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Ferzan Ozpetek: “Enrico Lucherini inventava scandali che non facevano male a nessuno”

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È morto a 92 anni l’ufficio stampa delle star da Sophia Loren a Claudia Cardinale, ha inventato la professione in Italia. Il ricordo del regista
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“Enrico Lucherini è stato è stato fondamentale all’inizio della mia carriera – racconta Ferzan Ozpetek - Quando ho fatto il mio primo film, Il bagno turco, l’ho conosciuto subito ed è stato fondamentale. Mi ha dato sempre dato i riferimenti giusti. Negli anni non è stato il mio, diciamo, “press agent” ufficiale, ma è sempre intervenuto in qualche modo, mi ha consigliato”.

Il consiglio più importante?

“Non rispondere mai, anche di fronte a notizie o articoli sbagliati, ignorare. E devo dire che l’ho sempre seguito”.

Quale era la sua qualità maggiore?

“Aveva sempre un punto di vista originale. È stato molto amico e anche molto professionale. Aveva uno sguardo sempre diverso, magari al contrario degli altri, ma era sempre giusto. Questo è stato fondamentale. L’ho sentito sempre molto amico, molto protettivo nei miei confronti, anche negli ultimi anni. Aveva voluto vedere anche Diamanti. Ed era innamorato dei titoli dei miei film, a partire da Le fate ignoranti, Saturno contro, Mine vagan…

“Enrico Lucherini è stato è stato fondamentale all’inizio della mia carriera – racconta Ferzan Ozpetek - Quando ho fatto il mio primo film, Il bagno turco, l’ho conosciuto subito ed è stato fondamentale. Mi ha dato sempre dato i riferimenti giusti. Negli anni non è stato il mio, diciamo, “press agent” ufficiale, ma è sempre intervenuto in qualche modo, mi ha consigliato”.

Il consiglio più importante?

“Non rispondere mai, anche di fronte a notizie o articoli sbagliati, ignorare. E devo dire che l’ho sempre seguito”.

Quale era la sua qualità maggiore?

“Aveva sempre un punto di vista originale. È stato molto amico e anche molto professionale. Aveva uno sguardo sempre diverso, magari al contrario degli altri, ma era sempre giusto. Questo è stato fondamentale. L’ho sentito sempre molto amico, molto protettivo nei miei confronti, anche negli ultimi anni. Aveva voluto vedere anche Diamanti. Ed era innamorato dei titoli dei miei film, a partire da Le fate ignoranti, Saturno contro, Mine vaganti, diceva: “Ogni volta inventi titoli capaci di trainare la gente in sala””.

Un ricordo speciale?

“Tanti. Ho trascorso con lui serate bellissime. Ci raccontava dei metodi del cinema italiano, citava cose che ti aprivano lo sguardo. Gli piaceva lasciarmi a bocca aperta, svelando di attori e attrici piccoli segreti, cose che nessuno sapeva. Lui riusciva a inventare degli scandali che però non facevano del male a nessuno. Facevano solo del bene al film, al cinema, ai protagonisti. Era un modo di governare i media in modo bonario. Non c’era la ferocia di oggi”.

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Un artista di una generazione che non c’è più?

“Sì. Se il cinema è stato grande, è stato anche un pochino grazie a lui. E lui era forse l’ultima personalità di quel mondo lì. Aveva grande intelligenza, grande tatto, grande originalità. Era un pezzo di storia del cinema. Insieme a tanti autori, registi, ha fatto parte di una generazione che ha reso grande il cinema italiano. Mi mancherà”.

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