gradimento del pubblico, il che giova agli incassi, al cast artistico e tecnico ma anche alla popolarità di un cagnolino, anzi, di un super-cagnolino che in questa storia ha un ruolo decisivo: Krypto, già conosciuto dagli appassionati del genere (la sua prima apparizione risale a un albo dei fumetti DC Comics del 1955) ma forse non a tutto il pubblico poiché non è mai apparso al cinema. Se non nel film d'animazione del 2022 DC League of super-pets. Ma questa è un’altra storia.
Circa tre anni fa, il regista James Gunn stava lavorando alla trama del nuovo Superman. In quel periodo adottò un cane, salvandolo da un canile. Gli mise nome Ozu in omaggio al grande regista giapponese Yasujiro Ozu. Non fu una passeggiata di salute: Ozu, che aveva circa 8 mesi, era terrorizzato dagli umani (avrà avuto le sue buone ragioni) e sfogava le sue paure distruggendo a morsi tutto ciò che aveva intorno: mobili, scarpe, perfino un computer.
Fu così che Gunn ebbe l’inlluminazione: se Ozu avesse i superpoteri, pensò, chissà come saremmo messi male. “E lì ha preso forma l’idea”, ha detto al New York Times. Decise che il suo Superman avrebbe avuto un cane, che – ovviamente – sapesse volare. Gunn buttò subito giù la sequenza iniziale del film, quando cioè il supereroe chiama Krypto per farsi aiutare a raggiungere la Fortezza della solitudine (un capolavoro di scenografia: sei mesi per essere disegnata e 16 settimane per essere realizzata con 242 cristalli di resina). E già da questa sequenza si capisce l’indole di Krypto: entusiasta fin troppo, intraprendente all’eccesso, salta intorno e sopra al suo superamico fino a fargli male. Un cane volante? “Certo – spiega Gunn – l'universo in cui si muove abitualmente Superman è popolato da persone e basta. Questo Superman agisce invece in un universo altro, nel quale esistono anche cani volanti".
Ma Ozu non è servito solo come ispirazione: il cane del regista è diventato anche il modello fisico sul quale generare Krypto al computer, un po’ più grande dell’originale e con il mantello bianco anziché grigio. Per il resto, è un sosia perfetto. Che probabilmente rivedremo sul grande schermo: Gunn rivela di volergli affidare uno spazio importante nel suo Supergirl del prossimo anno – nel fumetto Supergirl: woman of tomorrow Krypto ha un ruolo di primo piano.
Torniamo alla “copia” di Ozu. Gunn voleva che Krypto assomigliasse il più possibile al suo cane, quindi il primo passo è stato una scansione in 3D di Ozu. "Doveva stare in piedi su un tavolo, praticamente accerchiato da telecamere che catturavano le immagini. Noi lo facevamo un po’ muovere così che si potessero fermare le varie angolazioni”. Ma la svolta per la realizzazione di Krypto, o meglio, per rendere i suoi movimenti di scena è arrivata – sorpresa – da un gatto: il gatto di Gunn con il quale Ozu aveva fatto amicizia fin dal suo arrivo in casa. “Avevo un sacco di video in cui giocano insieme – ha spiegato il regista – li ho consegnati ai visual artist del film che hanno potuto riprodurre i movimenti. Quando Krypto salta su Superman, in realtà è Ozu che gioca con il gatto”.
La sfida più complicata è stata in che modo rendere Krypto in volo. "All'inizio – ha raccontato Gunn – sembrava che stesse correndo nell’aria, non faceva un bell’effetto. Abbiamo cercato a lungo la giusta velocità del movimento delle zampe, ma ci sono voluti tanti tentativi, ed errori”.
Sul set, gli attori che hanno recitato accanto a Krypto hanno dovuto solo “immaginare” che fosse lì, simulando l’interazione con lui. Ma in alcuni momenti delle riprese era presente un vero cane, Jolene, “e ogni volta che arrivava qualcuno metteva la canzone di Dolly Parton”, ha detto Gunn. "Aveva il pelo bianco e lo usavamo come riferimento per la fotografia, per le luci, per capire che aspetto avrebbe avuto un cane bianco in quel punto del set". Quanto ai suoni emessi da Krypto, Gunn ancora una volta ha attinto da Ozu registrando i suoi come riferimento “ma senza esagerare perché detesto quei suoni orribili che spesso si ascoltano in un film quando appare qualche animale”.
Ozu, nel frattempo, sembra nutrire sentimenti contrastanti riguardo al suo debutto come modello per un supereroe. Gunn ha pubblicato un video in cui il suo cane abbaia a Krypto, “ed è successo davvero, durante il montaggio: arrivava di corsa dall’altra parte della casa e si metteva davanti al monitor, abbaiando. E’ andata avanti così per due anni. Alla fine ce l’abbiamo fatta”.
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